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4 dicembre 2012

Elezioni Unisa, i primi dati e il boom di polemiche

UniSa, il gran giorno è arrivato.

Dopo 4 anni di attesa, gli studenti tornano alle urne per eleggere i propri rappresentanti.

Oggi si è votato dalle 8.30 alle 19,00; si riprendà alle 8.30 di domattina. Solo alle 14 di domani i seggi chiuderanno e avrà inizio lo scrutinio che dalle ultime notizie pare avverrà ad oltranza nella giornata.

Stando alle prime stime, l’affluenza sarebbe in ribasso (10% contro il 18% delle ultime elezioni).

Queste le proiezioni, “approssimative”, relative a questa prima giornata:

Economia: Seggio 1, voti 158; Seggio 2, voti 170; Seggio 3 voti 148; Seggio 4 voti 90; Seggio 5 voti 102. Totale 668

Farmacia: Seggio 6 voti 230; Seggio 7 voti 278. Totale 508

Giurisprudenza: Seggio 8 voti 200; Seggio 9 voti 160; Seggio 10 voti 160; Seggio 11 voti 155; Seggio 12 voti 175. Totale 850

Ingegneria: Seggio 13 voti 200; Seggio 14 voti 204; Seggio 15 voti 249; Seggio 16 voti 259; Seggio 17 voti 284. Totale 1196

Lettere: Seggio 18 voti 143; Seggio 19 voti 170; Seggio 20 voti 104; Seggio 21 voti 136. Totale 553

Lingue: Seggio 22 voti 175; Seggio 23 voti 89. Totale 264

Medicina: Seggio 24 voti 200; Seggio 25 voti 300. Totale 500

Scienze della Formazione: Seggio 26 voti 102; Seggio 27 voti 130; Seggio 28 voti 215. Totale 447

SS. MM. FF. : Seggio 29 voti 222; Seggio 30 voti 188; Seggio 31 voti 115; Seggio 32 voti 100; Seggio 33 voti 120. Totale 745

Scienze Politiche: Seggio 34 voti 110; Seggio 35 voti 208. Totale 318

Totale votanti: 6049.

Bagarre apertissima soprattutto per quanto riguarda i candidati al Consiglio d’Amministrazione, i cui posti si sono ridotti a 2 rispetto ai precedenti 4 ammessi in amministrazione negli anni passati.

Fatto che lascerà molti delusi, specie stando alla primissime indiscrezione, che ci raccontano di una caccia all’ultimo voto e di un elettorato totalmente disinteressato, che vedrà molti giocarsi la “poltrona” in una manciata di voti.

Il mese appena trascorso è stato caratterizzato da una competizione senza esclusione di colpi fra le associazioni, che se le sono date di santa ragione puntando soprattutto sulla cartellonistica: mentre scriviamo, i manifesti di ogni contendente tappezzano ancora i muri dell’università, trasformatasi in un campo di battaglia che entro poche ore decreterà vincitori e sconfitti.

Ma chi pensa che la due giorni delle elezioni coincida con una tregua tra liste rivali, è fuori strada: il confronto è più aperto che mai, e riserva non pochi colpi bassi. Una delle questioni più controverse è quella relativa ai rappresentanti dell’una o dell’altra lista  presenti presso i seggi elettorali di ogni Facoltà, i quali in possesso di volantini elettorali, e strappando letteralmente il voto all’avversario politico, hanno tenuto una condotta teoricamente in contrasto con il regolamento d’ateneo.

La presenza dei candidati nei seggi è però solo una delle polemiche che si stanno accendendo in queste ore, e nemmeno la più rovente.

Alcuni esponenti della lista Noi UniSa dichiarano l’esistenza di accese divergenze con esponenti della lista Agorà “abbiamo subito minaccie e ingiurie” – dichiarano da Noi Unisa -. 

“Hanno combinato un macello! A me specialmente ne hanno dette di tutti i colori. Che mi infilo i soldi in tasca, che mi vendo a questo e a quello…andate a chiedere a quelli che si fanno spingere dai partiti…come quelli di NoiUnisa che si sono dovuti candidare per forza, perché fanno parte dei GD. Non avevano chi candidare e allora li hanno ricattati dicendo “o ti candidi o ti cacciamo via dal partito”. Hai capito?”. – continua in risposta il candidato al Senato accademico per la lista VIVI UNISA – AGORÀ, Peppe Mansi.

È successo l’inverosimile, ti giuro. Minacce telefoniche, accuse ridicole di complicità politica con questo o quel partito, manifesti strappati, spedizioni intimidatorie di notte. Qualcuno dei soliti ignoti si è preso, qualche giorno fa, la libertà di innaffiare tutti i pc di Alf, una cosa indecente. Non vedo l’ora che passino ‘sti due giorni”. – sostiene –  L. S. dell’associazione Alf .

Marco Pastore, candidato al Senato Accademico per Noi Unisa , risponde alle accuse: “Certo, faccio parte di Run che fa riferimento proprio ai Giovani Democratici, ma non mi nascondo. Anzi ritengo che queste idee, che personalmente condivido, non possano che fare bene all’Università. Quanto al fatto che siano state fatte pressioni per i nomi da inserire in lista, smentisco categoricamente e la ritengo una falsità bella e buona”.

Non sono pochi, intanto, gli interessati che lamentano una preoccupante fuga dalle urne, azzardando una loro personalissima analisi.

Il candidato al Consiglio di Amministrazione per VIVI UNISA- AGORÀ, Lucio Amatucci, commenta in merito:

“La disaffezione alla politica d’Università è tanta. Dispiace sicuramente. Certo maltempo e sciopero dei trasporti non hanno certo aiutato in questo senso. Confidiamo che la percentuale domani sia decisamente più confortante“.

“Posso dire che,  non ci sono state grosse anomalie. Chiaramente la tensione c’è ed è innegabile, ma alle mie orecchie non è arrivato nulla di strano. Anzi posso garantire che presso la facoltà di scienze politiche ci si è confrontati con salutare sportività”.

Gli fa eco, il candidato al Senato Accademico VIVI UNISA – AGORÀ, Ciro Montillo:Diciamo che l’affluenza è stata piuttosto scarsa. Ad ora le previsioni restano nebulose, ce la giochiamo tutti sul filo di lana. La giornata di domani sarà decisiva per tutti. Speravo francamente in una politica più informativa, meno manifesti e più sensibilizzazione ma l’appello al voto deve coinvolgere non solo le associazioni, ma anche professori e il Rettore stesso. Ritengo sia questa la causa fondamentale di questo sciopero delle urne, di cui siamo tutti rammaricati. Quanto ai tempi della campagna elettorale, tutte le associazioni sono d’accordo sul fatto che siano stati troppo contratti purtroppo (soli 15 giorni), ma pazienza. Meglio così, abbiamo avuto tutti più tempo per pensare ai programmi e meno per attaccarci a vicenda. Rispetto a quattro anni fa, ho notato molta più correttezza. Se poi ci sono stati episodi spiacevoli, questo non lo so”.

Umori identici a Sui Generis, con i candidati che raccomandano serenità e rispetto. Ancora presto per una proiezione chiara, ma “è normale che ci siano fermenti e discussioni. Fa parte del gioco. Il clima è già più disteso di altra volte”.

Animi tesi denuncia qualcuno, sportività massima puntualizzano altri.

Difficile vederci chiaro in questa babele di slogan, voti accattonati, inviti alla responsabilità civica. Una cosa è certa: dietro tanta disaffezione c’è qualcosa che fa rumore.

Il disincanto di tanti studenti che, ancora una volta, sentono di non averci capito niente. Colpa di una campagna elettorale troppo breve? Dei programmi compressi in pochi slogan? Dei proselitismi facili, dei metodi grossolani, fatti di occhiolini, strette di mano rubate, voti regalati, posti di blocco davanti alle aule e ai bagni (la nuova frontiera della politica universitaria!), volantini taroccati, minacce bambinesche?

Colpa della stanchezza che naturalmente ti assale quando ti aspetteresti da ragazzi come te qualcosa di diverso dai soliti teatrini cui la politica italiana (quella “dei vecchi” che tanto ci stanno sulle scatole) ci ha già belli che svezzati? Del rumore che diventa silenzio appena si conoscono i vincitori e gli sconfitti?

Così è se vi pare. Votanti o no,tuttavia, tutti paiono avere qualcosa in comune: voglia di idee, freschezza, novità, di “rottura”.

Che bello sarebbe se l’Università riuscisse a dare l’esempio al Paese. Basterebbe questo a riavvicinare tanti studenti/cittadini al voto. Un semplice puntare i piedi, aldilà dei triti meccanismi di sempre. Rivendicare un modo nuovo di fare politica. Più giovane, più onesto, più attento. La domanda allora è: quanti avranno veramente il coraggio di provarci? Vincerà il migliore, certo, ma gli studenti, quelli, no.

Francesco Ienco & Matteo Napoli

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