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12 luglio 2012

Lingua italiana: valore identitario e culturale

“La lingua italiana. Un valore identitario e culturale”. È il tema della lectio magistralis che Fabio Finotti, docente di Lingua e Letteratura italiana e direttore del Center for italian studies alla University of Pennsylvania di Philadelphia (Usa), terrà venerdì 13 luglio, alle 16, nella sala conferenze della Fondazione Crup, in via Manin 15 a Udine. L’incontro è organizzato dall’Università di Udine in collaborazione con l’Ente Friuli nel mondo. Si tratta del momento centrale e conclusivo del corso di perfezionamento “Valori identitari e imprenditorialità” che vede la partecipazione di 14 laureati sudamericani discendenti da emigranti friulani.

 

In apertura interverrà in videoconferenza dal Quirinale Louis Godart, Consigliere per la Conservazione del patrimonio artistico della Presidenza della Repubblica. Porteranno i saluti, fra gli altri, il rettore dell’Ateneo friulano, Cristiana Compagno; il presidente della Fondazione Crup, Lionello D’Agostini; il presidente dell’Ente Friuli nel Mondo, Pietro Pittaro, e il presidente della III Commissione del Consiglio regionale del FVG, Giorgio Venier Romano.

 

Nel corso dell’incontro porteranno la loro testimonianza anche i corsisti sudamericani per i quali l’evento rappresenta il punto d’arrivo del percorso formativo che li ha visti impegnati dal 2 maggio. Verrà anche illustrato il ruolo degli attori coinvolti nell’iniziativa, dall’Ente Friuli nel mondo alle istituzioni che hanno ospitato le attività di tirocinio dei corsisti: Confindustria Udine, Associazione piccole e medie industrie della provincia di Udine e Associazione cooperative friulane.

 

«La lezione di Finotti – spiega Raffella Bombi, direttore del corso di perfezionamento – sarà dedicata al ruolo e all’importanza della lingua e della cultura italiana nel mondo e ai nuovi valori dell’italianità associati non solo alla nostra prestigiosa tradizione, ma anche ad altri innovativi fattori quali la fortuna del made in Italy in ambiti come il design, l’artigianato di qualità, i saperi della cucina e, soprattutto, quel “risveglio identitario” legato all’intero sistema di valori associati al sistema Italia». È una conclusione «in grande stile per il corso che – evidenzia Bombi –, rappresenta un’operazione culturale unica nel panorama universitario italiano per la modalità didattica adottata, un modulo formativo in e-learning nella prima parte e lezioni frontali all’arrivo dei corsisti in Italia, per il target al quale è rivolta e per il reale processo di internazionalizzazione che essa rappresenta».

 

L’iniziativa, osserva Vincenzo Orioles, coordinatore scientifico del progetto nazionale del Ministero, «è davvero straordinaria per i suoi forti elementi di innovatività e perché arricchisce l’offerta post laurea dell’Ateneo consolidandone la vocazione identitaria grazie a un modello formativo in grado di mantenere vivi i rapporti con gli italiani emigrati nel mondo». Soprattutto il corso «per suoi contenuti – evidenzia Orioles – propone un messaggio forte: vuole infatti essere non tanto un recupero di memorie del passato, ma intende porsi in una visione prospettica che scorge nell’universo migratorio un capitale umano straordinario per la diffusione dell’italiano nel mondo». Così, sottolinea Orioles, «il tema prescelto per introdurre i lavori si integra perfettamente nella visione del progetto, mentre la presenza di Finotti lascia sperare una estensione del target migratorio ad altri Paesi per le prossime edizioni del corso».

 

L’epilogo formale del corso però non vuole chiudere il canale di comunicazione tra il Friuli e i Paesi di residenza dei corsisti. «Il nostro auspicio – conclude Bombi – è la creazione di una community on line di alumni del corso che, attraverso la piattaforma di e-learning, le web session on line possano mantenere vivi i contatti e gli scambi attraverso la rete in uno spazio glocale in grado di favorire inaspettate forme di aggregazione, contribuendo a dare un valore aggiunto all’iniziativa culturale dell’Ateneo friulano».

 

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