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26 ottobre 2012

Choosy sarai tu: i giovani universitari rispondono al Ministro Fornero

Choosy sarai tu
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Choosy sarai tu

“Non bisogna essere troppo Choosy” dice la Ministro Fornero e subito arriva la risposa dei giovani universitari.

I giovani italiani e il loro futuro posto di lavoro: se ne parla, assiduamente e in maniera sempre più pessimista, e se ne parlerà.

E  dopo la citazione ormai famosa del Presidente del Consiglio, Mario Monti ”Il posto fisso è noioso”  a rubare la scena ci pensa il Ministro del Lavoro Elsa Fornero che ha fatto il suo exploit in Italia e nel mondo a partire dalla conferenza, tenutasi qualche giorno fa, ad Assolombarda con un secco “Non bisogna essere troppo Choosy”

Parole che sono state subito oggetto di replica in quanto la Fornero, questa volta senza lacrime, ha invitato i giovani a non essere troppo “schizzinosi”.

Il ministro invita, di fronte alla scelta di un primo impiego, di accettare anche proposte lavorative che non rispecchiano le proprie aspettative. Accettare e valutarle dall’interno, piuttosto che aspettare immobili il posto fisso e la realizzazione dei propri desideri.

Ma data la delicatezza della questione e lo sconforto che affligge buona parte degli studenti e ragazzi italiani in cerca di una sistemazione dignitosa, il discorso del Ministro Fornero ha fatto si che venisse interpretato più come un’offesa che come un consiglio.

Gli studenti universitari rispondo alla provocazione della Fornero che dice Choosy

Tutti si sono sentiti toccati nel profondo dal Choosy: coloro che hanno studiato per anni e che oggi non vivono di quello per cui si sono impegnati a lungo; chi ha abbandonato il proprio paese per avere qualche possibilità in più e  tutti quelli che si accontentano pur guadagnando poco e male.

Tutte queste persone, tutt’altro che “schizzinose” e piuttosto numerose hanno dato voce alle proprie storie, una voce che arrivasse alla Fornero e a tutti i giornali del mondo che descrivono i giovani italiani come illusi sognatori e poerili perditempo.

Il sito web sul quale oggi sono raccolte le testimonianze di milioni di persone che hanno accettato e che accettano qualsiasi realtà lavorativa per poter campare!

Ed anche Controcampus ha deciso di scendere nei corridoi delle università italiane per dar diritto di replica a tutti gli studenti discordi con ciò che il Ministro del Lavoro ha asserito.

Ecco alcune delle storie più significanti estrapolate dalle interviste rivolte agli studenti che popolano l’Università degli Studi di Salerno dopo il Choosy della Fornero.

Alessandra :” Ho 22 anni e ho quest’ anno intrapreso gli studi magistrali. 110 e lode è il valore della mia laurea in Scienze della Comunicazione eppure lavoro da quando avevo 19 anni. Ho provato subito a creare delle basi solide per il mio futuro . Ho iniziato a collaborare con una rivista locale con l’entusiasmo di qualsiasi ragazzina che si avvia sulla strada che porta al proprio sogno. Appena finivo di seguire i corsi scappavo a scrivere perché se trovavano qualcuna più veloce di me non ci avrebbero pensato due volte a farla collaborare al posto mio. Ma la paga, seppure umile, che mi era stata promessa non è mai arrivata. E i miei genitori che già provvedevano al pagamento del mio alloggio e di tutte le tasse universitarie avevano bisogno di una mia partecipazione attiva alle spese. Così dopo qualche mese tutto il tempo che dedicavo alla mia passione ho cominciato a passarlo nel ristorante che da tre anni mi garantisce quel poco che basta per vivere bene e nella mia umile dipendenza. Posso assicurare alla cara Fornero che dare tutti gli esami nelle tempistiche richieste non è facile per chi ogni giorno oltre a studiare deve provvedere a pulire gabinetti sporchi e a servire milioni di persone giacca e cravatta che bestemmiano tutto il calendario se per sbaglio gli  lasci cadere un goccio d’acqua sul copri macchie. Quelle si che sono schizzinose e presuntuose, non io, che per andare avanti ho lasciato a metà il mio curricula giornalistico per divenire pubblicista.”

Michele :“ Ho 25 anni, una laurea triennale in beni culturali, un anno di erasmus in Germania, una laurea magistrale quasi tra le mani. Ho provato a cercare lavoro ma nel mio settore non c’e n’è, ma sfruttamento allo stato puro quanto ne volete! Mi sono dato alle ripetizioni in nero per molti anni, anche cimentandomi in materie non di mia competenza e mi sono sentito dire anche qui che ad un certo punto non servivo più. Lavori su contratto neanche al supermercato se ne vedono. Sto pensando di optare per il dottorato quando tra qualche mese avrò concluso la mia esperienza universitaria, ma anche li la strada è lunga da percorrere e la retribuzione è nulla. Sono stanco di chiedere soldi a mamma e papà ma ho davvero provato qualsiasi cosa. Direi che il Ministro del Lavoro più che dare consigli a noi dovrebbe impegnarsi a crearci delle possibilità piuttosto che spingerci ad accontentarci. E’ davvero triste continuare a sentir parlar male delle intenzioni della nostra generazione che ormai non ha più la forza e il coraggio di aspirare in alto.”

Antonella:” Sono al secondo anno universitario e forse la mia situazione potrebbe confermare quello che il Ministro ha detto. Non lavoro e non ho mai lavorato, ma non per questo mi ritengo una “choosy” . Lo studio è imponente e va fatto con tempo ed energie e non riuscirei a far bene anche un lavoro contemporaneamente. Ma mi rispecchio nel consiglio di Elsa Fornero. Diventare insegnante è la mia finalità ma con la lentezza dello scorrimento delle graduatorie della pubblica istruzione sicuramente dovrò accontentarmi di altro una volta completati gli studi. Posso però testimoniare che molti miei colleghi dormono sui banchi perchè oltre all’università lavorano, per la maggiore nel settore della ristorazione, lavorano tanto e percepiscono nulla. Quindi sulla scorta delle persone che mi circondano posso dire che una buona percentuale di ragazzi accetta ciò che gli viene offerto forse troppo spesso.”

Ma gli adulti? Cosa pensano? Concordano con quello che il Ministro ha asserito? I nostri genitori, i nostri nonni, i nostri docenti vedono in noi nient’altro che un nuovo mondo fatto di Choosy?

Il punto del  Professore Salvatore Bellone sui Choosy in Italia

A tali quesiti il Professore Salvatore Bellone, del dipartimento di Ingegneria Elettronica e Informatica dell’ateneo universitario salernitano, ha risposto cosi :” Era noto da tempo che le azioni favorite dal Processo di Bologna del 1999 per la formazione di uno spazio europeo dell’Istruzione superiore avrebbero proiettato il laureato in una realtà del mondo del lavoro molto diversa da quella che aveva contraddistinto le precedenti generazioni. Le opportunità offerte dai numerosi programmi di mobilità internazionale non sono state colte dalla maggior parte dei giovani che hanno continuato ad associare al tradizionale titolo di studio la garanzia di un posto di lavoro adeguato alle proprie aspettative. Conoscenza delle lingue, esperienze di formazione all’estero,  capacità di lavorare in gruppo, rappresentano oggi degli elementi qualificanti la formazione tecnica e culturale del laureato, non sempre scontata dal possesso di un titolo di studio. Non mi stupisce che in mancanza di questi, una prima immissione nel mondo del lavoro possa avvenire con livelli di ingresso non qualificanti, purché essi siano occasione di accrescimento personale.”

Dall’alto dell’esperienza dunque, il Professor Bellone e  la Fornero, ci spingono ad accogliere ogni opportunità, al fine di accrescersi. Allo stesso tempo ogni storia mostra quanto i giovani di oggi lottano e si impegnano. Forse la pagina “choosysaraitu.tumblr.com” aiuterà anche ad battere il luogo comune che vede la generazione corrente come una generazione demotivata e inefficiente.

L’affermazione del Ministro forse gioverà a questo, oltre ad aver arricchito di una parola il vocabolario inglese degli italiani.

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