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26 dicembre 2012

Diventare giornalista pubblicista: odg regionali, requisiti e costi iscrizione

Diventare giornalista pubblicista
Diventare giornalista pubblicista

Diventare giornalista pubblicista

La domanda che tutti si fanno prima ancora di capire se sono portati o no per questa affascinantissima attività è la stessa da sempre. “Come Diventare giornalista pubblicista oggi? Conviene?

Diventare giornalista pubblicista “E così vuoi fare il giornalista? Magari puoi farlo pure, come hobby, perché oggi non so quanto conviene, poi trovati un lavoro diverso.

“Però se ci credi, ma ci devi credere veramente, vai fino in fondo. Questo è il mestiere più bello del mondo!”.

Questa la risposta di Carmelinda, giornalista e amica di famiglia.

Non sarà facile, ma sai, si muore un po’ per poter “scrivere”. Faceva così la celebre canzone, su per giù.

Conoscere, viaggiare, intervistare, raccontare sono cose che ingolosirebbero anche i sassi.

Ma belle parole a parte, com’è che si diventa giornalista e come diventare giornalista pubblicista, ”concretamente”, qui in Italia? Quali e quanti gradini attendono l’eroico novellino che si prepara a varcare la dorata soglia del (congestionatissimo, questo va detto) mondo dell’informazione?

Promettenti o no, la strada è dura per tutti. Irta e lastricata di legnate. Molti molleranno. Verrà voglia anche a voi. Resistete and go on!

Il primo step per diventare giornalista professionista è quello del pubblicistaChe cos’è e come diventare giornalista pubblicista?

È un soggetto che, secondo la legge italiana, svolge attività giornalistica non occasionale e retribuita.  Esercita, cioè, altre professioni o impieghi a differenza del giornalista professionista, il quale esercita l’attività giornalistica in modo “professionistico”, cioè “esclusivo e continuativo”.

Come diventare giornalista pubblicista: come funziona la pratica quali documenti servono

Condizio sine qua no per l’esercizio dell’attività di pubblicista è l’iscrizione all’apposito albo professionale di categoria, l’Albo dei Giornalisti Pubblicisti. Di seguito i requisiti richiesti per il conseguimento dello status professionale:

  • il possesso dei requisiti di legge (cittadinanza, assenza di precedenti penali, attestazione di versamento della tassa di concessione governativa);
  • presentare gli articoli, a firma del richiedente, pubblicati in giornali e periodici e i certificati dei direttori delle pubblicazioni che comprovino l’attività pubblicistica regolarmente retribuita da almeno due anni; Per i corrispondenti o per gli articoli non firmati occorre allegare alla domanda, unitamente ai giornali e periodici suddetti, ogni documentazione, ivi compresa l’attestazione del direttore della pubblicazione, atta a dimostrare in modo certo l’effettiva redazione di dette corrispondenze o articoli. I collaboratori dei servizi giornalistici della radio e della televisione, delle agenzie di stampa e dei cinegiornali, i quali non siano in grado di allegare alla domanda i giornali e periodici previsti, debbono comprovare, con idonea documentazione ovvero mediante l’attestazione del direttore del rispettivo servizio giornalistico, la concreta ed effettiva attività svolta. Coloro i quali svolgono attività di tele-cine-foto operatori per organi di informazione attraverso immagini che completano o sostituiscono l’informazione scritta, nell’esercizio di autonomia decisionale operativa e avuto riguardo alla natura giornalistica della prestazione, devono allegare alla domanda la necessaria documentazione e l’attestazione del direttore suddetta.
  • presentare in fotocopia dell’eventuale contratto di collaborazione stipulato con la testata (o le testate) cui si collabora;
  • presentare la documentazione dei compensi percepiti negli ultimi 24 mesi, che devono essere in regola con le norme fiscali in materia;
  • adempimenti connessi alla decisione del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti del 17 giugno 2009 contenente il documento di indirizzo per l’iscrizione all’elenco dei pubblicisti.

Requisiti per come diventare giornalista pubblicista

Così sancisce l’art. 45 della legge 3 febbraio 1963, n. 69 su come diventare pubblicista.

In altre parole per diventare giornalista pubblicista occorre che l’aspirante pubblicista abbia svolto attività giornalistica non occasionale (cioè continuativa) e regolarmente retribuita per un periodo di almeno 2 anni su giornali e periodici (anche telematici, cioè “on line”) e fornito i certificati, rilasciati dai direttori dei suddetti, necessari a comprovare l’effettiva retribuzione degli scritti prodotti durante l’intero arco della collaborazione.

Unitamente ai certificati, la documentazione da produrre dovrà essere corredata con gli scritti, gli articoli e le corrispondenze (anche non firmati).

ORDINI REGIONALI- L’Ordine dei giornalisti, istituito durante il regime fascista (1925) su ispirazione del Ministro di Grazia e Giustizia Alfredo Rocco, è organizzato a livello territoriale su base regionale ed interregionale. È cioè articolato in una struttura decentrata, di tipo collegiale, i cosiddetti Ordini Regionali ognuno dotato di un proprio consiglio (composto da 6 giornalisti professionisti e 3 pubblicisti). A coordinare la rete, il Consiglio Nazionale, i cui compiti spaziano dal attività ricognitiva dei requisiti di appartenenza all’albo (e all’aggiornamento e cura dello stesso) alla vigilanza e alla tutele degli iscritti.

In allegato vi proponiamo un rapido elenco, regione per regione, di tutti i costi, numero di articolo richiesti e remunerazione minima previsti dai diversi Ordini per il conferimento del titolo di pubblicista.

Vi diranno che il futuro dei neogiornalisti in Italia è incerto, che non c’è posto per voi. (Le stime ufficiali rese note dall’Ordine parlano di oltre 70mila pubblicisti, “tantini” mormora qualcuno).

Non date retta a nesso. Inseguite il vostro traguardo e, per quanto difficile, non fatevi scoraggiare dalla già scoraggiante situazione generale. È vero, di giornalisti, pubblicisti e non, l’Italia è piena come un uovo, ma il merito (e, ci si augura, un mano “seria” da parte delle istituzioni, mai come adesso graditissima) ci salverà!

Se muore il giornalismo, dopotutto, muore la libertà. E questo il nostro paese non può certo permetterselo. Memento.

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