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14 dicembre 2012

Associazione Link Unina, tra ironia e social network continua la protesta

Ci sono molti modi in cui manifestare il dissenso anche se, solitamente, è la violenza a far notizia. Ecco come lo fa l’Associazione Link Unina.

Vogliamo documentarvi, invece, la singolare protesta portata avanti in questi ultimi giorni dall’Associazione Link negli edifici di Lettere della Federico II.
L’ironia è stata la prima arma dell’Associazione Link, da loro utilizzata per mettere in mostra i disagi non da poco che la facoltà presenta.

Come? Appendendo, in luoghi emblematici, cartelli caricaturali di fianco a tutto ciò che è non funzionale, non è all’altezza di un’università così rinomata oppure semplicemente non soddisfa i ragazzi.
Un esempio? “Ciao sono le 16 e vuoi studiare qui? Non sono mica una biblioteca universitaria” giustapposto alla biblioteca i cui orari di chiusura che non permettono agli studenti fuori sede o lavoratori di rimanere in facoltà sulle “sudatissime carte”.
La protesta, dopo questo singolare gesto dell’Associazione Link , non si è arrestata e sta continuando con un profilo sul re dei social network, Facebook.

Sos Federico II”, questo il nome della pagina già invasa dalle più svariate denuncie e che mira, tramite la raccolta di testimonianze, a ribadire nuovamente alle istituzioni i problemi con cui ogni giorno gli universitari devono, volenti o nolenti, avere a che fare.

Di questo e di molto altro abbiamo parlato con Rita Cantalino, rappresentate dell’ Associazione Link: I cartelli da voi appesi in punti emblematici sono stati molto apprezzati dagli studenti, secondo te seguirà mai una replica dell’istituzione università?

“Non sappiamo se ci sarà mai replica, probabilmente questa cosa sarà lasciata cadere nel vuoto, ma di certo non sarà così da parte nostra. Abbiamo iniziato la campagna in maniera provocatoria ma da questo momento in poi il lavoro di monitoraggio e di denuncia sarà costante. Anche se abbiamo scelto metodi non convenzionali, e continueremo a farlo, ci teniamo a sottolineare il fatto che la nostra è una campagna seria per una situazione di seria crisi dell’università.”

Alcuni disservizi sono eclatanti, come quello dei programmi di esami non aggiornati da anni e anni. Qual è il problema di fondo?

“Il grande problema è la mancanza di investimenti nell’università. Non si ha l’intelligenza politica di comprendere che quella nell’istruzione non è una spesa a perdere ma un investimento. Ogni volta che c’è da tagliare è sempre qui che si taglia, i soldi sono sempre meno e gli atenei arrancano. Questo non è casuale ma funzionale ad un sistema economico che dell’istruzione se ne fa ben poco, che di giovani preparati non ha bisogno perché spazio per noi non ne ha. A ciò si aggiunge il dato che il nostro ateneo si fregia di un’autosufficienza che non ha questo, per quanto riguarda i programmi, chiudendosi in uno status accademico a tratti asfissiante, disdegnando ogni stimolo esterno. E tutto questo in nome di un’antica eccellenza che però non c’è più.”

La pagina Facebook dell’Associazione Link comincia a suscitare buoni riscontri, che ne sarà delle varie segnalazioni?

“Raccoglieremo e proporremo ulteriori segnalazioni ma al di là della fase iniziale di provocazione abbiamo moltissime proposte di risoluzione dei vari problemi e idee per migliorare le condizioni materiali degli studenti in generale.”

La guerra tra gli studenti e le istituzioni per i loro diritti sembra non arrestarsi e questa, come tante altre battaglie, speriamo possa essere decisiva per una virata sensibile verso un profondo miglioramento dei servizi, logica risoluzione di una situazione scandalosa.

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