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5 settembre 2012

Italia al 42° posto per competitività

La Svizzera resta al primo posto nella classifica dei paesi maggiormente  competitivi al mondo. La classifica stilata, come ogni anno dal Word Economic Forum, premia per il quarto anno consecutivo gli elvetici e offre molti spunti di riflessione.

Singapore si conferma al secondo posto e la Finlandia, superando la Svezia, ora quarta, raggiunge il terzo. L’Olanda passa dal settimo al quinto posto, la Germania resta stabilmente sesta, mentre gli Stati Uniti scivolano dalla quinta alla settima posizione. A chiudere la top ten abbiamo Inghilterra, Hong Kong e Giappone.

In Sud-America i paesi maggiormente competitivi risultano Cile (33°), Brasile (48°) e Perù (61°), con Brasile e Perù in netto miglioramento rispetto al 2011.
In Europa la Francia è ventunesima mentre la Spagna resta stabile al 36° posto.
L’ Italia passa dal 43° al 42°. Il risultato ottenuto non può però essere considerato eccezionale, sopratutto se consideriamo che il 39°, 40° e 41° posto sono occupati da Repubblica Ceca, Panama e Polonia.

Una classifica sulla competitività, per quanto ben costruita, può risultare fuorviante. Un parametro così generico, infatti, non tiene conto delle differenze dei singoli paesi, sia sul piano strettamente economico che sul piano sociale. Occorre quindi soffermarsi con più attenzione sui criteri utilizzati per giungere a tale risultato.
I criteri sono tre, risultato, a loro volta, della sintesi di altri tredici parametri.
Per quanto riguarda i fattori essenziali per l’economia di un paese, l’Italia raggiunge la 46° posizione, risultato della valutazione sul sistema istituzionale, infrastrutturale, macroeconomico e sull’educazione primaria.
Il secondo criterio è l’efficienza (45°). Tra i parametri considerati risulta particolarmente penalizzante l’inefficienza del mercato del lavoro (118°) e del sistema finanziario (101°) Al contrario, per le vaste dimensioni del suo mercato l’Italia raggiunge la 9° posizione bilanciano i difetti precedentemente elencati.
Per quanto riguarda le innovazioni l’Italia raggiunge il 32°.

I risultati ottenuti mostrano come in Italia vi sia una classe imprenditoriale sostanzialmente sana, creativa e capace di creare ricchezza. I problemi maggiori, infatti, sono dovuti a carenze strutturali del sistema paese, al peso di evasione, elusione e corruzione, a forti inefficienze in molti dei mercati considerati e a una sfiducia generalizzata che impedisce alla penisola di attirare nuovi investimenti.

Il testo del report è disponibile al link http://www3.weforum.org/docs/WEF_GlobalCompetitivenessReport_2012-13.pdf

 

Fonte foto:http://angelobenuzzi.wordpress.com

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