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28 novembre 2012

Successo dell’Università di Trento alla competizione internazionale iGEM

Trento, 28 novembre 2012 – (e.b.) Alla fine sono saliti sul palco del Massachusetts Institute of Technology – MIT di Boston tra le 16 migliori squadre a livello mondiale. Si è conclusa con successo e soddisfazione l’avventura del gruppo del Cibio – Centro Interdipartimentale di Biologia Integrata dell’Università di Trento alla sfida di Biologia sintetica “iGEM” (International Genetically Engineered Machines competition).

Protagonisti dell’avventura sono stati Jason Fontana, Francesco Guzzonato, Daniele Rossetto, Andrea Tassinari, Giacomo Giacomelli e Anna Depetris, tutti studenti del corso di laurea in Scienze e Tecnologie biomolecolari del Cibio.

I sei giovani sono stati aiutati da Cristina Del Bianco (ricercatrice presso il Cibio ed esperta in biochimica), Sheref Mansy (docente di biochimica ed esperto di biologia sintetica) e Olivier Jousson (docente di microbiologia e presidente del corso di laurea).

Al loro fianco anche uno sponsor istituzionale, la Fondazione Cassa Rurale di Trento, che sulla formazione e sul futuro dei giovani talenti intende investire in modo significativo.

Il team si è presentato alla competizione con un progetto dedicato al patrimonio artistico. Usando tecniche dell’ingegneria genetica e saggi di biochimica, hanno ingegnerizzato dei batteri da impiegare nelle delicate operazioni di ripulitura dei monumenti antichi ricoperti da “black crust”, quel recalcitrante strato minerale e organico scuro che danneggia e sfigura statue e monumenti, in particolare quelli in marmo. Era la prima volta che l’Università di Trento prendeva parte alla competizione internazionale, lanciata nel 2003 dal MIT.

«La squadra – riferisce Olivier Jousson – è tornata da Boston e la parte scientifica del progetto è, quindi, terminata. Hanno fatto una bella figura, classificandosi nelle 16 prime squadre a livello mondiale (su un totale di circa 250 teams). Un’ottima esperienza quindi che proveremo a rinnovare il prossimo anno».

Jousson riprende: «Per divulgare il progetto dell’Università di Trento che ha partecipato a iGEM2012 stiamo mettendo in piedi un paio di attività: dei laboratori didattici di biologia sintetica per le scuole superiori, in collaborazione con il Museo tridentino di Scienze naturali.
Le attività verranno proposte per il prossimo anno scolastico. Si pensa anche di includere alcuni aspetti del progetto nel percorso espositivo del nuovo Museo delle Scienze (MUSE)».

«La storia di iGEM di quest’anno è finita con l’Università di Trento nella rosa finale stretta dei vincitori su scala mondiale, collocata al pari di realtà come University College London, per dirne uno» esclama Alessandro Quattrone, direttore del Cibio. Che aggiunge: «Il successo dei nostri studenti alla sfida iGEM dimostra che è possibile far arrivare gli studenti della laurea triennale a un livello di ricerca importante. Per noi è un piccolo miracolo. Il merito è dei miei colleghi oltre che dei ragazzi».

Dettagli sul team degli studenti del Cibio e sulla loro avventura:
http://2012.igem.org/Team:UNITN-Trento/Team
Informazioni sulla competizione: www.iGEM.org

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