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26 settembre 2012

L’università delle buone notizie, voluta da Pulitzer

Ha festeggiato i suoi 100 anni la Columbia University Graduate School of Journalism e ci è arrivata in piena salute. La più antica e forse la migliore scuola di giornalismo continua con successo a preparare i giovani aspiranti giornalisti, nonostante la professione sembri a volte essere in via di estinzione.

La definizione che la scuola dà della propria missione rivela la chiave del suo successo: “La scuola prepara giovani di tutto il mondo a svolgere una funzione vitale in una società libera: trovare la verità in situazioni complicate, solitamente con poco tempo a disposizione, e comunicarla al pubblico in modo chiaro e interessante“.

Da anni chi entra alla Columbia si aspetta di diventare un vero leader, fra i migliori giornalisti, dalla cui informazione dipende la salute delle nostre democrazie e che ogni anno assegna il premio Pulitzer a giornalisti e scrittori americani.

Ma più degli allori e dei trofei storici, quel che conta oggi è il ruolo di Columbia nell’esplorare nuove strade, nell’analizzare lo stato di salute, l’evoluzione e le vie di successo di un’industria dei media investita da shock tremendi.

La School of Journalism è una superfacoltà, dove entrano solo ragazzi brillanti e già laureati. Questa scuola si colloca in un angolo del campus della Columbia University e dove insegnano solo i migliori docenti. Tra loro, anche l’ex direttore del New York Times Joseph Lelyveld, il corrispondente della Cnn alla Casa Bianca Suzanne Malveaux, il biografo dei presidenti americani Robert Caro e il reporter del Wall Street Journal Mark Maremont, tra gli altri. Professori all’americana, vincitori essi stessi del premio Pulitzer, che sono sempre a disposizione degli studenti, non solo durante il classico ricevimento, ma sempre.

L’idea del fondatore della scuola era quella di mettere su un giornalismo che faccia informazione come contropotere, un’istituzione progressista fin dall’inizio, quando iniziarono i corsi il 30 settembre 1912, ccn i suoi primi 72 studenti, di cui 12 donne. Negli anni Ottanta arrivarono i computer all’università, quando ancora non ce l’avevano nemmeno tutte le redazioni giornalistiche nel mondo.

Visto che giornali come il New York Times e altri, con o senza aver riscosso successo online, stanno ridimensionando le redazioni, la Columbia sta sperimentando alcune risposte, come un filone di giornalismo investigativo.

 

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