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Come diventare direttore di teatro: formazione, corsi e stipendio

Daniela Saraco 25 Novembre 2020
D. S.
17/06/2021

Ecco come diventare direttore di teatro: percorso di studi, abilità e requisiti, formazione e stipendio per dirigere la scena di compagnie teatrali e spettacoli.

In passato la figura del direttore coincideva con quella del proprietario del teatro. Con l’emancipazione del settore artistico e la creazione di percorsi di studio mirati, anche le figure professionali del teatro hanno subito dei cambiamenti. Uno dei compiti principali del dirigente teatrale, è la progettazione del programma o cartellone della stagione. Risulta essere una parte fondamentale del suo lavoro e implica diversi compiti aggiuntivi.

Tra questi troviamo la selezione delle opere originali da sviluppare o da commissionare ad uno o più scrittori. L’art director teatrale naturalmente collabora anche con tutte le altre figure del mondo teatrale. Basti pensare agli attori e agli scenografi, insieme ai costumisti, ai registi e ai direttori di produzione. Qualsiasi figura coinvolta nel processo creativo, dunque, non può fare a meno di entrare in contatto anche con il direttore. Di conseguenza, devono essere in possesso di un vasto patrimonio di conoscenze. Lo stesso dicasi per le esperienze sul campo. Ma vediamo più nel dettaglio come diventare direttore di teatro.

I direttori teatrali sono veri e propri leader, dunque devono possedere grandi capacità comunicative e devono conquistare le attenzioni dello staff. Per diventare direttore di teatro, serve accumulare molta esperienza Di solito un direttore artistico comincia organizzando singole serate o eventi. Si parte, infatti, dalla gestione di piccoli teatri comunali, per poi arrivare ai luoghi di scene e spettacoli famosi.

Come diventare direttore di teatro, diploma, laurea: formazione e percorso di studi dopo il DAMS

Se sei interessato a sapere come diventare direttore di teatro, è bene essere consapevoli del fatto che questa  professione non è soggetta ad alcuna regolamentazione. Non esiste nemmeno un albo professionale. Questo significa che, di fatto, non c’è un percorso di studi ufficiale da intraprendere. Esistono, però, percorsi di studio che si adeguano meglio alla  preparazione di questa figura. Tra questi troviamo il DAMS, oppure la laurea in Cinema e Media. Anche Scienze della comunicazione può essere un percorso universitario idoneo.

Diventare  direttore di teatro, non è comunque un percorso improvvisato. Si inizia, solitamente, con l’organizzazione di eventi. Si passa, poi, alla direzione di piccoli teatri. In seguito, se il professionista vale, si finisce per fare carriera e per lavorare per teatri sempre più importanti. In effetti, anche per questi professionisti vige la regola della gavetta.

Anna Maria Meo, ha frequentato l’università a Firenze, dove vive da 40 anni, racconta come è arrivata alla direzione del Teatro Regio di Parma:” Attraverso diverse esperienze professionali: dal primo stage al Covent Garden theatre di Londra, nel 1988, passando per Wexford, in Irlanda, dove lavoravo all’Opera Festival, poi in Inghilterra per la Fondazione William Walton, che ha anche una sede a Ischia (NA) dove il compositore ha vissuto, e per il Teatro del Carretto di Lucca che faceva grandi tournée internazionali.”

Alla domanda oggi  si può studiare per diventare direttore di teatro lirico, risponde:” Sì, ci sono corsi e master in Gestione dei beni culturali. Io ho frequentato uno dei primissimi corsi post laurea organizzato dalla Regione Toscana, all’epoca era innovativo. Ho avuto la fortuna di avere come insegnanti il direttore degli allestimenti del Teatro Alla Scala, il direttore artistico del Maggio Fiorentino, professionisti che insegnavano la tecnica ma che soprattutto sapevano trasferire la magia che questo mondo racchiude.”

Cosa fa un direttore di teatro, cosa fa e quanto guadagna

Dopo aver chiarito come diventare direttore di teatro, spieghiamo ruoli e mansioni. Il direttore è il responsabile dell’allestimento di uno spettacolo e conosce a fondo tutti i ruoli tecnici della compagnia. Si preoccupa di avvisare gli attori dell’organizzazione di uno spettacolo.  E’, inoltre, a capo dell’attività artistica che si svolge a teatro, in concerto con la regia e la direzione musicale.

In alcuni casi coordina anche l’attività dei collaboratori di palcoscenico, di sala e alle luci. È responsabile del regolamento di palcoscenico e di struttura, nonché referente per tecnici e personale impiegato nell’allestimento di un lavoro teatrale.

Per quanto riguarda la retribuzione, un direttore artistico con molta esperienza parte da uno stipendio annuo di 52.000 euro circa. Ovviamente può anche arrivare a sforare i 100.000 euro, a seconda dei casi. Chi invece inizia dal basso, deve fare parecchia strada. Spesso lo si fa per passione, perché i guadagni sono minimi se non addirittura assenti.

Corsi per diventare direttore di teatro: quali sono e quali fare

Nel settore dello spettacolo esistono diverse tipologie di formazione riconosciute. Ci sono master, percorsi formativi, facoltà universitarie e il DAMS. Sapere come diventare direttore artistico, una volta completata la formazione teorica e tecnica riconosciuta anche dal Miur, è certamente più semplice. Quella dell’Art Director è una carriera che si costruisce col tempo collezionando un’esperienza dopo l’altra. E’ necessario, quindi, approfondire discipline come Marketing, Comunicazione, Scienze Umane, Psicologia, Scienze Visive e affinare la  vena artistica.

Esistono molti corsi online che possono aiutare a completare la formazione universitaria per chi già ha iniziato la carriera lavorativa. L’aggiornamento sulle nuove tendenze e sul lavoro degli altri soggetti del settore è fondamentale. Così come visionare, valutare e selezionare gli artisti, le compagnie, gli spettacoli da proporre anche on line, in particolari momenti storici.

Non esistono norme o leggi specifiche che regolano la professione. Ma è sicuro che un buon direttore di teatro deve possedere conoscenze in :

  • Performance e le sue declinazioni
  • Drammaturgia scenica
  • Management e marketing delle attività culturali e dello spettacolo
© Riproduzione Riservata
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Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto