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14 settembre 2012

Pin-Up. Prima di Photoshop ma dopo Gil Elvgren

Erano le icone degli anni 40-50. Donnine bellissime, simbolo della sensualità e della femminilità immortalate in pose sexy ma all’apparenza intente a svolgere azioni di quotidiana routine.

Erano le Pin-Up, corrispondenti passate delle attuali soubrette forse, ma con una valenza rappresentativa molto più forte. Complici anche gli anni che non permettevano una grande libertà di esposizione del corpo femminile, le Pin-Up sono il simbolo di qualcosa che stà cambiando.

Donne che si riscoprono come tali e che fanno del femminismo la loro nuova politica, mettendo in mostra un corpo formoso e provocante ma mai ritratto in pose volgari o sminuenti per il sesso debole che prende coscienza della sua forza.

E che dire della bellezza di queste donne? Possibile che fossero davvero così perfette come appaiono nei disegni?

Di certo non potevano ricorrere al nostro attuale chirurgo virtuale per correggere le rughe o i cuscinetti di grasso, ma a quanto pare Photoshop aveva un antenato: Gil Elvgren, l’artista, fotografo-disegnatore considerato il padre dello stile Pin-Up.

E’ lui che, fotografate le modelle, le riproduceva su tela correggendone qualche imperfezione, arricchendo l’immagine di particolari spesso inesistenti nella fotografia di riferimento e riempiendo il disegno di colori accesi e di una sensualità che egli stesso creava modificando uno sguardo con la matita o sollevando una gonnella.

L’ispirazione pare lo investisse in casa sua, osservando scene familiari e di quotidianità che avevano per protagonisti la moglie e i figli, moglie che più volte l’ideatore delle Elvgren Pin-Up ha rappresentato in pose molto seducenti.

I risultati sono certamente straordinari, chi non ha impresse nella mente le immagini delle Pin-Up che hanno fatto storia come quelle che l’artista disegnò per l’azienda Coca-Cola ma anche per la Ford e la General Electric?

I capolavori dell’artista sono ammirabili oltre che nel libro “Elvgren: His Life and Art” anche sul blog Retronaut che ha messo in mostra alcune della opere con il “prima” e il “dopo” ritocco.

Gil Elvgren nasce nel 1914 nel Minnesota, fin da piccolo mostra grande interesse per l’arte dedicandosi alla pittura e alla scultura di modellini in legno. Nel 1933 abbandona L’University High School per dedicarsi a ciò che più amava, la pittura, e si trasferì a Chicago con la donna che amava Janet Cecilia Cumminis, diventata poi sua moglie e musa di molti disegni. A Chicago Elvgren si laurea alla American Accademy of Art a metà degli anni ’30.

Ritornato nel Minnesota l’artista apre un piccolo studio e così arrivano i primi lavori da Brown & Bigelow per la creazione dei famosissimi calendari che rappresentavano le Pin-Up.

Fortemente influenzato dallo stile di Haddon Sundblom, illustratore e pittore statunitense (noto per il Babbo Natale protagonista di molte pubblicità degli anni della Coca-Cola) inizia a dipingere  le prime ragazze in pose maliziose.

Da qui in poi il lavoro dell’artista sarà talmente apprezzato che lavorerà per grosse compagnie come la Coca-cola, Ford, General Electric, Four Roses, Orange Crush e tanti altri. Fra gli anni ’50 e ’60 comparire nei calendari di Elvgren diventa un desiderio per molte aspiranti star.

Muore di cancro nel 1980 all’età di 65 anni.

 

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