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15 novembre 2012

Emilia, fondi garantiti ma Erasmus ancora in pericolo

Il terremoto che ha colpito la regione dell’Emilia Romagna tra fine maggio e inizio giugno non ha lasciato indifferenti i Paesi dell’UE, che si sono rivelati solidali con il territorio messo a dura prova dal sisma. Non tutti, naturalmente: Gran Bretagna, Olanda e Svezia hanno infatti confermato il loro rifiuto, già espresso in precedenza.

Il rappresentante britannico all’Ecofin sul bilancio ci ha tenuto comunque a precisare che “non abbiamo mai avuto un problema con gli aiuti dati all’Italia per rispondere al terribile terremoto, ma crediamo che si debba ricorrere alla riconversione di voci attuali del bilancio e non a nuove risorse”.

Svezia e Olanda condividono questo punto di vista, mentre nell’ultima riunione di martedì Finlandia, Germania e Francia si sono schierate a favore degli aiuti, garantendo una maggioranza.

La regione Emilia riceverà quindi 6,7 milioni di euro anche se, in assenza dell’unanimità, “questa decisione dovrà essere confermata dal Consiglio affari generali di martedì prossimo”, spiega il vice ministro cipriota per gli affari europei Andreas Mavrovannis.

Questa è dunque la buona notizia, la sola purtroppo dalle trattative dell’Ecofin: la manovra correttiva da 9 miliardi per il bilancio 2012-2013 non ha infatti ottenuto la maggioranza. Rimangono così a rischio anche i pagamenti delle borse di studio Erasmus, i fondi per la ricerca e lo sviluppo e le politiche di coesione sociale. Sono i cosiddetti “friends of better spending”, ovvero gli amici di una migliore gestione delle risorse, ad aver bloccato la manovra; in primo piano sempre la Gran Bretagna, che minaccia di mettere il veto anche al meeting del 22 e 23 novembre, nel quale si  discuterà del quadro finanziario europeo nel periodo 2014-2020.

Ecco che con “migliore gestione delle risorse” si intende tagliare tutto ciò che apparentemente può risultare un extra, qualcosa di superfluo. Il progetto Erasmus rientra in questa categoria. E’ così quindi che il programma, che da 25 anni ormai permette agli studenti universitari di 33 Paesi di viaggiare e compiere un’esperienza di studio ma soprattutto di vita all’estero, è a rischio.

Non ci sono più risorse, il programma ha finito i soldi. Le dichiarazioni di Alain Lamassoure, presidente della commissione bilancio del Parlamento Europeo, sono quantomeno allarmanti: “Gli studenti che prenderanno una borsa Erasmus nel secondo semestre del 2012-2013 potrebbero non ricevere finanziamenti a sufficienza”; “se non si agisce subito non ci saranno più borse di studio da Natale”.

Per salvare il progetto servirebbero 90 milioni, cifra che dovrebbe rattoppare un deficit proveniente da fatture già emesse per le borse di studio. Tuttavia sono diversi i Paesi contrari ad ogni forma di aumento delle spese che hanno, di conseguenza, bocciato la manovra. Verrà fatta una nuova proposta nei prossimi mesi, che sarà poi messa al vaglio dai Paesi dell’UE; rimane solo da sperare che l’Europa non permetta che una delle sue invenzioni più riuscite, un progetto che crea veramente dei “cittadini europei”, muoia per mancanza di fondi.

 

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