• Google+
  • Commenta
17 novembre 2012

Università sopra le righe dell’insegnamento

Alla domanda cosa fa crescere l’Università, Jean-Marc Lardeaux, vice presidente del consiglio scientifico dell’Università di Nizza Sophia Antipolis risponde che “La collaborazione e la relazione umana e professionale interdisciplinare è l’ unico modo per far crescere il sistema del sapere il cui bacino è ben rappresentato dal polo universitario”.

Il polo scientifico innanzitutto ma seguito da quello sociale, sono un orgoglio per il sistema francese della Costa Azzurra che pone rilievo sistemico in merito alle relazioni originatesi e a quelle potenzialmente da produrre entro i soggetti del Mediterraneo. Il progetto PRES programma di ricerca e di insegnamento superiore è solo uno degli esempi della politica di favor che da parte francese si riserva al miglioramento del sistema futuro di preparazione degli studenti quali rappresentanti del sapere.

Posto che il polo scientifico è favorito in quasi tutte le sedi di ricerca universitaria per motivi di avanzamento della tecnica ed è quindi cartina al tornasole per valutare lo stato di salute dell’Università si può dire con certezza che a esso vanno corredate altre necessarie compresenze perché l’Università si possa dire fiera del proprio nome.
La ricerca è da sempre questione di dibattito acre sia in merito al finanziamento della stessa sia in merito all’oggetto della ricerca, intendendo con essa rispondere agli interrogativi circa le priorità del sapere, circa il criterio di utilità, fattori che insieme producono e riproducono il duo mezzo- esito entro la realtà universitaria.

Ebbene l’attualità infra ed extra europea è lì a ricordarci che esiste un movimento migratorio di menti e di corpi i quali al di sopra della politica e della società pongono la conoscenza e la tensione verso di essa. Lo scambio tra poli di studio deve favorire l’esponenziale aumento di risorse e di conoscenza sebbene in esso sembra si stia perdendo il senso della ricerca stessa. Quanta burocrazia, quanta politica deve essere smaltita e metabolizzata prima di ritornare al noyau dur della ricerca che è la ricerca per la ricerca, per l’avanzamento della specie non in termini clinici ma di sviluppo mentale e di riflessione.

In questo senso la ricerca è importante in egual misura perché denota un buono status della mente, un livello culturale medio in crescita e un livello di curiosità per l’inconosciuto emergente. La metafora della ricerca vale la metafora della natalità, le due sono ben connesse. Smettere di crescere, smettere di nascere, disinteressarsi rispetto al futuro rispetto allo sviluppo sono ugualmente segno di decadenza endemica e segnale di regressione.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy