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13 settembre 2012

Sulle ali di Esperanto

Sulle ali di Esperanto
Sulle ali di Esperanto

Sulle ali di Esperanto

Il potere di dominare la lingua di un popolo offre guadagni di gran lunga superiori che non il togliergli province e territori o schiacciarlo con lo sfruttamento. Gli imperi del futuro sono quelli della mente.

Winston Churchill nel 1943 sintetizzava il pensiero che porta in avanti in maniera fissa gli obiettivi dell’ associazione ERA. “Esperanto” Radikala Asocio è una onlus nata il 25 aprile del 1987 con l’ obiettivo di porre un freno alla discriminazione generale dei popoli e che nel particolare si volge alla difesa della sussistenza delle singole identità linguistiche e culturali.

In effetti il progetto o piuttosto l’ idea quadro comprende sia un aspetto prettamente identitario sia un aspetto quasi interamente volto a proposizioni a carattere economico che dinamizzino l’ economia della penisola e dell’ Europa nel suo insieme.
Dal punto di vista identitario l’ affermazione di una lingua internazionale non etnica quale l’ Esperanto in sostituzione del paninglesismo dilagante, garantirebbe alla Federazione europea la possibilità di una realizzazione democratica del cittadino appartenente ad una realtà europea comune più formalmente che concretamente e contemporaneamente favorirebbe la cessazione di un’ assuefazione alla lingua ed al popolo ritenuto dominante a partire dalla realtà postbellica così come posizionata geopoliticamente dalla seconda guerra mondiale.

La Lingvo Internacia di L.L. Zamenhof, detta Esperanto sarebbe il mezzo- strumento per la libertà e l’ affrancamento dalla coercizione innanzitutto mentale che coinvolge la formazione dell’ occidentale medio. Uno dei progetti sul filo dell’ ideale linguistico da ricostiuire è così rappresentato da “Italianiadi”, programma di animazione culturale rivolto a giovani, scuole ed enti per riflettere sulle derive di non libero arbitrio della lingua italiana. Coadiuvati da figure di pr, istituzioni, contabili, operatori, l’ attività linguistica attuale verrà monitorata e quella futura si tenderà a direzionarla verso una sensibilizzazione ed una sottolineatura delle peculiarità positive che offre la lingua italiana e della mancanza di un’ organizzazione di essa anche in termini economici.

La lingua offre lavoro e toglie lavoro ove essa venga sotituita con la cultura forzata verso l’ esterofilia ed il livellamento secondo le dinamiche di rapida trasformazione globale. Il primo passo è allora la coscienza del nostro valore, il secondo l’ inserimento di essa in un sistema federale di democraticizzazione che includa anche il locale.

 

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