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22 novembre 2012

Biblioteca Nazionale di Napoli: ritardo nella consegna libri, ufficio prestiti

Biblioteca Nazionale di Napoli
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Il dramma della Biblioteca Nazionale di Napoli: ritardo nella consegna dei libri, parla l’ufficio prestiti.

Prima o poi tutti gli studenti si trovano ad avere a che fare con le biblioteche. Chi prima, chi dopo, dovrà prendere un libro in prestito e, necessariamente, restituirlo entro il termine stabilito.

Purtroppo, però, spesso gli studenti non rispettano la data di consegna, provocando non pochi disagi alla struttura e rischiando anche delle ripercussioni.

Ci sono, infatti, alcune biblioteche che, spesso, a causa di un’organizzazione interna scadente, non si accorgono neppure della prolungata mancanza di un determinato volume, con l’inevitabile implicazione della dispersione del libro. Quanto volte sarà capitato di recarvi in biblioteca alla ricerca di un testo che sul catalogo on line era indicato come “prestabile” e constatare invece che, una volta giunti in sede, nessuna sa che fine ha fatto tale testo?Spesso, troppo spesso.

Le migliori biblioteche, tuttavia, in caso di mancanza di restituzione, contattano personalmente l’interessato spingendolo a recarsi quanto prima presso la struttura per restituire il libro.

Una piccola distrazione di uno studente, insomma, può provocare una perdita irreversibile al patrimonio culturale non solo della singola comunità, ma di tutto il Paese.

Per capire quale tipo di danno tale atteggiamento di superficialità arreca alle biblioteche e come funziona, in generale, il sistema e l’organizzazione di una struttura così importante, ci siamo recati presso l’ufficio prestiti della Biblioteca Nazionale di Napoli.

Ci siamo rivolti alla signora M. G.,  una dipendente dell’ufficio prestiti della Biblioteca Nazionale di Napoli,  che ha accettato di rispondere ad alcune domande che riguardano il dolente tasto del ritardo della consegna dei libri presi in prestito:

Sono frequenti i casi di ritardi nella consegna dei testi?

«Certo, di casi del genere ce ne sono. Io però mi concentrerei soprattutto sul motivo: l’eccessiva fretta dei ragazzi.»

In che  senso i ragazzi alla Biblioteca Nazionale di Napoli sono “frettolosi”?

«Le spiego meglio. Per poter usufruire del servizio di prestito, è necessario richiedere e ricevere un tesserino, consegnato da noi dell’ufficio prestiti. Al momento della consegna, stiamo ben attenti a indicare tutte le norme e le informazioni necessarie all’utente. Ebbene, tra queste, noi ci teniamo a sottolineare l’esistenza di un numero, posto sul retro del tesserino, che è possibile chiamare entro un giorno prima della scadenza della consegna e chiedere il prolungamento del prestito per quindici giorni o anche un mese, ed evitare, in questo modo, una chiamata spiacevole per voi e per noi. »

Dunque le vostre “chiamate” sono dovute ad una disattenzione degli utenti?

«Anche. Noi chiamiamo la persona che ha il libro in prestito qualora un altro utente richieda lo stesso e subentri, dunque, l’urgenza di  un nuovo prestito. Deve considerare, inoltre, che la chiamata è a spese dello Stato che, a causa di una distrazione evitabile, è costretto a spendere dei soldi. »

Quali altri servizi sono disponibili da parte della Biblioteca Nazionale di Napoli che gli utenti sfruttano poco?

«A dire il vero,non sono poi tanto pochi coloro che si servono di questo e di altri servizi. Ad esempio la Biblioteca dispone di un portale on line in cui è possibile reperire tutte le informazioni necessarie relative al prestito bibliotecario, interbibliotecario e internazionale, con tutte le disposizioni, le norme ed i doveri che regolano tali servizi. Gli utenti sono tutelati sotto ogni punto di vista, quel che conta è effettuare le procedure secondo la regola. »

Ma davvero gli studenti ignorano quasi completamente questo meccanismo? A risponderci è Marcello Affuso, studente di Filologia Moderna presso l’Università degli studi di Napoli Federico II che, per la stesura della tesi triennale, ha trascorso non poco tempo tra le mura della Biblioteca Nazionale:

« In effetti, nonostante io abbia frequentato e frequenti la Biblioteca, non ero a conoscenza di questo servizio. Raramente, tuttavia, mi è capitato di essere in ritardo con la consegna e, a dire il vero, quell’unica volta in cui non sono stato preciso non ho ricevuto alcuna telefonata. Vorrei aggiungere, inoltre, che esistono ancora numerosi problemi ed inconvenienti all’interno della struttura: spesso per ricevere un libro in prestito bisogna attendere un tempo eccessivo; o, ancora, frequentemente alcune aree della struttura sono inagibili.  Ottima, dunque, ed utilissima la precisazione dell’ufficio prestiti, ma un miglioramento generale dell’intera organizzazione della Biblioteca non sarebbe sgradito.»

La vicenda di Alessandra Boffa, studentessa di Filologia Moderna all’ Università degli studi di Napoli Federico II, è di gran lunga più sconfortante:

“Il mio primo impatto con la biblioteca nazionale è stato sicuramente negativo. Dovevo preparare la mia tesi triennale e tutto il materiale era disponibile soltanto lì. Il problema è che, dopo aver seguito l’iter burocratico, ho scoperto che l’ala che mi interessava, quella dei classici napoletani, era crollata. Questo ha comportato lo slittamento della mia seduta di laurea di una sessione. L’alternativa è stata la biblioteca nazionale di Firenze.”

C’è da migliorare, insomma, sia da parte di noi studenti che, come suggerisce la signora M. G., dovremmo essere più accorti poiché  «non perdere tempo è sì una dote, ma bisogna stare attenti che la fretta non vada a discapito dell’attenzione »; tuttavia, anche la struttura stessa ha ancora della strada da fare per venire incontro alle esigenze di tutti gli utnenti.

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