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13 dicembre 2012

Medicina, rinviata la stipula del Protocollo d’Intesa. Gli studenti e le Istituzioni: “Quest’azienda s’ha da fare!!”

Medicina Unisa

Gli Studenti di Medicina Unisa: “Basta prenderci in giro. Scenderemo in piazza”. Il Rettore Pasquino: “Fare un corteo ora significa avere in mano una pistola e scaricarla sui partecipanti al tavolo prima del responso definitivo“.

Medicina Unisa

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Il Sindaco De Luca: “ Situazione da risolvere immediatamente”. La Regione : “Stiamo lavorando per risolvere il problema da altri creato”.

Continua lo stato di agitazione per gli studenti e i docenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Salerno.

Sembrava che lo scorso ottobre la situazione avesse avuto riscontro positivo con la vittoria del ricorso al TAR dell’Unisa, con la conseguente riapertura dell’ospedale agli studenti e la firma dei contratti ad alcuni docenti da parte della dott.ssa Elvira Lenzi. Ma, purtroppo, dobbiamo ricrederci.

LA RABBIA DEGLI STUDENTI-Non c’è stato nessun riscontro positivo. La Lenzi non ha firmato più i contratti! -afferma indignato Rocco Giannotti, studente di Medicina Unisa – Tutto a causa di una sentenza del Tar in merito al ricorso contro alcuni medici del Ruggi di Aragona. Palla colta al balzo dal direttore generale che non ci ha pensato due volte a non firmare i contratti e garantirci cosi, finalmente, il tanto reclamato diritto allo studio”.

ASSOCIAZIONI IN PRIMA LINEA – Anche le associazioni universitarie hanno deciso di supportare la causa degli studenti di Medicina Unisa nella loro lotta contro i continui rimandi attraverso una raccolta firme: 5mila raccolte nella sola mattinata di oggi.

La raccolta firme che il gruppo “Vivi Unisa” ha organizzato insieme agli studenti di Medicina vuole essere un’iniziativa volta a tutelare una facoltà del nostro Campus e dunque una risorsa dello stesso. -spiega Lucio Amatucci, neoeletto al CdA- Abbiamo deciso di attivarci come associazione per sensibilizzare gli studenti. Oggi ci siamo resi conto di come, purtroppo, molti studenti non fossero a conoscenza di questa raccolta nè tantomeno della situazione in cui versa la facoltà di medicina. Ma non possiamo lamentarci del risultato: solo stamane abbiamo raccolto 5mila firme! Vogliamo farci sentire perchè adesso non è più la Facoltà di Medicina o gli studenti di Medicina che hanno deciso di alzare la voce, adesso -conclude- è il Campus che si vuole ribellare e che ha deciso di combattere al fianco degli studenti di Medicina per dire basta una volta per tutte a questa situazione che sta andando per le lunghe “.

Ieri in P.za De Rosa, nei pressi del Rettorato, abbiamo voluto manifestare per far sentire agli studenti di Medicina la nostra vicinanza nei loro confronti e che il problema da risolvere, come ha detto prima Lucio, non è un problema della facoltà o degli studenti ma dell’intero Campus. -interviene Filippo Caggiano, senatore accademico uscente- Tutti hanno capito che dobbiamo unirci e far sentire la nostra voce a salvaguardia del diritto allo studio. Sono 6 anni che c’è Medicina a Fisciano e non è giusto che a pagare siano ancora gli studenti. La cosa che ci rende fieri in questo momento è che siamo appoggiati su ogni fronte: dagli studenti, dai docenti dal Senato Accademico e con il Rettore siamo in gran sintonia.  C’è da dire che in quest’iniziativa, Vivi Unisa ci ha dato una grande mano mettendo a disposizione vari punti di appoggio per raccogliere le oltre 5000 firme, attraverso le sedi di StudentIngegneria, ASP e i vari banchetti presenti nei corridoi dell’ateneo. Il prossimo 19 dicembre a Roma ci sarà il tavolo di concertazione per la stipula del Protocollo d’Intesa tra Unisa e Ruggi. Speriamo bene. Nel frattempo-conclude-continueremo a mantenere alta l’attenzione su questa situazione che purtroppo è arrivata ad un livello paradossale”.

Il rammarico delle istituzioni sulla situazione di Medicina all’Unisa, Vincenzo de Luca

Ancora una volta è stata rinviata la stipula del Protocollo d’Intesa per la trasformazione dell’azienda ospedaliera di Salerno in azienda universitaria. -afferma rammaricato il Sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca Una decisione grave che penalizza il diritto allo studio degli studenti e la qualità dell’offerta didattica. Attiveremo ogni utile iniziativa per garantire finalmente che la formazione dei giovani medici salernitani possa svolgersi in modo proficuo ed efficace. Questa situazione -conclude- va immediatamente risolta senza ulteriori indugi strumentali e rinvii burocratici per garantire un sereno percorso di studio e pratica clinica agli studenti salernitani“.

IL SILENZIO DI CALDORO – Pesanti le accuse mosse dagli studenti circa il silenzio del Presidente Stefano CaldoroCi ha messo fuori!”-dichiarano. Ma la Regione, ancora una volta, tace, non vuole replicare e dichiara: “Stiamo cercando di fare il possibile per risolvere la situazione e non cerchiamo risvolti mediatici. Stiamo lavorando per risolvere il problema da altri creato“.

ASSEMBLEA PERMANENTE PER LA FACOLTA’ DI MEDICINA – Nel frattempo docenti e studenti si sono riuniti oggi pomeriggio alle 15.30 presso l’aula Capocelli del plesso universitario di Baronissi per discutere circa le modalità di organizzazione delle prossime giornate di protesta contro una situazione che sembra non vedere ancora la luce.

Il clima che si presenta appena entriamo non è affatto sereno. La tensione è altissima.

La prima a parlare è Federica Saraceno, candidata al CdA nelle ultime elezioni “Voglio subito chiarire alcuni punti. A partire dall’ultilità delle firme: oggi abbiamo raccolto 6528 firme. L’obiettivo è quota 10000. Consegneremo questa petizione alla Regione e chiederemo di essere ricevuti dal Prefetto perché le firme abbiano un peso.
Mercoledì è previsto il tavolo tecnico, ma io ritengo che ci si debba muovere prima di quella data. Bisogna fare una manifestazione a Napoli prima e non dopo. Su giornali, televisioni ecc ce lo sconsigliano perché dicono che peggiorerà solo le cose, io non ne sono convinta. Il nostro -spiega- sarà un corteo pacifico ma convinto, una protesta razionale. Chiederemo di occupare una strada perché se mercoledì si alzano da quel tavolo senza una soluzione dobbiamo farci sentire. Domani andrò in Questura a chiedere informazioni, perché una cosa è creare un disagio “ragionato”, serio, che faccia riflettere, un altro è fare rumore inutilmente. Noi vogliamo una manifestazione razionale, ma bisogna muoversi su una linea comune. Ho parlato con un rappresentante della Digos. Ci sono diverse cose che si possono fare senza incorrere in sanzioni e senza svilire la protesta. Non so ancora cosa faremo: bloccare caselli, ad esempio, occupare le aule, di certo la didattica va fermata. Sta di fatto che bisogna andare a Napoli prima del tavolo e, se anche dopo non si muove nulla, allora facciamo la “guerra” perché se cade la facoltà di Medicina –conclude– cadiamo tutti!“.

Alle 9.30 di oggi siamo andati a parlare col Rettore. -interviene Nicola Virtuoso, studente iscritto al V anno della Facoltà di Medicina nonchè fondatore dell’Associazione studentesca Hippocratica di Medicina- C’è chi dice che la documentazione è stata mandata in ritardo, altri che è stata mandata per tempo. Le solite storie. Intanto ci ha comunicato che Profumo ha chiesto espressamente che il tavolo istituzionale si tenesse presso il Ministero della Salute, rassicurandolo che nell’interesse del nostro diritto allo studio il protocollo d’intesa sarà firmato entro mercoledì sera. Sempre col Rettore si è parlato di un corteo. La sua risposta è stata “fare un corteo ora significa avere in mano una pistola e scaricarla sui partecipanti al tavolo prima del responso definitivo”. Insomma ci ha consigliato di non manifestare perché la cosa potrebbe rivelarsi deleteria. Noi non siamo di questo avviso. Ribadisco: occorre andare in Questura e mettere su carta quello che intendiamo fare. Ma la nostra -conclude-deve essere una protesta razionale

Piena solidarietà anche da parte dei docenti che invitano alla cautela: “In merito alla questione dei professori, chiariamo subito una cosa: noi siamo con voi. -afferma durante l’assemblea la dott.ssa Cristiana Stellato, docente di medicina interna – Il direttore Capunzo è stato chiaro: nessuno vuole strumentalizzare la vostra protesta, noi anzi siamo disposti ad accompagnarla convintamente, facendo sentire il nostro sostegno. Chiaramente dobbiamo sottostare ad un ordine di scuderia: le lezioni non sono sospese, ufficialmente è così, ma solo per non premere troppo sul nervo emozionale di questa protesta. Spero, però, che chi non è a lezione sia in piazza a manifestare. Chi vuole intendere intenda

Le nostre pretese sono complementari. La questione della didattica e delle presenze è per tutelare voi.-interviene la dott.ssa Marie Francoise Tripodi, docente di medicina interna – Chi non manifesta e sta a casa a studiare danneggia tutti. Non per fare i fiscali, ma lo dico a difesa di chi ha l’intelligenza e la sensibilità civica di fare qualcosa per il bene comune, io avevo proposto anche soluzioni lternative: ad esempio stabilire una turnazione. Tutto ciò che posso consigliarvi è di non cedere ad eccessi irrazionali. Non accettare provocazioni, anzi voglio farvene una io che spero sia costruttiva: perché tra il 24 e il 31 non organizzate un sit in? Dareste un segnale forte, altrimenti tutto si risolve in una bellissima vacanza per tutti e niente più. Prendete quello che c’è di buono in questa facoltà, ma non dimenticatevi che la stiamo costruendo insieme. I primi sono sempre dei pionieri, ma non siate negativi. Cerchiamo di attuare una protesta intelligente, in cui non perdete niente né voi né gli altri

Pensiero condiviso da alcuni studenti che esclamano: “Bloccare la didattica crea disagi solo a noi che protestiamo! Per non parlare del fatto che non tutti sono disposti a veder slittare gli esami di dicembre a inizio gennaio” Ma la replica di Saraceno non tarda ad arrivare: “La protesta vuole essere simbolica, ma non solo. A che serve andare a lezione se non c’è la certezza che la tua facoltà abbia un futuro? Chiederemo doppie date per quelli che hanno urgenza di laurearsi, ma per gli altri è inevitabile che tutto slitti a gennaio. Anche io ho dovuto rinunciare all’esame di pediatria, ma ci sono delle priorità e bisogna mobilitarsi”.

Ragazzi intanto posso confermarvi che il professor Capunzo sta lavorando anche per sensibilizzare i professori e non da ora. -sottolinea Armando Cozzolino, studente del VI anno a Medicina- Addirittura mi ha fatto leggere le mail inviate ai prof nelle quali chiedeva a tutto il personale docente di essere presenti e vicini a noi. Intanto stiamo pensando di allestire un banchetto per la raccolta delle firme a Salerno, presso il lungomare, mentre un altro sarà aperto oggi e domani a Lancusi, nella piazza centrale (di fronte al Bishop per intenderci)“.

Alla fine dell’assemblea la Saraceno chiosa: “Domani ci aggiorneremo per decidere meglio come organizzare la manifestazione di Napoli. Che è prioritaria. Cerchiamo di essere numerosi, almeno un 600 persone. Diffondete anche agli assenti. A chi vi chiede se domani ci sarà lezione rispondente che i professori ci saranno ma la didattica è sospesa, per quanto ci riguarda.

Una situazione davvero intricata che sembra non avere fine. Ma siamo certi che questa situazione non potrà andare avanti ancora per molto. Non ci resta che attendere il responso del prossimo 19 dicembre ma il Campus non aspetta: gli studenti sono sul piede di guerra!

Dora Della Sala & Matteo Napoli

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