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Bando PRIN, Bazzicalupo;Un network per lo studio delle dinamiche di partecipazione

Redazione Controcampus 9 Novembre 2012
R. C.
12/06/2021

Michel Foucault a Berkeley Prosegue lo speciale di Controcampus dedicato ai finanziamenti del bando Prin.

Terzo appuntamento con i coordinatori dei progetti premiati dal Miur.

I fondi sono stati stanziati dal ministero dell’Istruzione ed interessano vari progetti suddivisi in 14 aree disciplinari.

Tra le ricerche proposte dal campus di Fisciano, 4 di esse si sono aggiudicate l’ambito premio messo in palio dal Miur; coordinatori dei progetti, i docenti Bazzicalupo, Cascini, Di Nola, Guerra.

La terza persona con cui ci siamo messi in contatto è Laura Bazzicalupo (Dipartimento di Diritto Pubblico e Teoria e Storia delle Istituzioni); la professoressa è alla testa di un progetto denominato “Governamentalità biopolitica: inclusione e felicità. Genealogia storica e concettuale, sfide presenti e prospettive future di una politica per l’uomo e la società”.

Professoressa, su quali basi si sviluppa la sua ricerca?

La professoressa Laura Bazzicalupo

La professoressa Laura Bazzicalupo

Il contesto socio-politico sul quale si innesta la ricerca è l’assetto neoliberale delle società contemporanee, segnate dalla interdipendenza su più livelli (economico, giuridico e comunicativo) delle relazioni su scala globale dei processi di governance. Sulla scia di uno dei più grandi pensatori del Novecento, Michel Foucault, definiamo governamentali le tecnologie di potere che in queste società si affermano. Assistiamo oggi ad una trasformazione radicale del potere e di tutti i suoi dispositivi (dall’economia al diritto, alla medicina). In poche parole ad una concezione del potere che caratterizzava le società tradizionali, incentrata sulla repressione e sul disciplinamento delle persone, si alterna una visione che possiamo definire biopolitica incrementativa e produttiva, orientata cioè alla protezione e al benessere delle persone, al potenziamento delle loro capacità e delle proprie possibilità, centrando il proprio oggetto su criteri chiave come benessere, felicità e in senso più ampio “qualità della vita”. L’inclusione diventa la parola chiave delle soggettivazioni politiche nella società contemporanea, a differenza del meccanismo inclusivo/esclusivo che caratterizzava la società fondata sulla sovranità.

Ci faccia un esempio

La cittadinanza rappresentava un criterio distintivo tra quanti erano ammessi al godimento di diritti ad essa connessi, e perciò inclusi, e quanti invece, proprio perché non cittadini di un determinato stato, di una determinata nazione, non avevano accesso a quei diritti e quindi erano esclusi.

Come si realizza questo mutamento epocale?

Avviene non senza problemi e forti elementi di ambiguità. Ci sono, infatti, persone che per quanto potenzialmente incluse non hanno accesso alcuno alle forme della partecipazione, non sono in grado di far sentire la “propria voce”, restano per così dire sulla soglia, ai margini di una politica che riproducendo i meccanismi ormai inefficaci della rappresentanza, non è più adatta ad esprimere le forme plurali e mobili di soggettività mai definite una volta per tutte. Si tratta allo stesso tempo di individui che, apparentemente liberi, sono continuamente assoggettati a forme di potere più pervasive, persuasive e seducenti.

Alla luce di queste considerazioni, qual è dunque lo scopo del progetto?

Obiettivo specifico della ricerca è il tentativo di individuare quali forme di soggettivazione autonoma e politicamente critica, possano emergere in un quadro come quello che abbiamo appena accennato. In concreto sarà dedicata una particolare attenzione a tutte quelle domande di inclusione, relative all’immigrazione, al precariato, ma anche alle questioni di genere e alla salute e disabilità, che si presentano con modalità e istanze differenti rispetto alle modalità standardizzate della partecipazione e dell’inclusione nella logica del mercato.

Quali sono le caratteristiche che a suo parere hanno permesso a questo progetto di accedere al finanziamento previsto dal bando?

Il progetto nasce dalle relazioni intessute negli anni con una serie di Università che coprono l’intero territorio nazionale. Una rete molto ampia che vede coinvolti non solo filosofi della politica, ma anche storici delle dottrine politiche che si occuperanno della genealogia dei concetti messi a fuoco dalla ricerca, sociologi che indagheranno sulle implicazioni empiriche del problema, studiosi della comunicazione politica che si occuperanno delle tecnologie e dell’innovazione nell’ambito della comunicazione come luogo dell’inclusione, ma al contempo come dispositivo di potere diffuso e microfisico che gestisce e controlla il rischio e la sicurezza, e infine filosofi e sociologi del diritto che contribuiranno all’indagine sulle nuove forme di soggettivazione giuridica di cui parlavo poco fa. L’originalità del tema della governamentalità biopolitica è sta certamente un elemento significativo per l’interesse che il progetto ha suscitato.

Altri punti forti?

Un ulteriore punto di forza, confortato dal giudizio più che positivo dei referee in entrambe le fasi della valutazione, è la forte ricaduta sociale del progetto, infatti un compito e un obiettivo specifico delle singole unità di ricerca sarà quello di lavorare ad una mappatura delle dinamiche di inclusione ed esclusione mediante lo studio di casi empirici relativi ai territori di incidenza delle università e dei centri di ricerca coinvolti. Inoltre si organizzeranno seminari di studio e di dibattito con gruppi sociali emergenti al fine di evidenziare categorie di rappresentazione e partecipazione dal basso che possano risultare utili per una rielaborazione dei processi a livello teorico. In modo specifico poi saranno anche analizzate tutte quelle forme di soggettivazione giuridica (affirmative actions e class actions), oggi nuove e soggette a tentativi di regolazione giuridica, che possono fornire un contributo fertile all’oggetto della ricerca.

Chi ha collaborato al progetto?

Come ho appena detto il network che abbiamo messo in piedi è molto ampio e coinvolge Università e Istituti di grande prestigio. Se mi permette voglio nominare almeno i colleghi che hanno assunto l’onere di coordinare le varie unità di ricerca: Carlo Galli (Università di Bologna), Roberto Esposito (Istituto italiano di scienze umane di Firenze), Adriana Cavarero (Verona), Giovanni Fiaschi (Padova), Michele Nicoletti (Trento), Francesco Tuccari (Torino), Simona Forti (Piemonte Orientale), Roberto Gatti (Perugia), Antonella Besussi (Milano), Barbara Henry (Scuola Superiore S’Anna di Pisa), Annamaria Loche (Cagliari), Salvo Vaccaro (Palermo). Si tratta di studiosi affermati sia a livello nazionale che internazionale che da prospettive teoriche, spesso differenti ma complementari, hanno da tempo posto al centro della propria ricerca l’oggetto del nostro progetto.

Universita degli Studi di Salerno

Universita degli Studi di Salerno

Come giudica l’importanza di questo finanziamento per l’Università, in un contesto di crisi economica che tende spesso e volentieri a penalizzare istruzione e ricerca?

In questa fase in cui la ricerca, come lei dice a ragione, è fortemente penalizzata, il finanziamento ci dà un po’ di respiro: permette in primo luogo di portare avanti percorsi di ricerca già avviati insieme ad altri gruppi sul territorio nazionale e internazionale, ma anche di sviluppare un percorso molto innovativo sulla biopolitica che si accorda con gli obiettivi di ricerca approvati dal piano europeo. Una tematica in Italia ancora pilota, che in questi anni, nonostante le difficoltà, il gruppo salernitano da me diretto ha introdotto nel dibattito nazionale, mantenendola viva attraverso l’organizzazione di convegni internazionali. Credo francamente che il nostro Ateneo dia così un’eccellente prova della sua capacità di far rete, raccogliendo attorno a sé centri di studio di fama consolidata che si trovano presso Università prestigiose. La guida salernitana di un progetto di ricerca nazionale, in un settore generalmente fragile come è quello delle scienze politologiche, può essere di stimolo per giovani ricercatori e studenti che avranno occasione di contatti nazionali e internazionali.

Come già riscontrato in occasione delle precedenti interviste, ( 12 ) il finanziamento erogato dal Miur si conferma una bella boccata d’aria per la ricerca “made in UniSa”.

Se poi dovesse anche assumere i connotati di un “moltiplicatore di iniziative” (riprendendo una definizione cara a Leonardo Cascini), ecco che l’università di Salerno potrebbe realmente aspirare al ruolo di catalizzatore: un punto di riferimento in grado di “far rete” come auspica la professoressa Bazzicalupo, a livello nazionale e non.

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto. Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo. Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics). I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto