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28 febbraio 2013

Quale Università Scegliere – Ecco quale università scegliere tra le migliori e le peggiori. Le più facili Università

Classifica delle Università Italiane 2018
Quale Università Scegliere

Quale Università Scegliere

C’è lo studente che ha già programmato tutto dalla culla e quello che sa solo di essere portato per l’umanistico più che per lo scientifico.

C’è poi lo studente che spasima per il grande salto e quello che prende tempo.

Il risoluto, indefesso, che mostra i muscoli e l’indeciso, tapino, tutto incertezze e paure.  L’ansioso e l’easy. Il programmatico e l’avventuroso.

Tanti tipi, un’unica incognita: imparare a capire l’Università per sapere quali sono le migliori sulla base di tanti e personali parametri ed interessi.

Manca ancora qualche mese alla maturità 2013, ma per tante aspiranti matricole alle prese collo “spartiacque esistenziale” della scelta universitaria è già il tempo dei primi, affannosi “preventivi”.

Quale Università scegliere e quale facoltà? In quale Università si studia meno? e quali sono le università più prestigiose? E per quale lavoro?

Ateneo di preferenza, servizi,  test di ammissione, prospettive occupazionali, offerta formativa, programmi, carichi didattici.

Una sana valutazione dei costi e dei benefici, direbbero gli economisti. O più semplicemente, una questione di “orientamento”.Giocare d’anticipo allora diventa per molti necessità, una necessità improrogabile.

Servono lucidità, sicurezza dei propri mezzi, sensibilità, vocazione. Tutto qui? Affatto. Anche i numeri vogliono la loro parte. Ed è appunto qui che la statistica torna come strumento utilissimo per una scelta che ci si augura il più “consapevole” possibile.

Quale Università Scegliere in base alla Qualità: A cominciare da un’equilibrata valutazione del livello di qualità dell’ateneo  di preferenza. Non a  caso la prima preoccupazione di tanti giovani (e famiglie) è appunto quella di trovare l’università “ideale”, quella cioè capace di coniugare efficacemente offerta didattica ed concretezza/spendibilità del titolo conseguito in quell’ateneo sul mercato.

Un’università non vale l’altra, soprattutto nel nostro paese. Come sappiamo, infatti, il panorama dell’università italiana, relativamente ai livelli di eccellenza, si presenta, ad oggi, assai differenziato. Come differenziati sono anche i metri e gli strumenti della valutazione.

Ecco quale Università scegliere secondo Il Sole 24 Ore: la classifica ufficiale

A sbrogliare il gomitolo della statistica ci l’ultima classifica annuale delle università italiane più e meno virtuose stilata  da Il Sole 24 Ore sulla base dei dati incrociati di Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca (MIUR, via Anvur), Almalaurea, Stella ed Istat e inserita nella Guida pratica all’orientamento universitario 2012/2013 (curata dallo stesso Sole 24 Ore).

Secondo l’analisi pare che le peggiori università si trovano al Sud, le migliori, invece, al Nord.

Guidano la classifica (che, ricordiamo, coinvolge università sia pubbliche che private) i politecnici di Milano (1°) e Torino (6), premiati soprattutto per la continuità sui parametri considerati, mentre la palma d’oro tra le statali va all’Università di Modena e Reggio Emilia (2° in classifica generale insieme a Trieste) , primatista solitaria nella ricerca.

Merito di tradizioni e “nomee” consolidate nel tempo, ma anche dello zelo universalmente riconosciuto dei propri studenti: i più puntuali e “rapidi” alla laurea (35% contro una media italiana del 26) dell’intero paese, ma anche i meno rinunciatari (con un tasso di abbandono di poco superiore al 10%)

Tra le private, invece, netta affermazione della Bocconi (1°), che stacca rivali di lusso come la San Raffaele (2°)e la Luiss (3°) forte di ben 4 primati su 8: attrattività, rendimento degli studenti, puntualità alla laurea e fondi per la ricerca.

Le università peggiori del paese sono meridionali – A finire dietro la lavagna dell’eccellenza, infatti, sono, ancora una volta, gli atenei meridionali, da anni stabilmente impantanati nella parte bassa del ranking. Campania, Sicilia, Calabria, Puglia figurano tra gli ultimissimi posti. Foggia, Cassino, Seconda università di Napoli, Sassari, Bari, Federico II di Napoli, Messina, Università del Molise, Palermo (tutti atenei  storicamente penalizzati dal finanziamento pubblico) sono, non a caso, tra le 20 università italiane più vicine al default.

Tra le statali, si aggiudicano la maglia nera i due poli minori di Napoli: L’Orientale (57°), penultimo con 274 punti, e la Parthenope (58°), fanalino di coda che colleziona, invece, un drammatico 100.

Le peggiori e le migliori Università in Italia: ecco quale università fare

Lontanissime dalla vetta, 55esima, l’Università degli Studi di Salerno (314 punti) ex equo con l’Università del Salento.

A tenere alta la bandiera del Meridione è così il Politecnico di Bari (ancora un politecnico guarda caso), primo ateneo del sud e 22° posto complessivo, con bene 567 punti. Un’eccellenza tutta made in Sud, che l’agenzia internazionale Scimago ha messo davanti a tutte le università pubbliche italiane, considerando, assieme ai parametri già considerati, anche la qualità delle pubblicazioni scientifiche ed il numero di citazioni. Il tutto a fronte di un numero di finanziamenti per la ricerca assai inferiore rispetto ad atenei più rinomati.

Salvano la faccia anche l’Università Mediterranea di Reggio Calabria (31), l’Unical (35) e Messina (37).

Ma identica (in negativo) è anche la geografia degli atenei non statali, dove a far registrare i punteggi più bassi sono la Benincasa di Napoli (12 su 14), la J. Monnet di Casamassima (13) e la cenerentola delle cenerentole, la Kore di Enna (14), specie per quanto riguarda parametri come il successo occupazionale e i tassi d’abbandono (i più alti della penisola). Record anche per la percentuale degli  iscritti che concludono gli studi da “fuoricorso”.

Quale Università Scegliere – Quali sono le Università più prestigiose – Le matricole “migliori” scelgono gli atenei non statali – Il primo riguarda la scelta tra università pubblica e privata. I diplomati più in gamba, quelli che hanno conseguito una valutazione superiore a 90, sembrano infatti preferire gli atenei non statali: Luiss di Roma (con il 68,1%), Bocconi di Milano (58), Campus Biomedico di Roma (52,6) San Raffaele di Milano (52,5). Ottime percentuali di “immatricolazioni di qualità” anche per l’Università della Calabria e il Politecnico di Bari, con il 40,8%.

Quale Università Scegliere in base al placament post laurea (indicatore del successo occupazionale del laureato) Al sud si studia di più. “merito” della disoccupazione – Dove c’è più lavoro, le immatricolazioni si abbassano sensibilmente. Questo perché i giovani preferiscono lavorare piuttosto che studiare. Viene da sé, pertanto, che a Nord, dove nonostante la crisi imperante le opportunità di inserimento professionale restano più “frequenti” che al Sud, il tasso di proseguimento degli studi, concluse le superiori, si presenta in sintomatico difetto rispetto al Meridione. Morale 80 immatricolati su 100 al Sud, appena 40-50 al Nord.

Quale Università Scegliere e Dove si Studia di più. Al Sud si studia di più e più a lungo. E la spiegazione sembrerebbe essere proprio nella cronica difficoltà occupazionale della nostra terra.

Spacchettando la classifica, inoltre,  si scopre che alla voce “talenti” ad esempio (gli immatricolati, cioè, con voto di maturità pari o superiore a 90), tra le prime 10 università , ben 5 sono meridionali: Bari, Catania, Federico II e Orientale di Napoli e Catanzaro.

Ma anche alla voce “ricerca/fondi” c’è chi si difende bene: il Politecnico di Bari certo, ma anche Sassari (6°) e Reggio Calabria (10°).

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