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24 gennaio 2013

Riscaldamento globale: soluzioni per salvare il pianeta

L’università degli studi Mediterranea di Reggio Calabria ha avviato una serie di sei incontri seminariali volti all’analisi e al potenziamento delle cooperazioni internazionali di ricerca e delle eventuali ricadute didattiche. Fattori quali la presenza nella didattica di sede di docenti internazionali o visiting professor, nonché delle stesse cooperazioni internazionali sono infatti tenute in gran conto nella valutazione degli atenei per la stesura dei Q S world ranking (graduatorie mondiali di merito). Primo classificato di tale graduatoria nel 2012 è il celeberrimo MIT di Cambridge, acronimo di Massachussets Institute of Technology. Proprio della collaborazione Mediterranea-MIT ha dato conto il primo dei seminari sopra citati, tenutosi presso il Salone del dipartimento PAU, martedì 8 gennaio 2013, quale evento pioniere dell’intero ciclo (trovate gli interventi sul manifesto dell’incontro). Il fulcro della ricerca congiunta tra i due atenei è la modellazione analitica del fenomeno del riscaldamento globale (Global Warming), fenomeno ritenuto anche dall’ONU di preminente interesse per l’umanità.

Nel 1988 l’ONU ha costituito l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) quale commissione intergovernativa sul fenomeno del riscaldamento globale. All’epoca vi erano le prime avvisaglie del problema, ma non vi era (e non c’è ancora) pieno consenso tra gli addetti ai lavori. Il dibattito scientifico che ne è seguito ha generato numerosi scandali, anche recenti, che sono finiti sotto l’etichetta di “Climategate”. L’inchiesta della commissione ha comunque evidenziato un certo grado di unanimità da parte della comunità scientifica riguardo all’esistenza del problema: su circa 1000 casi di pubblicazioni scientifiche dal 1993 al 2007, circa il 75% di essi ammette più o meno esplicitamente il contributo antropico al riscaldamento globale. L’IPCC concluse che il fenomeno del Global Warming è reale e che negli ultimi 100 anni la temperatura superficiale media del nostro pianeta è salita di circa 0,74°C.

Il MIT è da tempo attento ed impegnato sul fronte del riscaldamento globale. Esiste uno strumento di modellazione atto a valutare, anche economicamente, a scala di città il flusso e i consumi totali di energia, denominato “Urban Metabolism” che viene studiato ed utilizzato da tempo presso l’università di Cambridge. La collaborazione con la Mediterranea ha avviato uno specifico progetto mirante a elaborare, sperimentare, valutare e validare (nella effettiva fattibilità sia tecnica che economico-finanziaria) un approccio operativo per abbattere all’origine la domanda urbana di energia: ‘Sustainable Urban Conservation’. A Reggio Calabria è stato messo a punto da anni questo approccio estimativo, al fine di abbattere del 50-60% gli attuali consumi di energia “civile”, ad esempio mediante una strategia economica e finanziaria per trasformare il Quartiere Latino di Reggio Calabria in un innovativo distretto ad efficienza energetica. Ne abbiamo parlato col Prof. Domenico Enrico Massimo, responsabile del Laboratorio di Geomatic Valuation “PauGis” e docente alla Mediterranea presso la facoltà di Architettura.

Prof. Massimo, quando nasce la collaborazione tra la Mediterranea ed il MIT su un tema così “scottante” come quello del Global Warming e con quali intenti?

La specifica collaborazione […] che ha fatto nascere la ricerca sulla realtà del Global Warming ha una  lontana origine con una lunga storia. Circa 24 anni fa, nel 1989, fui ammesso al MIT come Special Student per seguire i corsi universitari di Economia Urbana e Ambientale […] e Statistica e Ricerca Operativa nei Dipartimenti Urban Planning. Fui poi ammesso nel programma Urban and Regional Studies svolgendo, fino al 1991, attività scientifica come research fellow presso il Dipartmenti di Urban Planning (DUSP) ed Economics, con il supporto di Università di Reggio Calabria, Fulbright Commission, NATO, CNR. Da allora è continuato un sistematico rapporto di ricerca con frequenti soggiorni come visiting scholar  ricambiati dall’attuale decano Prof.ssa Karen R. Polenske che ha visitato il Dipartimento PAU e ha donato allo stesso PAU una preziosa raccolta di serie di riviste internazionali di economia e valutazione, ora denominata Fondo Prof.ssa K. Polenske. Questa frequentazione ha visto la convergenza del MIT e della Mediterranea circa la funzione dell’Università del terzo millennio a realizzare la sua quarta missione (oltre ricerca, didattica, conto terzi) che è quella di contribuire a mitigare i grandi problemi del tempo. Tra questi uno dei preminenti e più insidiosi è il Global Warming che potrebbe mettere in pericolo la sopravvivenza dello stesso Pianeta.  La ricerca della Mediterranea, mediante il Laboratorio Universitario di Geomatic Valuation denominato “PauGis”, nell’ambito delle mitigazioni e soluzioni al Global Warming ha raggiunto il primo intento.  Ha dimostrato un fatto fondamentale: è possibile abbattere i consumi di energia delle costruzioni civili e produttive con interventi di passivizzazione (isolamento termo – climatico) che producono risparmi tali da accorciare notevolmente i tempi di ritorno finanziario dell’ investimento. In tal modo singole famiglie, singoli proprietari, semplici condomini, piccole imprese, piccole attività commerciali e terziarie, possono realisticamente abbattere per sempre la loro “spesa energetica”  riducendo alla radice il loro bisogno di energia , migliorando il proprio portafoglio e bilancio, rendendo più produttiva l’attività e l’impresa, e “così facendo” (Sant’Ignazio) mitigare dal basso il Global Warming. Questa battaglia immane per la salute contro l’inquinamento, per la salvezza della Terra contro lo scioglimento dei ghiacciai e dei poli, deve essere combattuta e vinta da tutti e dal basso, dimostrando la convenienza finanziaria della soluzione radicale al problema: abbattere alla radice la domanda primaria di energia .

Il vostro laboratorio di ricerca, il Geomatic Valuation “PauGis”, è da anni protagonista di un impegno anche pragmatico sul tema del riscaldamento globale, come mostra il progetto del Quartiere Latino di Reggio Calabria. Pensa che in futuro un tale progetto potrà essere esteso ad altre realtà? Ritiene che possa esserci un maggiore impegno da parte degli enti locali e delle istituzioni per una collaborazione in questo senso? 

La domanda centra a pieno un fondamentale pilastro della ricerca. L’approccio elaborato dal laboratorio “PauGis”, sperimentato in Italia, e validato in cantieri prototipali a Reggio Calabria, ha alcune caratteristiche fondamentali, e tra queste: a) essere estendibile dalla dal singolo fabbricato all’intero quartiere e alla città, b)  essere pienamente applicabile in altre realtà. Infatti: è stato elaborato un piano per estendere l’approccio del PauGis dai cantieri prototipali di Reggio all’intero Quartiere Latino che li contiene. Le prime richiesta formulateci dal Dep. of Urban Planning (DUSP) del MIT, congiuntamente al Municipio di Boston, sono state di progettare cantieri prototipali per le costruzioni tipicamente bostoniane (esperimento condotto con positivi risultati operativi) e di estendere la sperimentazione ad un intero quartiere Richardsonianol’affascinante Back Bay District considerato uno dei più belli e significativi quartieri ottocenteschi degli Usa, ispirato all’urbanistica di Richardson (uno dei più grandi architetti della storia degli Usa con Sullivan e Wright), in tutto simile nell’impianto del Quartiere Latino di Reggio Calabria. Abbiamo reso disponibile agli Enti Locali il piano per estendere l’approccio del PauGis all’intero Quartiere Latino per determinarne la rinascita sostenibile. Si potrebbero supportare i privati a passivizzare i loro condomini, fabbricati e unità immobiliari con il “credito verde” attivato dall’intero sistema bancario, ricorrendo a fondi non pienamente impiegati per supporti in conto interessi. I privati avrebbero il credito a zero interesse e il grande risparmio conseguito immediatamente con gli interventi verdi ripagherebbe le rate del capitale.

Per concludere le chiedo qual è stato il livello di gradimento e di partecipazione al seminario e quali sono le prossime tappe per questa ricerca congiunta Mediterranea-MIT.

Una significativa partecipazione e condivisione Istituzionale con Rettore, Pro Rettori, Direttori e Vicedirettori di Dipartimento, Cordinatori di Corsi di Studio, Colleghi, e soprattutto una grande partecipazione di Studenti, sempre più attenti e sensibili alle dimensioni ecologiche ed energetiche di architettura e città. Hanno già telefonato Presidi di Istituti Superiori che hanno cliccato il video sul web ed hanno chiesto giornate di orientamento. Significativamente la domanda di iscrizione alla Mediterranea è attratta dalla ricerca scientifica internazionale. Con il MIT ci aspetta un impegnativo lavoro per simulare in modo dettagliato l’applicazione dell’approccio della Mediterranea nella realtà di Boston. […] il MIT ha posto la Sostenibilità energetica come obiettivo prioritario per i suoi edifici e per Boston.

Come testimoniano questi studi e numerosi altri sul filone della Green Economy, la via per la riduzione dei gas serra e del conseguente riscaldamento climatico passa inevitabilmente da una razionalizzazione guidata e sistematica dei consumi energetici e della relativa richiesta, non solo dunque da una produzione “pulita” dell’energia. Auspichiamo, in conclusione, un maggior utilizzo da parte delle politiche ambientali nazionali ed internazionali di questi utili strumenti quale integrazione dei programmi e degli incentivi messi in atto sul tema delle energie rinnovabili.

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