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27 ottobre 2012

Gli esodati? Verranno aiutati dai “ricchi”

Seppur con il no del governo e non con poche polemiche, è passato il 24 ottobre 2012, un emendamento alla legge di stabilità che attua qualche garanzia in più nei confronti degli esodati. La camera ha varato una nuova norma che prevede un contributo di solidarietà (così è stato chiamato) del 3% da parte di coloro che superano il fatturato di 150mila euro. Inoltre sono previsti 100 milioni che andranno a confluire nelle risorse stanziate per i lavoratori esodati.

Ma chiarifichiamo la figura del lavoratore esodato. Con questo termine, introdotto da mass media e classe politica nel 2012, viene definito quel lavoratore over cinquanta che è stato estromesso dal mondo del lavoro e che non è ancora in età pensionistica. Pertanto appartiene, si alla fascia dei disoccupati, ma ne va a costituire una branca ancor più fragile, poiché difficilmente sarà in grado di ritrovare un impiego rispetto al giovane disoccupato.

È chiaro quindi come questa nuova norma possa aver smosso i sentimenti di molti. Susanna Camusso, segretario cigl, ha preso le parti degli esodati affermando quanto sia importante basarsi su un meccanismo di solidarietà per il quale “chi più ha, più metta”. Ma in molti sono contrari: confindustria si rivela insoddisfatta poiché, spiega, quella degli imprenditori è l’unica fascia lavorativa in grado di spendere ancora e si rivelerebbe allora un problema di consumi interni. Anche pd e pdl si trovano concordi nel bocciare la proposta e nel voler cercare altre alternative possibili.

Con questo emendamento, vengono riscritte le misure previste dalla legge di stabilità voluta dall’ esecutivo. Tali misure, saranno riguarderanno i prossimi due anni a venire: 2013 e 2014. Ma i deputati hanno già previsto un eventuale aumento di accise sulle sigarette nel caso tutte le risorse sembrassero insufficienti.

Con molta difficoltà, strappo una dichiarazione a Lucia. Una ex lavoratrice, oggi esodata che ha deciso di farsi mettere in mobilità da parte dell’azienda per cui lavorava.

Ecco la sua dichiarazione in merito alla sua condizione e alla possibilità di qualche nuova garanzia nei confronti della sua categoria:

Sono arrabbiata e amareggiata. Il nostro problema, la nostra condizione, non interessa a nessuno. Siamo in tanti a vivere in questa condizione, a vivere nel limbo e non riusciamo più ad andare avanti. Il nuovo emendamento? I ricchi dovrebbero smetterla di piangersi addosso e cominciare a dare una mano anche a chi sta molto peggio di loro. Ma io non ho più molte speranze al riguardo. Se non vedo, non credo“.

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