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13 febbraio 2013

Medici Impreparati – I giovani medici impreparati non sanno usare i bisturi

Il Presidente dell’Ordine dei medici di Milano, dottore Roberto Carlo Rossi, ha sollevato in questi giorni un problema serio, che a molti forse non sorprende più di tanto ma che sicuramente getta nello sconforto chi magari un giorno si troverà di fronte ad uno dei tanti giovani medici che escono dalle università italiane. Giovani Medici Impreparati sostiene Rossi.

Rossi sostiene che i medici specializzandi lombardi non sanno impugnare neanche un bisturi ovvero sarebbero molto preparati nella teoria (anche se non tutti) ma non sarebbero in grado di praticare  quello che imparano in anni e anni di Università.

Addirittura Rossi dice che:”La preparazione teorica dei nostri ragazzi è eccellente ma quella pratica non è neanche paragonabile a quella delle scuole europee e nordamericane. Bisogna rivedere le regole”.

Continua Rossi:”Dopo un corso di quattro anni di aeronautica un giovane è perfettamente in grado di pilotare un aereo che vale 80 milioni di euro. Ecco, allora, dopo cinque anni di specializzazione un medico deve essere preparato a operare il cuore o il cervello di un uomo. Le università della nostra regione,  sono perfettamente in grado di dare questo tipo di preparazione. È urgente che ci si muova in tal senso.”

Per molti il problema reale sta invece, nel percorso lungo e ad ostacoli che un giovane studente di medicina deve affrontare per arrivare in sala operatoria, ad esempio. E molti studenti, anche del sud, danno la colpa, velatamente, al sistema: “Penso che il problema sollevato in Lombardia rappresenta bene la realtà non solo lombarda, ma italiana nel suo insieme. E non sto parlando solo di specializzazione, ma anche del corso di laurea. Così dice uno studente specializzando in Sicilia. “Tranne pochi, rarissimi, casi ho sempre avuto l’impressione che si facesse di tutto perchè imparassimo il meno possibile.” 

Altri giovani sostengono di aver visto colleghi arricciare il naso nelle cliniche Svizzere davanti al titolo di specialità preso in Italia.

Per Rossi il problema è anche legislativo. Una cosa è certa però. Il fatto è serio, diffuso in tutta la penisola e di lunga esistenza. E a pagarne come sempre, saranno gli utenti finali di servizi molto spesso carenti.

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