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22 ottobre 2012

Dov’è il computer a scuola?

Almalaurea ha svolto un interessante studio sull’atteggiamento dei quindicenni italiani e sul loro uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, prendendo un campione rappresentativo di oltre 30mila studenti, in più di 1000 scuole.

Ne emerge un quadro molto sfaccettato, dove viene evidenziato soprattutto l’anello debole di questa catena: la scuola.

L’indagine rivela che nelle case italiane computer e dispositivi digitali non mancano, ma negli istituti siamo in nettissimo ritardo rispetto alla dotazione generica scolastica della media dell’OCSE.

L’uso che gli studenti fanno di internet e delle nuove tecnologie nelle loro abitazioni è prettamente legato allo svago e al divertimento e raramente vengono utilizzate per motivi scolastici.

L’assenza di dotazioni tecnologiche è uno dei punti salienti delle numerose proteste degli ultimi mesi, in quanto gli studenti percepiscono la loro didattica come obsoleta e bisognosa di innovazione, chiedendo appunto un adeguamento ai parametri europei.

Le scuole italiane, rispetto agli standard comunitari, sembrano non considerare per nulla l’evoluzione a cui hanno aderito il Paese e la società negli ultimi anni.

Le nuove tecnologie contribuiscono all’ampliamento di orizzonti della azione didattica, aprendo scenari di collaborazione e interazione che sarebbero altrimenti risultati di difficile realizzazione, ma soprattutto grazie alla loro versatilità possono essere applicate facilmente ad ogni materia.

Maggiore attenzione da parte del governo a favore di questo problema porterebbe a diminuire l’enorme dislivello con le altre scuole dell’Unione Europea e ad usufruire dei numerosi vantaggi che l’adozione delle ITC comporta.

 

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