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12 ottobre 2012

Fiat: produrre in Russia conviene

Il gruppo Fiat-Chrysler aprirà uno stabilimento in Russia, nei dintorni di San Pietroburgo. Raggiunto un accordo di base con le autorità, tutti i dettagli saranno affrontati e presumibilmente risolti, entro la fine dell’anno. Questo passo sarà di fondamentale importanza per rafforzare la presenza del gruppo nella terra degli Zar.

Guardando le statistiche si può ben capire quali opportunità siano legate alla conquista del maggior numero di quote di mercato. Nel 2012 la vendita di auto è aumentata del 39% su base annua, arrivando a 2,6 milioni. Secondo solo alla Germania, il mercato dell’auto Russa conserva tassi di crescita e quindi, margini di profitto, di gran lunga più interessanti di quello tedesco. Secondo le previsioni fatte per quest’anno nel 2012 si venderanno circa 3 milioni di auto, con una crescita ancora più imponente negli anni successivi.

In Russia le auto non sono diffuse come in Europa, e con l’aumento del benessere sembra naturale che i russi valuteranno, sempre con maggiore interesse la possibilità di acquistare un’auto, o cambiare quella vecchia. Le prospettive si fanno ancora più rosee se consideriamo che la metà delle auto possedute dai russi superano i 10 anni di vita e quindi dovranno essere presto sostituite.

Gran parte della domanda è concentrata nelle aree metropolitane di Mosca e San Pietroburgo, anche se non è da sottovalutare l’importanza delle aree periferiche e delle piccole città, non ancora molto sviluppate, ma che in prospettiva potrebbero rappresentare una buona opportunità di business.

Bisogna considerare inoltre che si tratta di un mercato estremamente eterogeneo, crescono infatti le vendite di auto di piccola cilindrata, così come crescono le vendite di SUV e auto di lusso.

Il gruppo Fiat-Chrysler non è l’unico che guarda verso est. Anche Volkswagen si è impegnata con forti investimenti per rilanciare la produzione di diversi modelli Audi. Nella stessa logica la Mazda inizierà la produzione di auto sportive. Anche Mitsubishi e Peugeot, in joint venture dovrebbero iniziare a produrre in Russia entro il 2013.

Per sopravvivere un’impresa automobilistica ha bisogno di aumentare la produzione al massimo, al di sotto di una certa soglia non è possibile sfruttare adeguatamente le economie di scala generate dall’imponenza dei costi fissi da sostenere per tale produzione. Probabilmente la corsa per la conquista delle quote del mercato Russo sarà decisiva per stabilire quali imprese riusciranno a sopravvivere e quali no.

 

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