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20 febbraio 2013

Riforma forense fase di attuazione: il punto di Guido Alpa

Guido Alpa sulla riforma forense
Guido Alpa sulla riforma forense

Guido Alpa sulla riforma forense

Il punto di Guido Alpa sulla riforma forense che è entrata in vigore il 2 febbraio 2013.

La legge 247 del 21 dicembre, recante la nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense.

Si tratta di una riforma forense senza precedenti, attesa da oltre ottanta anni e foriera di novità a dir poco emblematiche.

Il Consiglio Nazionale Forense (CNF) ha avviato un grande lavoro per la completa attuazione della riforma forense.

Il CNF, infatti, ha il compito di favorire il passaggio dal vecchio regime, durato 80 anni, al nuovo. 

“Se vogliamo limitarci all’attualità, l’obiettivo principale delle ultime due consiliature del Consiglio nazionale forense è stato quello di lavorare per il rinnovamento dell’ordinamento professionale.

“Parliamo dell’ordinamento del 1933. Dopo anni di tentativi, il percorso di riforma grazie all’impegno di tutta l’Avvocatura è stato premiato. – Dice il Prof. Guido Alpa, Presidente del Consiglio Nazionale Forense.

“Con il nuovo ordinamento professionale forense, l’Avvocatura può contare adesso su uno statuto normativo di rango primario. Come si conviene ad una professione coessenziale alla giurisdizione, come la magistratura. Uno statuto che garantisce la libertà professionale dell’avvocato. Come richiesto dall’art. 15 della Carta europea dei diritti fondamentali dell’Unione europea.” – Continua Guido Alpa

“D’altra parte, la stessa Unione europea riconosce la specificità della professione forense rispetto alle altre professioni. E per verificarlo basta leggere le numerose Risoluzioni del Parlamento europeo e le direttive della Commissione europea”.

Il punto di Guido Alpa sulla riforma forense e sulla legge 247 del 21 dicembre

Testo completo della riforma della nuova avvocatura e settore forense << scarica

Presidente Alpa, ci parli della riforma del Consiglio Nazionale Forense e dei suoi principali obbiettivi.

“La riforma restituisce a un contesto maggiormente rispettoso della  Costituzione l’attività di difesa degli avvocati. Che proprio dei diritti dei cittadini sono i tutori nei confronti dello Stato e degli altri poteri. Dopo una stagione convulsa nella quale, con uno spirito esclusivamente mercantilistico, si erano confuse le improcrastinabili esigenze di ammodernamento della professione con ingiustificati intenti di liberalizzazioni selvagge.” – Dice e Guido Alpa –

Si è trattato d’interventi di liberalizzazione che, a ben vedere, hanno mortificano in tutti gli aspetti l’attività di difesa. La sua necessaria autonomia e indipendenza.  Rischiavano di mettere in crisi proprio il servizio giustizia che deve necessariamente basarsi sull’indipendenza sia dei magistrati che degli avvocati.”

“Il  nuovo ordinamento professionale si fa ampiamente carico delle esigenze di ammodernamento della professione. In tema di maggiore qualificazione degli avvocati.

“Tirocinio per i giovani adeguatamente ricompensati. Ingresso alla professione dei giovani più meritevoli che potranno contare su un avviamento professionale più garantito con un tirocinio adeguatamente retribuito. Compensi professionali trasparenti e liberamente concordati con il cliente. Controllo disciplinare sulla correttezza degli avvocati. Assicurazione obbligatoria per coprire gli eventuali danni provocati ai clienti. Società tra avvocati, peraltro con una responsabilità rafforzata. E lo fa in un quadro organico che tocca ogni aspetto della vita professionale e istituzionale dell’Avvocatura. Come richiede uno Statuto che aspettava di essere aggiornato da almeno 70 anni”.

Dalla riforma forense alla facoltà di giurisprudenza e viceversa per Alpa

Secondo Lei, l’entrata in vigore della riforma forense servirà a eliminare pregiudizi di chi  considera le Facoltà di Giurisprudenza un Refugium Peccatorum?

Il nuovo ordinamento forense non si occupa, perché non potrebbe, del percorso universitario. Il CNF, in sintonia con i rappresentanti delle Università, ritiene che si possa procedere alla sua revisione solo all’interno di un disegno organico e non frammentario. Studiando le modalità di formazione. L’ingresso sul mercato del lavoro. Le risorse umane e finanziarie effettivamente a disposizione delle Università.”

“In recenti incontri, il Consiglio e la Conferenza dei presidi delle facoltà di giurisprudenza hanno convenuto sulla necessità che gli operatori, avvocatura e Facoltà, siano sempre coinvolti  in ciascuno dei progetti che coinvolgono i corsi di studio. Posto che adesso si imputano compiti  e impegni di cooperazione.”

“Di qui la richiesta d’interlocuzione costante con i ministri competenti dell’istruzione e della giustizia, anche in relazione alla grande preoccupazione circa la situazione precaria in cui versano attualmente le Università.”

“Certo, il nuovo ordinamento forense punta ad un avvocato indipendente, competente, qualificato e specializzato, e dunque disciplina in una serie di norme il percorso professionale per tutta la durata della professione (dall’accesso in poi-formazione continua- specializzazione-esercizio continuativo della professione) in modo che, pur preservando il principio di libertà professionale, e l’impegno dei giovani e delle donne avvocato, negli albi siano iscritti coloro che scelgono convintamente la professione di avvocato, che è una missione prima che un’attività professionale”.

Il nuovo esame di avvocato secondo la riforma forense: cosa cambia

La riforma forense muterà anche i criteri di svolgimento dell’esame per l’abilitazione alla professione forense?

“Il nuovo ordinamento forense contiene molte novità sul tirocinio, che è confermato a 18 mesi. Occorrerà seguire alcuni corsi professionalizzanti ma sarà compatibile con attività di lavoro subordinato; Ai tirocinanti sarà dovuto il rimborso spese e per la prima volta viene stabilita la possibilità del compenso commisurato all’effettivo apporto professionale. Il tirocinio potrà essere svolto contemporaneamente presso due avvocati in modo che il praticante abbia una sufficiente offerta formativa, oppure presso gli uffici giudiziari ed è prevista l’anticipazione per non più di sei mesi durante l’ultimo anno di università. L’esame di abilitazione in sé non cambia poi tanto”.

Secondo Lei, la riforma servirà a plasmare una nuova e diligente generazione di avvocati? 

“Il nuovo ordinamento professionale si fa ampiamente carico delle esigenze di ammodernamento della professione in tema di maggiore qualificazione degli avvocati. Di ingresso alla professione dei giovani più meritevoli. Che potranno contare su un avviamento professionale più garantito con un tirocinio adeguatamente retribuito. Di compensi professionali trasparenti e liberamente concordati con il cliente. Controllo disciplinare sulla correttezza degli avvocati. Di assicurazione obbligatoria per coprire gli eventuali danni provocati ai clienti, di società tra avvocati, peraltro con una responsabilità rafforzata.”

“Il nuovo ordinamento forense chiede effettivamente un impegno agli avvocati, ai giovani e ai meno giovani. Ma prevede anche disposizioni che renderanno il mercato professionale più corretto. Al riparo da una concorrenza non qualificata, e dunque ci si auspica più soddisfacente per tutti. Credo che i giovani potranno affacciarsi con più fiducia alla professione.”

“Ci sono anche delle norme in materia previdenziale, che comunque si fanno carico della situazione più delicata dei giovani avvocati e delle donne avvocato”.

Quali sono le competenz delle Fondazioni del Consiglio Nazionale Forense

“Le Fondazioni sono molto operose e il loro lavoro è molto importante. La Scuola superiore dell’avvocatura si occupa di predisporre progetti di coordinamento delle Scuole forensi alle quali accedono gli aspiranti avvocati. Organizza corsi per i formatori delle Scuole. Promuove corsi presso la Unione europea. Promuove progetti per la formazione anche culturale degli aspiranti avvocati.”

“La Fondazione dell’Avvocatura italiana si occupa di formazione continua. Accredita i corsi a livello nazionale. Sta studiando una piattaforma per la formazione on-line (e-learning) in modo che gli avvocati possano aggiornarsi anche dal proprio studio”. – Conclude Guido Alpa –

La riforma forense, ha il pregio di rinvigorire il ruolo degli avvocati, attribuendo alla funzione di difesa dei diritti il rango di norma primaria.

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