• Google+
  • Commenta
8 marzo 2013

Concorso Scuola 2012/13 Fase Correzione – Concorso scuola: Criteri Correzione e Griglia Valutazione. E’ già Caos

Concorso Scuola 2013

Terminati gli scritti del concorso scuola 2012/13 è giunta l’ora delle loro correzioni, ma, al di là di generici parametri, mancano criteri precisi di valutazione degli elaborati.

Stanno nascendo comitati per la tutela degli esclusi e per garantire la regolarità delle correzioni delle prove scritte.

Si è conclusa lo scorso 1 marzo la tornata degli scritti del concorso scuola per assegnare 11.542 posti da insegnante e adesso c’è grande attesa per la loro correzione.

Gli occhi dei candidati, ma anche delle associazioni professionali e sindacali, sono puntati sul lavoro delle commissioni esaminatrici, e si stanno già costituendo comitati in difesa degli esclusi o contro l’obbligatorietà della prova d’inglese nel Concorso Scuola dell’infanzia e di quella primaria.

Tutto ciò mentre si è in attesa di conoscere i criteri che il ministero dell’istruzione sembrava intenzionato a dettare per assicurare un minimo di omogeneità in tutte le regioni e per tutti i posti e le classi in cui il concorso si articola.

Concorso Scuola 2012: criteri di correzione del concorso scuola

A evitare difformità di giudizi e disparità di trattamento tra una commissione e l’altra non è sufficiente il comunicato del 15 gennaio scorso, che elenca generici criteri di correzione del concorso scuola:

  • correttezza linguistica: ortografia e sintattica; terminologia appropriata
  • completezza: presenza di argomentazioni favorevoli e/o contrarie a questioni problematiche; presenza di una prospettiva storica e didattica
  • originalità’: itinerari didattici adeguati e produttivi e/o presenza di spunti insoliti ma adeguati
  • pertinenza: esposizione ampiamente congruente alle indicazioni e alle richieste della traccia, esposizione sostanzialmente congruente alle indicazioni e alle richieste della traccia; esposizione frammentaria, disorganica con argomentazioni confuse e generiche rispetto alle indicazioni della traccia; presenza di esempi contestualizzati, personali e/o riferimento e ricerche nazionali e internazionali.

Con la precisazione che ogni commissione potrà anche integrarli, aggiungendo specifici indicatori, eventualmente differenziati per le diverse aree disciplinari, o modificarli, motivandone in tal caso le ragioni.

Occorre un provvedimento normativo che modifichi l’attuale regolamento sullo svolgimento dei concorsi pubblici e che devolva all’amministrazione centrale la decisione sui criteri e le modalità di valutazione delle prove concorsuali, oggi di stretta competenza delle commissioni giudicatrici.

Per garantire uniformità di valutazione non basta nemmeno avere individuato questi 4 generalissimi criteri, ma occorre dare ad essi uno specifico peso.

Tra l’altro, anche adottando gli stessi parametri di giudizio, il voto può essere diverso a seconda del diverso grado di intersecazione tra loro.

Il tempo per un intervento normativo, però, sembra ormai scaduto. Definire ora una griglia di valutazione a livello nazionale senza un preventivo confronto con la comunità scientifica e le associazioni di categoria pare perciò del tutto impraticabile: i candidati devono rassegnarsi al fatto che elaborati identici o tutt’alpiù simili possono essere diversamente giudicati da commissioni diverse.

Intanto, considerata l’incertezza politica determinata dal recente risultato elettorale, il consiglio dei ministri ha ufficialmente dato il via libera al decreto sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione. Si tratta  del sì finale che porta a regime la sperimentazione già in corso nelle scuole, e sulla quale lo stesso segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani si era pronunciato con cautela chiedendo di soprassedere, considerando la delicatezza della tematica e il fatto che il governo tecnico è ormai giunto quasi alla fine del mandato.

L’obiettivo del decreto è definire con le scuole azioni di miglioramento, con il supporto dell’Indire (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa) delle università, degli enti di ricerca e delle associazioni culturali. Ogni scuola dovrà fare la rendicontazione sociale del lavoro svolto e dei risultati raggiunti.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy