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27 ottobre 2012

L’ italia dei ‘choosy, opinione del Movimento Studentesco Nazionale

Non accenna a placarsi l’eco suscitata dalla dichiarazione del Ministro del Lavoro Elsa Fornero in un intervento sul palco di Assolombarda a Milano lo scorso 22 Ottobre. “Non bisogna mai essere troppo “choosy” (schizzinosi, ndr), meglio prendere la prima offerta e poi vedere da dentro e non aspettare il posto ideale”: queste le parole del Ministro che hanno diviso l’opinione pubblica e scatenato numerose polemiche sui giornali ed in Internet.

Su Facebook, Twitter ed in numerosi siti d’informazione tra cui Controcampus.it (leggi qui) molti giovani hanno raccontato le loro esperienze e le loro difficoltà nel trovare lavoro, nonostante anni di intenso studio costellato da rendimenti altissimi, al grido di “Choosy sarai tu” (leggi qui), mentre altri hanno appoggiato le dichiarazioni della Fornero sostenendo che in periodi come questi bisogna accontentarsi del primo lavoro che viene offerto perché quel che conta è portarsi a casa la pagnotta a fine mese (ammesso che si tratti di un lavoro dove si venga stipendiati almeno il necessario per riuscire a portarsi a casa la famigerata pagnotta).

Anche il Movimento Studentesco Nazionale, in rappresentanza di tutti quei giovani che studiano per tentare di trovare il proprio posto nella società, ha voluto rispondere alle parole del Ministro Fornero in una nota rilasciata da Gianfranco Manco, Presidente del MSN:

Certe dichiarazioni sorprendono più per il mancato stile che per il loro contenuto, ma stavolta il Ministro si è spinta davvero troppo oltre: critica la maggioranza dei giovani italiani di essere troppo esigenti nel primo lavoro, forse è una responsabilità che ha una ristretta minoranza che paga anche le colpe di una cultura egalitaria ed omologatrice della sinistra italiana che ci fa considerare i lavori artigianali, che oggi offrono risposte occupazionali, come lavori umilianti. Il Ministro farebbe bene ad interrogarsi su quant’e choosy non accettare contestazioni, quanto sono choosy gli istituti bancari del sistema del credito italiano, quant’e choosy non aver messo lei mani sui contratti atipici nella riforma da poco approvata e, invece, dovrebbe iniziare ad interrogarsi su come costruire un mondo del lavoro che faccia incontrare la responsabilità con le opportunità. Se questi tecnici vivessero il mondo reale, recuperassero il rapporto con la democrazia, forse si renderebbero anche conto che i giovani italiani sono tra i più attivi in Europa nel mondo del volontariato, altro che choosy. Sembra che questi dati, il Ministro non li abbia mai letti, perciò viene da chiedersi“quant’e’ Choosy la Fornero?“.

Il tam-tam mediatico scatenato dalla sua affermazione ha indotto il Ministro Fornero a ritornare sulla questione e a spiegare meglio quanto da lei dichiarato: “I giovani italiani sono disposti oggi a prendere qualunque lavoro, tanto è vero che sono in condizioni di precarietà. E quindi ho detto che in passato che poteva capitare, in passato, quando il mercato del lavoro consentiva scelte diverse”.

In merito Controcampus.it ha contattato Gianfranco Manco in rappresentanza del MSN per chiedergli un ulteriore commento sulla spiegazione fornita in seguito dal Ministro. Questa la risposta di Manco per MSN in esclusiva a Controcampus.it:

Sono sorpreso dalla retorica del ministro Fornero, che utilizza gli stessi metodi comunicativi dei politici furbi, cioè cerca di correggere il tiro dopo l’evidente gaffe, ma non si preoccupa minimamente di mettere in relazione l’università con il mondo del lavoro, organizzando un piano nazionale di finanziamento alle piccole imprese, oppure facendo un piano di inserimento dei neet nel settore dell’artigianato che oggi offre sbocchi occupazionali, ma non ha profili professionali da considerare, o immaginando un patto con i maggiori istituti bancari nazionali per essere meno Choosy quando devono concedere dei prestiti a chi cerca di immettersi nel mercato del lavoro. Mentre assistiamo ad una lacerazione tra rappresentati e rappresentanti, soprattutto in un governo che fa i conti prima con i parametri europei che con la qualità della vita del suo popolo, certe uscite sarebbero da evitare perché generano invidia, odio sociale e sospetto. Bisognerebbe ricordare ai tecnici che l’università resta l’unico elemento di mobilità sociale in questo Paese, per cui può essere umiliante ricevere definizioni dopo che i sacrifici sono rimasti invano o perché la politica non ha gestito il mercato del lavoro o perché non è stata capace di mettere in piedi un sistema universitario capace di stare al passo con i tempi”.

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