Cocaina e Giovani: cresce l’uso di la considerano il nuovo sballo

Redazione Controcampus 15 Maggio 2013

Di cosa si parla quando diciamo cocaina e giovani e perchè il fenomeno si diffonde a macchia d'olio? A spiegarlo è il dottor Pavarin.

Diffusa inizialmente tra i più facoltosi, a causa del suo prezzo elevato, la cocaina è in brevissimo tempo divenuta la droga anche dei più giovani.

Questo perchè il prezzo di mercato si è ridotto incredibilmente e con questo anche la sua “qualità” Attualmente una striscia di polvere bianca si riesce a trovare anche a 10 euro.

Cocaina e Giovani – L’uso di cocaina, nella fascia di età 15 – 64 anni in Italia se consideriamo i soli dati dell’ultimo mese è del 0,7% della popolazione totale (+0,2 rispetto alla media europea), il 2,1% nell’ultimo anno (+0,9% della media europea) e il 7% ha provato la polvere bianca almeno una volta nell’arco della sua vita (+2,7% rispetto alla media europea).

La tendenza dell’Italia, se si guarda alla media europea, è preoccupante: dal 2001 al 2005 i consumatori di polvere bianca sono cresciuti dell’1,5% e solo dal 2005 al 2008 siamo riusciti a invertire la rotta con un decremento dello 0,3%.

Sempre maggiore è il binomio cocaina e giovani e sempre più ragazzi ne diventano dipendenti. Molto spesso l’ignoranza che circonda questa droga è enorme, infatti, da molti è ritenuta naturale o addirittura si crede che non crei dipendenza. Di tutt’altro avviso sono gli specialisti, come il dottor Pavarin, direttore dell’Osservatorio epidemiologico metropolitano e membro del CESAF, al quale abbiamo fatto alcune domande sulla preoccupante circostanza cocaina e giovani.

Cocaina e Giovani: tra cronaca e scienze: dipendenza, cause e soluzioni

La croncaca ci racconta che è in crescita il binomio cocaina e giovani, quali sono gli effetti che questa droga ha sulla psiche dei consumatori abituali e/o occasionali?

“I consumatori potrebbero essere portatori di problemi sanitari e/o psicologici rilevanti. L’uso infatti provoca tachicardia, aumento della pressione sanguigna, della temperatura corporea e della respirazione, aumenta la sicurezza percepita, la velocità di pensiero/linguaggio, dà la percezione di un miglioramento del tono dell’umore e delle prestazioni motorie e intime, determina una condizione psico/fisica di assenza di stanchezza e attenuazione delle sensazioni di dolore”.

“Come effetti collaterali provoca il cosiddetto «down», accompagnato da stanchezza, malinconia, difficoltà nella concentrazione/attenzione, inappetenza, insonnia. Per chi consuma i rischi a breve termine possono essere dovuti a blocchi della circolazione del sangue, arresto cardiaco, ictus cerebrale, decesso per overdose. A medio e lungo termine può provocare dipendenza psicologica, ansietà, paranoie, depressione e disturbi dell’umore, manie di persecuzione, mancanza di appetito, insonnia, allucinazioni, deliri, perdita del controllo dei propri impulsi e disorientamento. A partire dalla fine degli anni ’90 l’uso di Cocaina è emerso come una delle principali cause di morbilità e mortalità, in modo particolare negli USA, dove rappresenta almeno un terzo dei decessi droga correlati nei dipartimenti di emergenza”.

“Questi risultati sono confermati da altri studi condotti in Europa Canada e Australia: il numero di decessi correlati all’uso continuativo di Cocaina è in aumento negli Stati Uniti ed in Europa. Negli ultimi anni sono stati pubblicati molti studi che descrivono una elevata mortalità per problemi cardiocircolatori, incidenti stradali, overdose, suicidio ed omicidio, ed il rischio risulta più elevato in relazione all’uso combinato con altri stupefacenti (soprattutto Eroina) ed Alcol.”

“Il consumo di Cocaina produce numerosi effetti negativi sul sistema cardiaco, ma l’unico effetto chiaro, esclusi i soggetti con altri problemi fisici o ereditari, ed escluse le overdose dovute ad elevati dosaggi, è che il processo richiede un tempo medio lungo per svilupparsi. I disturbi cardiovascolari associati all’uso di Cocaina sono stati descritti da numerosi autori, anche se per alcuni studi i rischi vanno limitati ai soli effetti acuti. Uno degli studi più recenti è lo studio di mortalità sulla coorte di 347 cocainomani che si sono rivolti ai SERT dell’area metropolitana di Bologna nel periodo compreso dal 1978 al 2004.In questa popolazione il rischio di mortalità è elevato, concentrato nei maschi e per disturbi cardiovascolari.”

Binomio cocaina e giovani – minorenni: motivazioni e ragioni

“In letteratura si evidenziano differenti motivazioni all’uso di cocaina in relazione all’età e al genere umano: tra le femmine prevarrebbe l’uso come «supporto sociale» e per specifici effetti fisici (perdere peso, avere rapporti, rimanere svegli), tra i maschi per sperimentare nuove droghe e aumentarne l’effetto, tra i più giovani per dimenticare i problemi, tra i più anziani per aumentare l’euforia Tutti gli studi specifici condotti negli ultimi anni riportano un progressivo aumento dell’uso della Cocaina in Italia. Come abbiamo visto più sopra, il consumo riguarda non solo le fasce giovanili ed i contesti del divertimento notturno, ma anche ampie fasce di adulti ed è trasversale a differenze sociali, di età e di genere.”

“Tale dato va posto in relazione alla crescita della fascia di consumatori abituali e occasionali, al consolidamento del mercato, all’uso di tale sostanza tra gli eroinomani in alternativa o in concomitanza dell’Eroina. Nella popolazione generale il consumo di Cocaina sembra rivestire un carattere occasionale, circoscritto prevalentemente ai fine settimana e ad ambienti ricreativi, dove può raggiungere livelli elevati. Le ricerche condotte tra i giovani nei locali da ballo e negli ambienti dove si ascolta la musica in diversi paesi europei rivelano in questi luoghi stime sulla prevalenza del consumo superiori a quelle registrate nella popolazione generale. La principale è la curiosità, ma incidono anche la facile disponibilità ed il basso costo”

Disintossicazione molto complicata, quali sono gli aiuti che servono

“L’ignoranza del consumatore sulla reale pericolosità della sostanza lo rende innanzitutto inconsapevole di avere una dipendenza ed in secondo luogo lo porta comunque a non comunicare ai sanitari, in caso di intervento d’urgenza, per cause apparentemente non da imputare alla sostanza, la sua abitudine all’uso della sostanza stessa proprio perché considerata non una «droga» ma un eccitante.”

“Studi recenti hanno dimostrato che l’abuso di cocaina è associato con alterazioni significative nel comportamento impulsivo e nelle funzioni esecutive: comprendere le motivazioni specifiche dell’uso è utile per identificare profili specifici dell’uso e specifici programmi d’intervento. Per esempio è stato dimostrato che combinare un approccio community reinforcement con incentivi migliora i risultati ottenuti col trattamento nei pazienti cocaina-dipendenti in quanto costringe le persone che ne fanno uso a pianificare una strategia per raggiungere obiettivi che sono stati rimandati nel tempo”. 

Ma cosa ne pensano i giovani dell’uso della cocaina? L’Abbiamo chiesto a V.E. di Marano, un comune limitrofo di Napoli. V. E. ha 27 anni e lavora in una ditta edile e da 5 anni usa cocaina. Gli abbiamo rivolto qualche domanda per capire il perchè faccia uso di cocaina e della sua opinione sul binomio cocaina e giovani.

Come ti sei avvicinato alla cocaina?

“La prima volta avevo 20 anni a farmela provare fu un ragazzo che faceva parte del gruppo di amici con i quali uscivo dopo il lavoro. Una sera mentre eravamo nel parchetto del nostro quartiere ha cacciato dalla tasca una pallina di cocaina e ha steso quattro strisce sulla custodia di un CD. All’inizio eravamo tutti titubanti, ma dopo un po’ mi sono fatto convincere e l’ho provata”.

Motivi per cui tanti giovani si avvicinano alla cocaina

“Penso che alla fine siano gli stessi motivi che spingo i ragazzi ad usare qualsiasi tipo di droga. Voglia di ”sballarsi”, il fascino del proibito. Negli anni passati la marijuana era diffusissima, oggigiorno la cocaina costa molto meno ed è molto più facile da trovare e allora molte persone sono attratte da questa nuova e potente droga.”

La cocaina è una droga pesante, crea dipendenza molto elevata, credi che i giovani non si rendano conto di questo?

“Sinceramente non penso che quando un ragazzo si avvicina ad una droga si faccia tutte queste domande. La prova e basta. Droghe leggere, droghe pesanti, è uguale per un ragazzo che vuole farsi. Molti dei ragazzi che fanno uso di cocaina non sanno nemmeno quale siano le differenze con una canna o con l’eroina. La cocaina viene vista solo come sballo.”

Come ti spieghi la diffusione della cocaina tra i giovani?

“Chi fa uso di cocaina spesso lo fa in concomitanza a serate in discoteche o alle feste. E’ una droga che ti permette di essere eccitatissimo e frenetico. Molti la usano per poter stare sveglio fino alla mattina.”

Vincenzo Gatta

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto