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21 novembre 2012

La fotografia: diamo spazio alle emozioni

“Aristotele (IV sec. A.C.) osserva che i raggi del sole che passano per una piccola apertura producono un’immagine circolare” – sono le parole della nota enciclopedia online www.wikipedia.org  che aprono la strada alla fotografia, dando nuove possibilità all’architettura, alla matematica e a seguire poi,al giornalismo, uno dei maggiori promotori.

La prima fotografia fu realizzata nel 1826 o 1827, dal francese Joseph Nicéphore Niepce, la macchina utilizzata, costruita con due cassette di legno è conservata al Museo Denon, in Francia.

Una scia di origini antiche, che ha mantenuto l’interesse, ma soprattutto la curiosità di riscoprire nuove tecniche nel tempo. Ed è  impressionante come il suo interesse sia così vivo allora come oggi, a distanza di secoli.

Molti sono gli eventi dedicati interamente a quest’arte del tutto moderna: “Tre sguardi all’architettura” di Milano, “Oltre la fotografia 2012”, presso Villa Borghi(VA), The Wrong side di Jérôme Sessini, di Milano.

Per hobby o per professione, la fotografia diviene così, protagonista giornaliera di molte persone.

E per ognuna di esse gioca ruoli diversi, colori, sfumature suggestive, spontaneità di una carezza, di un bacio. Foto di sorrisi, di pianti, di persone che non fanno più parte della nostra vita, foto che tengono compagnia  nel corso degli anni, facendo sì che quel momento rimanga indelebile nei nostri ricordi. “Le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso il momento”  dice Henri Cartier-Bresson.

Ed è proprio nel XXI secolo che la fotografia riscopre il suo fascino, nella maniera più assoluta.

L’arte della fotografia ha permesso poi, di essere alla portata di tutti, con tecnologie sempre più avanzate nello “scatto” dando così la possibilità a chiunque di  inoltrarsi in questo luogo di fascino, lasciando quindi le grandi attrezzature ai professionisti.

Numerose sono le applicazioni che migliorano di volta in volta, con numerosi effetti che spopolano sui principali social network, possiamo parlare di instagram.com o ancora di pic-collage.com , ma la lista sarebbe ancora lunga. E’, dunque, la fotografia uno dei mezzi di comunicazione più importante, che lascia spazio alle emozioni, senza per forza dover ricorrere alle parole.

“Quello che per me ha più valore è descrivere un attimo, nei minimi dettagli, accuratamente senza tralasciare nulla – a parlare è Marina Pennacchio, una giovane appassionata – Gli attimi sono dei dejavù che hai anche solo creato nella tua mente e ho scoperto che fotografarli è superbo. Io penso che la nostra mente colleziona scatti, il cuore li seleziona,   la fotografia li realizza. Per me fotografare è immortalare per poi trasmettere emozioni. E’ molto semplice “fotografare il bello”, che sia la dolcezza di un bambino o la pace di un tramonto. Quello che è veramente difficile, secondo me è far posare l’occhio di chi osserva su uno scenario discreto o sulle rughe di una donna stanca. Diventare una fotografa di successo per me sarebbe un sogno, mi piacerebbe molto crescere in questo campo e mostrare al mondo gli occhi con i quali osservo.”

Una macchina fotografica tra le mani e un’emozione, è tutto ciò che ci occorre per rendere immortale il nostro attimo. Che siano paesaggi, tramonti o verdi colline, o ancora il volto di un bambino, la dolcezza di un cane, l’obiettivo è quello di trasmettere emozioni allo stato puro. Giovani o adulti, professionisti o amanti, non stiamo parlando di bravura, ma di  passione: Testa, occhio e cuore per dirla con le parole di  Henri Cartier-Bresson.

 

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