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28 dicembre 2012

Babbi Natale rampicanti!

Babbi natali rampicanti

Abbiamo almeno una ragione per non rimpiangere la fine delle “ostilità” natalizie… manca poco alla loro (seppur temporanea) rottamazione. Ecco chi sono i babbi natali rampicanti.

Babbi natali rampicanti

Babbi natali rampicanti

Insieme alle luci, agli addobbi e alla carta da pacchi tra qualche giorno ci liberemmo finalmente di quei goffi Babbi Natale appesi un po’ ovunque: sui balconi e sulle ringhiere, alle finestre e ai cornicioni; ed anche se i più audaci si son spinti fin sulle grondaie, ormai intrisi di quel color “grigio città”, questi buffi ometti che hanno anche quest’anno invaso le abitazioni sembrano ansiosi di tornare dalle cantine da cui provengono: restare per due settimane appesi, immobili, in balia delle intemperie, sarebbe una prova ardua per chiunque, figuriamoci per un uomo di una certà età!
Qualcuno penserà che sono semplici addobbi, come i pungitopo o le stelle comete, ma non è proprio così e, soprattutto, non ne farei un fatto estetico come molti. La questione è principalmente concettuale e comunicativa.

Sì, perché Babbo Natale è innanzitutto un simbolo. Il simbolo di un’impossibile che diviene realtà, è la materializzazione di un sogno: per un giorno tutto ciò che desideri può divenire realtà. E poco importa che poi crescendo si scoprano gli “altarini” e che si realizzi come non sia sufficiente una ricorrenza convenzionale per rendere il mondo un posto dove i desideri si possono realizzare; ciò che rende speciale il Natale è la sua capacità di ricordarci che, anche se per poco, ci abbiamo creduto tutti.

Questi Babbi, invece, non ci ricordano nulla di tutto questo, non ci riportano a quell’arcano mistero sul quale ci siamo arrovellati per anni; l’unico vero mistero che ci lasciano è come sia possibile pensare di ridurre la magia natalizia a un fantoccio grossolanamente appeso qua e là è. Un modo, questo, di rappresentare il “Babbo” che sembrea voler disincantare i bambini invece che lasciare la loro fantasia libera di produrre scenari e dimensioni fantastiche.

Le funzioni dei Babbi Natali rampicanti: ecco a cosa servono

Quale funzioni avrebbero questi fantocci se non riportare la fantasia dei bambini immediatamente ad una cruda realtà, con tutta la sua grossolana materialità? Il racconto suggerisce alla mente ciò a cui questa darà una forma, il disegno racconta un’immaterialità cui la fantasia dà spessore, ma il fantoccio? Questo non può che inchiodare alla realtà, legare il pensiero ad una dimensione già scritta da adulti che non ricordano più quali siano le regole dell’immaginazione: suggerire, non descrivere; suscitare, non determinare.

L’univocità di questi Babbi-appesi è comunque lo specchio del nostro mondo; un mondo dove la brutale pretesa del linguaggio letterale prende piede sulla delicatezza dell’interpretazione, sull’apertura della mente alle variagate letture del mondo. Il simbolo apre ai mondi possibili che la nostra fantasia è in grado di suscitare, rispetta l’individualità e, più di ogni altra cosa, insegna a vedere, il pupazzo appeso no. In altre parole, i bambini non hanno bisogno dei fantocci, e gli adulti dovrebbero (re)imparare a farne a meno.

Selene Parigi

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