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12 ottobre 2012

La Scimmia: Andrea Moi del Movimento Studentesco Nazionale

La Scimmia
La Scimmia

La Scimmia

É partito il 6 Ottobre scorso La Scimmia, nuovo esperimento televisivo della Taodue di Pietro Valsecchi. Il programma vuole dare una seconda possibilità a giovani che, per motivi scolastici o personali, non sono riusciti a conseguire la Maturità.

Le telecamere del docu-reality seguiranno i ragazzi, rinchiusi in un college, nei lunghi mesi di preparazione, sotto la guida dei professori Edoardo Camurri (Storia e Filosofia), Errico Buonanno (Italiano), Federico Starnone (Matematica e Fisica), John Peter Sloan (Inglese), Matteo Nucci (Latino e Greco) e Niccolò Agliardi (Musica). In palio, oltre all’ambito conseguimento del diploma di Maturità, ci sono alcune borse di studio che permetteranno ai più meritevoli di frequentare l’università o di realizzare un progetto imprenditoriale.

Il format non è piaciuto al Movimento Studentesco Nazionale, che, in segno di protesta, nella notte tra Domenica e Lunedì ha attaccato sui muri di alcune scuole romane decine di striscioni con slogan come “La scuola non è un reality” e “Liberi di vivere, mai ingabbia come scimmie”.

In seguito Andrea Moi ed Edoardo Melmeluzzi, dirigenti del movimento, hanno diffuso una nota in cui hanno definito il programma “diseducativo ed offensivo” e ne hanno chiesto la chiusura.

Controcampus.it è tornato sulla questione, intervistando Andrea Moi per cercare di comprendere i motivi dell’avversione del MSN nei confronti del programma:

La Scimmia secondo Andrea Moi del Movimento Studentesco Nazionale

La Scimmia nasce con l’intento di dare una seconda possibilità a ragazzi che, per diversi motivi, hanno abbandonato gli studi. Cosa non vi ha convinti nel concept iniziale del format che avete definito “diseducativo” e “volgare”?

“La seconda possibilità gli studenti la conquistano sul campo. Non c’è bisogno di essere aiutati ed umiliati dentro una casa, in un contesto alienante, innaturale e figlio della mercificazione della Persona”.

Dove nasce la scelta di tappezzare alcuni muri nelle vicinanze delle scuole della Capitale contro il reality come forma di protesta?

“Nasce dalla voglia di svegliare questa generazione addormentata dagli show di Maria De Filippi e dal trash televisivo. Un messaggio diretto e di “prossimità” per dire che la vita reale non è un reality. La realizzazione passa attraverso le relazioni, la condivisione e non dentro una gabbia con una scimmia. Siamo costretti a sporcare un muro per invitare i ragazzi a difendere la dignità perché in questa scuola non ci sono spazi di partecipazione e cittadinanza attiva. Meglio sporcare il muro di una scuola che passare la vita a sporcare la bacheca di Facebook.”

Temete che il reality possa danneggiare ulteriormente l’immagine della scuola italiana?

“Non ci preoccupa molto questo. In realtà è come sparare sulla croce rossa. Ma danneggia sicuramente l’immagine della nostra generazione. Dobbiamo capire come recuperare i ragazzi che hanno difficoltà nel percorso di studi, magari accompagnandoli verso percorsi di formazione lavorativa o di recupero scolastico, ma certamente la soluzione non e’ chiudersi dentro una casa controllati 24 ore su 24. Noi sogniamo giovani che possano sprigionare tutta la loro vitalità e realizzarsi pienamente”.

La Scimmia tra pubblicità e protagonismo mediatico per Andrea Moi

Ritenete che i protagonisti del reality cerchino più la popolarità che il conseguimento della Maturità?

“Si sicuramente. Nessun giovane non in cerca di popolarità potrebbe rinunciare ai suoi affetti e alla sua vita.”

Non è troppo frettoloso richiedere la chiusura anticipata del programma dopo solamente una puntata di messa in onda?

“Non cambia nulla se ad andare in onda sia una puntata, due o quattrocento. Il messaggio che passa è sempre lo stesso, un messaggio che noi non possiamo accettare.”

Su alcuni siti Internet degli utenti hanno commentato la vicenda, accusando la vostra associazione di farsi pubblicità attraverso la polemica contro il reality, mentre altri hanno sostenuto che il Movimento Nazionale Studentesco dovrebbe occuparsi delle reali condizioni in cui versa la scuola italiana, problemi ben più importanti di un reality televisivo: cosa rispondete a queste critiche?

“Rispondiamo ai polemici banali e qualunquisti, che prima di criticare potrebbero fare un giro su Internet o nelle scuole di tutta Italia per vedere che stiamo portando avanti una grande campagna contro il Governo, attore protagonista di una mancata risposta alla crisi economica. Negli ultimi tre anni abbiamo parlato anche di edilizia scolastica, di caro libri, di tetti massimi di spesa per gli istituti, ma anche di identità e libertà, rilanciando l’importanza di giornate come il 9 novembre, caduta del muro di Berlino, e del 17 marzo, festa dell’unità d’Italia.”

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