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11 settembre 2012

La Gioconda torni all’Italia

Il prossimo anno ricorreranno 100 anni da quel dì in cui il celebre dipinto del genio italiano Leonardo Da Vinci fu ritrovato a Firenze, due anni dopo il furto messo a segno dall’italiano Vincenzo Peruggia, ex impiegato del Louvre, decoratore e imbianchino.

Sono passati ben 100 anni da quella notte fra il 20 e 21 agosto 1911 in cui il Peruggia sottrasse il quadro della Monnalisa dal museo di Parigi per l’unico motivo, come dichiarò dopo l’arresto, di regalarlo all’Italia ponendo rimedio ai saccheggi napoleonici.

Quello che può definirsi come il quadro più famoso del mondo è un dipinto olio su tavola di pioppo, di misura 77 x 53 cm., databile tra il 1503 e il 1514 circa, e ritrae tradizionalmente Lisa Gherardini, moglie di Francesco del Giocondo.

La straordinaria naturalezza del soggetto, secondo una posa inconsueta per l’epoca, e su uno sfondo che incute una profonda introspezione psicologica, ne fanno un capolavoro della ritrattistica rinascimentale e indiscussa opera d’arte in tutto il mondo. Come se la tavola di pioppo imprigionasse l’anima misteriosa di Monna Lisa, come se il dipinto avesse vita propria, esso è stato oggetto di innumerevoli tributi, citazioni, parodie e quant’altro.

Ma una domanda sorge spontanea: perché il più famoso dipinto italiano si trova in Francia? Al termine di rocambolesche vicissitudini durate secoli il quadro è attualmente esposto nel museo parigino del Louvre, dietro un cristallo antisfondamento di fabbricazione italiana, a temperatura e umidità costanti. Infatti, uno dei motivi che alimentano le controversie italo-francesi sta nel diritto ad ospitare la Monna Lisa, per tutti i benefici in termini di turismo e di immagine che questo pregio comporta ma anche per sano patriottismo: il dipinto è italiano ed è giusto che stia nel suo paese d’origine!

Recentemente il Comitato per la Valorizzazione dei Beni Storici, Culturali e Ambientali (webmaster@convab.it) ha annunciato che sono state raccolte già 150.000 firme di cittadini italiani e stranieri favorevoli al rimpatrio in Italia della Gioconda nel 2013. Il Presidente del Comitato ha avanzato con una formale richiesta al Ministro Francese, proponendo un rientro solo temporaneo a commemorare il ritrovamento del quadro nel dicembre del 1913 a Firenze, dopo il furto del 1911, che sarebbe di grande valore storico e culturale.

Ciò che si può ragionevolmente credere è che se si proponesse una raccolta di firme per chiedere la restituzione permanente di un’opera che è espressione del talento e dell’intelletto italiano e appartiene al nostro paese, si raccoglierebbero milioni di firme con la dovuta informazione. Perché no?

Daniela Angius

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