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Biblioteca Nazionale di Napoli: ritardo nella consegna libri, ufficio prestiti

Redazione Controcampus 22 Novembre 2012
R. C.
23/06/2021

Il dramma della Biblioteca Nazionale di Napoli: ritardo nella consegna dei libri, parla l'ufficio prestiti.

Prima o poi tutti gli studenti si trovano ad avere a che fare con le biblioteche. Chi prima, chi dopo, dovrà prendere un libro in prestito e, necessariamente, restituirlo entro il termine stabilito.

Purtroppo, però, spesso gli studenti non rispettano la data di consegna, provocando non pochi disagi alla struttura e rischiando anche delle ripercussioni.

Ci sono, infatti, alcune biblioteche che, spesso, a causa di un’organizzazione interna scadente, non si accorgono neppure della prolungata mancanza di un determinato volume, con l’inevitabile implicazione della dispersione del libro. Quanto volte sarà capitato di recarvi in biblioteca alla ricerca di un testo che sul catalogo on line era indicato come “prestabile” e constatare invece che, una volta giunti in sede, nessuna sa che fine ha fatto tale testo?Spesso, troppo spesso.

Le migliori biblioteche, tuttavia, in caso di mancanza di restituzione, contattano personalmente l’interessato spingendolo a recarsi quanto prima presso la struttura per restituire il libro.

Una piccola distrazione di uno studente, insomma, può provocare una perdita irreversibile al patrimonio culturale non solo della singola comunità, ma di tutto il Paese.

Per capire quale tipo di danno tale atteggiamento di superficialità arreca alle biblioteche e come funziona, in generale, il sistema e l’organizzazione di una struttura così importante, ci siamo recati presso l’ufficio prestiti della Biblioteca Nazionale di Napoli.

Ci siamo rivolti alla signora M. G.,  una dipendente dell’ufficio prestiti della Biblioteca Nazionale di Napoli,  che ha accettato di rispondere ad alcune domande che riguardano il dolente tasto del ritardo della consegna dei libri presi in prestito:

Sono frequenti i casi di ritardi nella consegna dei testi?

«Certo, di casi del genere ce ne sono. Io però mi concentrerei soprattutto sul motivo: l’eccessiva fretta dei ragazzi.»

In che  senso i ragazzi alla Biblioteca Nazionale di Napoli sono “frettolosi”?

«Le spiego meglio. Per poter usufruire del servizio di prestito, è necessario richiedere e ricevere un tesserino, consegnato da noi dell’ufficio prestiti. Al momento della consegna, stiamo ben attenti a indicare tutte le norme e le informazioni necessarie all’utente. Ebbene, tra queste, noi ci teniamo a sottolineare l’esistenza di un numero, posto sul retro del tesserino, che è possibile chiamare entro un giorno prima della scadenza della consegna e chiedere il prolungamento del prestito per quindici giorni o anche un mese, ed evitare, in questo modo, una chiamata spiacevole per voi e per noi. »

Dunque le vostre “chiamate” sono dovute ad una disattenzione degli utenti?

«Anche. Noi chiamiamo la persona che ha il libro in prestito qualora un altro utente richieda lo stesso e subentri, dunque, l’urgenza di  un nuovo prestito. Deve considerare, inoltre, che la chiamata è a spese dello Stato che, a causa di una distrazione evitabile, è costretto a spendere dei soldi. »

Quali altri servizi sono disponibili da parte della Biblioteca Nazionale di Napoli che gli utenti sfruttano poco?

«A dire il vero,non sono poi tanto pochi coloro che si servono di questo e di altri servizi. Ad esempio la Biblioteca dispone di un portale on line in cui è possibile reperire tutte le informazioni necessarie relative al prestito bibliotecario, interbibliotecario e internazionale, con tutte le disposizioni, le norme ed i doveri che regolano tali servizi. Gli utenti sono tutelati sotto ogni punto di vista, quel che conta è effettuare le procedure secondo la regola. »

Ma davvero gli studenti ignorano quasi completamente questo meccanismo? A risponderci è Marcello Affuso, studente di Filologia Moderna presso l’Università degli studi di Napoli Federico II che, per la stesura della tesi triennale, ha trascorso non poco tempo tra le mura della Biblioteca Nazionale:

« In effetti, nonostante io abbia frequentato e frequenti la Biblioteca, non ero a conoscenza di questo servizio. Raramente, tuttavia, mi è capitato di essere in ritardo con la consegna e, a dire il vero, quell’unica volta in cui non sono stato preciso non ho ricevuto alcuna telefonata. Vorrei aggiungere, inoltre, che esistono ancora numerosi problemi ed inconvenienti all’interno della struttura: spesso per ricevere un libro in prestito bisogna attendere un tempo eccessivo; o, ancora, frequentemente alcune aree della struttura sono inagibili.  Ottima, dunque, ed utilissima la precisazione dell’ufficio prestiti, ma un miglioramento generale dell’intera organizzazione della Biblioteca non sarebbe sgradito.»

La vicenda di Alessandra Boffa, studentessa di Filologia Moderna all’ Università degli studi di Napoli Federico II, è di gran lunga più sconfortante:

“Il mio primo impatto con la biblioteca nazionale è stato sicuramente negativo. Dovevo preparare la mia tesi triennale e tutto il materiale era disponibile soltanto lì. Il problema è che, dopo aver seguito l’iter burocratico, ho scoperto che l’ala che mi interessava, quella dei classici napoletani, era crollata. Questo ha comportato lo slittamento della mia seduta di laurea di una sessione. L’alternativa è stata la biblioteca nazionale di Firenze.”

C’è da migliorare, insomma, sia da parte di noi studenti che, come suggerisce la signora M. G., dovremmo essere più accorti poiché  «non perdere tempo è sì una dote, ma bisogna stare attenti che la fretta non vada a discapito dell’attenzione »; tuttavia, anche la struttura stessa ha ancora della strada da fare per venire incontro alle esigenze di tutti gli utnenti.

© Riproduzione Riservata
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Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto