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1 novembre 2012

Clownterapia, un sorriso per curare ogni male

Clownterapia

Da tempo immemore non facciamo che sentirci dire che sorridere fa bene, che sorridere allunga la vita e via dicendo. Ecco come funziona la Clownterapia.

Clownterapia

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E non lo sentiamo solo dire, in realtà lo proviamo direttamente sulla nostra stessa pelle. Quando si sorride è inevitabile sentire una sensazione di sollievo e leggerezza. Quando il nostro viso si adorna di quella contagiosa mezzaluna, anche se per poco, un profondo stato di benessere pervade il nostro corpo. E’ incredibile come anche nelle situazioni peggiori, seppur solo per l’arco di un istante, quando i nostri muscoli facciali si tendono verso gli zigomi tutto scompare e ci sentiamo bene o se non altro, di sicuro, stiamo un po’ meglio. Allora, se tutto questo è vero, forse un sorriso può esser davvero una cura per ogni male. D’altronde, numerosi sono gli studi che confermano che ridere genera benessere e proprio sulla base di questi studi si sta diffondendo a macchia d’olio il così detto metodo “Patch Adams”, ovvero, una schiera di medici clown che non si limitano a curare il corpo dei propri pazienti ma cercano di allietarne anche l’anima.

E’ il caso di associazioni come La carovana dei sorrisi, che hanno fatto di questo metodo una vera e propria missione e si muovono su due fronti: l’applicazione pratica di questo metodo e la costante ricerca per renderlo ancora più efficace. Ma sentiamo direttamente il punto di vista dell’associazione tramite le parole del vice presidente e cofondatore Rossella Bergo.

 Come e perché nasce La carovana dei sorrisi?

“La Carovana dei Sorrisi, associazione che si occupa di divulgazione e utilizzo del valore terapeutico del ridere, nasce nel marzo 2003 da un gruppo di clown dottori già operanti nel settore della comico terapia da diversi anni. L’associazione nasce con l’obiettivo di utilizzare la risata e le buone emozioni come strumenti utili per supportare persone in situazioni di disagio. I suoi fondatori, Glauco Siviero e Rossella Bergo, oltre ad intervenire in veste di clown dottori dentro i reparti ospedalieri italiani, hanno partecipato a diverse missioni umanitarie in varie parti del mondo (Afghanistan, India, Argentina, Cambogia, Bielorussia, Brasile) scoprendo quanto la risata possa essere una forma di sostegno e comunicazione senza frontiere.”

Cosa rappresenta un sorriso? E quanto è importante?

“Il sorriso rende più facile la comunicazione, ammorbidisce le tensioni, rappresenta un segnale di amicizia, crea unione, pulisce le vie respiratorie, diminuisce lo stress, aiuta la digestione, aumenta la produzione di sostanze che stimolano e potenziano il sistema immunitario ossia le endorfine (dette anche ormoni della felicità), svolge un ruolo antidepressivo, trasforma le emozioni negative in positive, aiuta ad avere una visione più ampia delle esperienze, ecc. Con tutti questi vantaggi è un vero peccato non farne uso, visto che è a disposizione di tutti e gratis.”

Quanto è efficace la clown-terapia per alleviare le sofferenze dei più piccoli?

“La comico terapia o gelotologia (dal greco Ghelos- risata) è la disciplina che studia la relazione tra il fenomeno del ridere e la salute. Fonda le sue basi sulle recenti scoperte di Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI). Gli studi in quest’ambito hanno rilevato come le emozioni influenzino il sistema immunitario e viceversa. Hanno evidenziato i benefici della risata su tutto l’organismo, corpo e mente. La clown terapia riporta il bambino dentro il suo magico mondo che purtroppo in un reparto ospedaliero tende ad oscurarsi. Il clown dottore lo aiuta a manifestare ansie, preoccupazioni, rabbia e gli fornisce strumenti per trasformare queste emozioni paralizzanti in uno stato d’animo fondato sul buonumore attivando così un sostegno alla salute del piccolo paziente.”

Crede che questa terapia possa funzionare anche sugli adulti?

“Una risata fa bene a tutti!

Nei reparti ospedalieri spesso è molto più utile dirigere il nostro intervento in primo luogo sul genitore presente, che sul bambino. Il genitore rappresenta per il figlio il primo punto di riferimento e assimila senza filtri le emozioni della madre o del padre. Capita che i genitori, essendo totalmente consapevoli della patologia del bambino a volte molto grave, siano focalizzati su emozioni di disperazione, tristezza, senso di colpa, ecc. La cosa più importante è, quindi, fare in modo che il bambino non assorba stati d’animo che provocano malessere. Lavorare sul genitore significa sostenerlo, dargli un po’ di sollievo, distrarlo, anche se per breve tempo, dal pensiero fisso della malattia, portarlo a modificare la visione della vita, in quel momento negativa e trasformare così l’ambiente e gli stati d’animo.

La comico terapia può essere applicata non solo nei reparti pediatrici ma anche in quelli per adulti. Abbiamo operato anche in case di cura per anziani e i risultati sono stati sorprendenti. Come abbiamo visto la risata porta ottimi benefici su tutto il corpo-mente per cui può essere utilizzata in qualsiasi ambiente, a qualsiasi ora e con qualsiasi persona, anche a casa con i propri familiari.”

Chi è un clown-medico? Perché si scegli di andare oltre la professione medica? E perché in questo modo?

“Il clown dottore è un operatore socio sanitario che utilizza la figura del clown per intervenire in ambienti disagiati e di sofferenza. Una persona che sceglie di diventare clown dottore fa in primo luogo la scelta di essere un clown. Questa figura può essere vista semplicemente come l’insieme di un naso rosso e un costume colorato ma in realtà, secondo la mia esperienza, rappresenta un vero e proprio stile di vita. Diventa una dimensione nella quale si opta di affrontare anche la tristezza delle esperienze attraverso un nuovo punto di vista. A volte non è facile rimanere a galla quando siamo nelle difficoltà ma è solo una questione di scelta. Studi recenti hanno dimostrato che il cervello non è rigido, come si pensava fino a poco tempo fa, ma possiede la capacità di trasformarsi attraverso i pensieri e le emozioni. Questo significa che la responsabilità di vivere nella gioia o scegliere di focalizzarsi sulla tristezza dipende da ognuno di noi e da come alimentiamo il nostro cervello. Vivere nella dimensione del clown quotidianamente, attivare quindi il suo linguaggio e caratteristiche, significa per me focalizzare il pensiero e le emozioni sul buonumore, vivere con più leggerezza (che non significa vivere in maniera superficiale) e creare armonia nelle relazioni. Il clown dottore, quindi, si differenzia da un medico perché sceglie un’altra modalità di sostenere il prossimo e se stesso.”

Crede che sorridere di cuore (l’unico tipo di sorriso che conta davvero) un po’ più spesso possa davvero cambiare le cose oppure si tratta di una leggenda adatta ad ottimisti e sprovveduti?

“Come dicevo sopra la responsabilità di cambiare le cose sta nelle mani di ognuno di noi. Spesso c’è un gusto particolare nel sentirsi vittima di eventi esterni ma ci dobbiamo rendere conto che quegli eventi li abbiamo creati noi. Le ultime ricerche scientifiche di fisica quantistica, biologia, neurologia, psiconeuroimmunologia, hanno dimostrato che c’è una stretta connessione tra cervello, corpo, cuore ed energia universale. Siamo fatti di materia universale e per la legge di risonanza attiriamo ciò su cui siamo focalizzati. In pratica, questa legge universale risponde al principio del simile attrae il simile, per cui tutte le sensazioni alle quali diamo spazio dentro di noi sono le stesse che creeranno la nostra realtà futura. È molto più vantaggioso quindi imparare a gestire la propria mente ed emozioni per poterle dirigere verso il buonumore e creare così una vita appagante, che piangersi addosso. Il sorriso come approccio alle esperienze diventa un’attitudine che può davvero fare “miracoli”.”

Quali sono i programmi futuri della sua associazione?

“Innanzitutto portare avanti i progetti in atto. Siamo presenti nei reparti di Oncologia, Ematologia e Trapianto di midollo presso l’ospedale Bambino Gesù di Roma e nei reparti di cardiochirurgia pediatrica e terapia intensiva all’ospedale Monaldi di Napoli. Come ogni anno, in collaborazione con l’associazione Il Girasole, stiamo organizzando lo spettacolo che si terrà al teatro Palladium di Roma il 22 dicembre intitolato Guarir dal ridere; questo evento è interamente dedicato ai bambini del reparto oncologico dell’ospedale Bambino Gesù e i fondi raccolti saranno utilizzati per mantenere attivo il progetto di clown terapia, quattro volte a settimana in questo reparto. Per maggiori informazioni potete scrivere a info@lacarovanadeisorrisi.it.”

La nostra è una società complicata, asfissiante e improntata sul doppio fine, la realizzazione personale e l’esaltazione della propria apparenza. Gli unici che sembrano sorridere sinceramente e per il solo gusto di farlo sono i bambini, la cui innocenza è messa a dura prova da genitori snaturati e da una sempre maggiore tendenza a saltare o anticipare importanti step della propria vita. In questa situazione, un po’  pessimistica ma, purtroppo, anche molto realistica, come immagina il Mondo tra vent’anni?

“I condizionamenti esterni ai quali siamo sottoposti quotidianamente hanno provocato un vero e proprio lavaggio del cervello derubando la nostra anima di vitalità e amore. Siamo così “poveri” che continuiamo a farci la guerra per essere sempre il primo e il migliore, una lotta che non porta altro che frustrazione, solitudine e disperazione.

Stiamo, però, vivendo un periodo di grandi cambiamenti sotto tutti i punti di vista e sulla scia di questi eventi penso nascerà una nuova consapevolezza che porterà sicuramente più armonia e sostegno.”

Un ultima e un po’ infantile domanda. Ma è vero che i clown, a dispetto di tutti i sorrisi che dispensano, sono, in realtà, molto tristi?

“Il clown triste è un’immagine romantica che arriva dal secolo scorso; questa espressione derivava dal non avere niente da mangiare e dal vivere in povertà. Il clown ha un’attitudine alla gioia e forse più che di tristezza possiamo parlare di nostalgia, quella che il clown avverte quando il mondo che lo circonda va a rotoli. Un clown è prima di tutto un essere umano con tutte le emozioni a esso collegate. Come dicevamo, la felicità, come anche la tristezza è una scelta, e ognuno sceglie per sé.”

Alla luce di questi fatti, con tutti i problemi che attanagliano le nostre vite, sarebbe bello incominciare a vedere la vita a trentadue denti e trasformare le troppe lacrime che percorrono gli zigomi di tante gente da amare a dolci, proprio come la sensazione di gioia che un sorriso può regalare a chiunque e in qualunque luogo

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