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8 dicembre 2012

Erasmus a Parigi senza casa: intervista alla Dottoressa Michela Sessa

Consigli pratici per l'Erasmus
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Michela Sessa ha conseguito una laurea triennale in Scienze Umanistiche alla Sapienza di Roma. Dopo aver vissuto tre anni a Roma ha deciso di cominciare la magistrale sperimentando la vita da Erasmus.

Fin qui niente di diverso dalla normalità. La vera peculiarità è che Michela vive da un mese a Parigi senza avere una fissa dimora.

Casa a Parigi. Prima di addentrarci nel suo caso specifico è bene ricordare che trovare casa in Francia non è particolarmente semplice. Un primo sguardo agli annunci all’Eglise Americaine generalmente non basta e bisogna iniziare a cercare annunci. Diversi sono i siti specializzati proprio nel facilitare la ricerca della casa da parte degli studenti.

Resta poi da provare nelle Residenze Universitarie al Le Centre Régional des OEuvres Universitaires et Scolaires o nei foyer. Più improbabile rivolgersi alle agenzie immobiliari che costano caro. Ma per chi può è sempre possibile farci un pensierino. Non mancano anche le riviste tra cui Appartager o Particulier à Particulier. La ricerca di una collocazione, dunque, propone molti spunti ma ciò non elimina, purtroppo, la difficoltà di trovare casa a Parigi, soprattutto a basso costo.

Problema. I costi degli affitti, infatti, sono molto cari e non tutti se li possono permettere. Per gli studenti della specialistica la ricerca dovrebbe essere agevolata. Le matricole, invece, come del resto accade anche a Roma o in altre città universitarie, spesso vengono scartate per la loro inesperienza o per l’età più acerba.

Il Garante. Questione aggiuntiva è la ricerca della fantomatica figura del garante. I locatori  chiedono a chi non ha un reddito regolare (così come accade proprio per gli universitari e gli studenti in generale) di avere un garante. Si tratta di una figura che in caso di emergenza sia in grado di anticipare tre mensilità dell’affitto e che deve lavorare in Francia. Non è dunque sufficiente la garanzia dei genitori se lavorano in Italia.

È dunque una questione prettamente economica che privilegia i padroni di casa nel caso in cui si trovassero di fronte a un’insolvenza. Nel caso in cui non si abbia un lavoro non resta che cercare qualcuno che garantisca di poter coprire le spese dell’affitto al proprio posto.

Michela, studentessa di magistrale, pensava tuttaviadi avere vita semplice nel trovare casa. Ma non è stato così, vero?

Il mio errore è stato sicuramente quello  di partire senza aver ancora avviato le ricerche. Speravo che una volta sul posto sarei riuscita a risolvere il problema nel giro di qualche giorno, o al massimo di un paio di settimane.

Invece cos’è successo? Che difficoltà hai trovato?

Beh ho iniziato a cercare seguendo più o meno l’iter classico: riviste, brochure, consigli… ciò nonostante ho trovato un numero innumerevole a causa della mancanza di un garante.

Di che cosa si tratta più precisamente?

Devi avere qualcuno del posto che garantisca per te e, per chi è straniero, le difficoltà non sono poche. È quello che mi è stato detto anche all’Ufficio Erasmus.

Come sei riuscita a resistere finora?

Sono rimasta per due settimane in un ostello… in una di quelle camerate con diversi letti. Nel mio caso 6. Una volta esauriti i fondi fortunatamente ho avuto l’opportunità, tramite un’amica di un’amica, di avere un posto letto. Si tratta di un posticino piccolo… e ho purtroppo costretto una ragazza, che viveva già in una doppia, ad adattarsi alla mia presenza. Anzi, ringrazio Stefania e la sua coinquilina Roberta che mi hanno accolto in camera. Senza di loro non so come avrei fatto a studiare.

Ecco, appunto. Il problema fondamentale mi sembra proprio questo. In questa condizione di precarietà riesci a portare avanti gli studi?

Si e no… più no che si. La maggior parte del tempo la passo a cercare casa.

Che consiglio vorresti dare a chi deve iniziare un Erasmus a Parigi?

Iniziate a muovervi prima di partire. Cercate ovunque e tramite chiunque per non trovarvi nella mia stessa situazione.

Tu adesso cosa farai?

Forse ho finalmente trovato un garante… e dunque dovrei riuscire a trovare casa nel giro di poco tempo. Incrociate le dita per me.

Dinanzi a tale problema è sembrato opportuno anche interrogare l’Ufficio Erasmus. In tale ufficio, però, l’unica risposta che siamo riusciti ad ottenere è stata una conferma della necessità di un garante per trovare casa. Condizione sconosciuta a Michela prima di partire.

Quando abbiamo chiesto loro: non c’è un modo per evitare il problema del garante? La risposta è stata:

La presenza di un garante è assolutamente necessaria per trovare casa, i proprietari non possono rischiare di trovarsi scoperti.

In che modo l’ufficio Erasmus può aiutare gli studenti nella ricerca?

Si tratta di creare una rete di conoscenze…. noi possiamo solo segnalare degli appartamenti o delle locazioni. Il garante resta però una questione di cui si devono occupare i ragazzi.

Ci potete dare qualche consiglio su come trovare un garante?

Beh si tratta di una questione molto complessa. Purtroppo avere un garante non è una questione semplice soprattutto perché chi arriva da altri paesi, in questo caso gli studenti, spera di far valere i propri parenti come garanti. 

Perché questo non è possibile?

In base alle normative è necessario avere un lavoro in Francia.

Come mai una normativa così restrittiva?

Purtroppo non dipende da noi.. è una questione legata soprattutto a fattori economici.

A causa della lontananza diventa più difficile per i padroni di casa essere coperti?

Si, sostanzialmente la motivazione è questa…. si cerca di agevolare chi affitta.

Cosa consiglia a chi vuole fare un Erasmus in Francia?

Il trucco è partire preparati, documentarsi, ricercare notizie e informazioni anche molto prima di partire. 

E ovviamente anche la fortuna ha un suo peso.

È inevitabile.

Dunque possiamo desumere che affrontare un Erasmus è una bella sfida non solo dal punto di vista del confronto con una lingua e un’università straniera. Si tratta anche di un confronto con realtà che adottano sistemi e burocrazie differenti. Meglio dunque partire preparati, studiare bene non solo le materie d’esame ma anche la cultura con cui ci si dovrà confrontare. Per non rischiare di venire bocciati.. anche nei colloqui per l’alloggio.

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