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7 ottobre 2012

Scavo a Firenze: si cercano i resti di Monna Lisa

Una ricerca iniziata nell’aprile del 2011, un argomento che divide e appassiona gli studiosi d’arte e, in particolare, i leonardeschi.

Un mistero celato nello sguardo della Gioconda che fece formulare le più bizzarre congetture sulla vera identità della modella del dipinto, secondo alcuni la versione femminile del ragazzo che era l’aiutante di Leonardo nella sua bottega, secondo altri un autoritratto dello stesso pittore. Da qui le ricerche delle spoglie mortali della donna che avrebbe posato per il ritratto universalmente più famoso, che secondo l’ipotesi più accreditata sarebbe Lisa Gherardini moglie di Francesco del Giocondo.

A Firenze in questi istanti proseguono gli scavi sotto l’ex Convento di S. Orsola, dove si pensa che la Gherardini sia stata sepolta alla sua morte, risalente al 1542. Pochi giorni fa una novità che ha scosso la comunità artistica e scientifica: il ritrovamento di altri due scheletri, presumibilmente femminili, rinvenuti nella stessa tomba. Con quest’ultima esumazione sono in tutto sette gli scheletri portati alla luce, nell’ambito della ricerca.

I resti appena ritrovati potrebbero appartenere alla Monna Lisa, perché sepolti vicino ad un altare di datazione compatibile con l’epoca in cui visse la Gherardini. Entro il mese di novembre tutti i resti ritrovati saranno inviati a Ravenna per essere analizzati attraverso vari esami da un team di esperti e ricercatori provenienti da diverse Università, tra le quali una di Boston e di Toronto. Si attende, inoltre, l’arrivo di un entomologo dell’Università di Huddersfield, Stefano Vanin, che attraverso l’esame degli insetti ritrovati nelle sepolture potrà determinare una datazione attendibile delle spoglie.

Silvano Vincenti, Presidente del Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni storici, culturali e ambientali, è il Responsabile della ricerca e conferma, in un’intervista, che la febbrile ricerca dei resti della nobildonna è dettata dall’esigenza di provare scientificamente l’identità della donna del dipinto. Infatti, soprattutto sul teschio verranno eseguiti gli esami più importanti. Da un calco, per non rovinare l’originale, verrà svolto uno studio sulla muscolatura che lascia inconfondibili tracce sulle ossa, per tentare di ricostruire il viso e compararlo con quello del ritratto.

Non ci resta che attendere l’esito di una ricerca appassionante, previsto per febbraio 2013.

Daniela Angius

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