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13 maggio 2013

Quartetto di Venezia concerto per Giovanni Morelli

Università “Cà Foscari” di VENEZIA – Martedì 14 maggio, ore 20, Auditorium Santa Margherita con il Quartetto di Venezia. Il 23 e 24 maggio a Parigi un convegno a lui dedicato a ca’ foscari concerto per Giovanni Morelli

Nasce l’associazione intitolata al musicologo

L’associazione ha la finalità di preservare, riordinare e rendere accessibile il ricchissimo lascito culturale, teorico e didattico dello studioso

A due anni dalla scomparsa, l’Università Ca’ Foscari Venezia ricorda il professor Giovanni Morelli con un concerto a lui dedicato, nel giorno del suo compleanno, il 14 maggio. L’iniziativa si terrà alle ore 20 (ingresso libero) all’Auditorium Santa Margherita.

Gli appuntamenti in ricordo di Morelli proseguono a Parigi, il 23 e 24 maggio, con il convegno internazionale Giovanni Morelli ou la musicologie hors d’elle organizzato dall’Université Paris 8 Saint-Denis, dal Centre Culturel Italien e dalla Fondazione Giorgio Cini.

Il concerto di questa serata rispecchia alcune predilezioni di Giovanni Morelli. Ovviamente non si intende offrire un percorso adeguato (molteplici le curiosità conoscitive del grande studioso), ma soltanto qualche scheggia dei suoi interessi.  Maderna e Malipiero hanno occupato l’attività musicologica di Morelli per un ventennio, mentre era direttore dell’Istituto per la musica della Fondazione Giorgio Cini, ove è conservato l’archivio del compositore asolano. Gli interessi di Morelli spaziavano dalla musica “alta” alla musica “bassa”, dal teatro barocco a Stockhausen, dal ragtime alla ricerca elettronica. Tra i testi della nuova musica prediletti il Quartetto del 1955 di Bruno Maderna, ove permangono i lacerti della cosiddetta “serialità organizzata”, che il compositore veneziano avrebbe di lì a poco abbandonato. Il geometrismo analitico dell’opera è ravvivato da una cantabilità diffusa e da una luce timbrica tipica della neoavanguardia italiana (ricordo che Morelli ha promosso due volumi su Maderna e ha rintracciato il monumentale Requiem giovanile ritenuto perduto).

Maderna è stato allievo di Malipiero. Dopo un periodo di apprendistato, ha seguito, come direttore d’orchestra, i corsi di Hermann Scherchen, per poi diventare una delle figure più rilevanti della Scuola di Darmstadt, centro del radicalismo sperimentale europeo. Tuttavia non abbandonò mai l’interesse per i repertori marciani, da Giovanni Gabrieli a Monteverdi, approfonditi nel laboratorio rinascimentale e barocco di Malipiero. I Rispetti e strambotti, del 1920, sono l’opera che più chiaramente incarna la doppia anima del musicista veneziano: il sogno di freschezza sorgiva, con uno sguardo alla musica rapsodica e l’impulso alla modernità: è stato il protagonista dell’avanguardia italiana degli anni Venti. Dice Malipiero: «Le risorse sonore di cui dispongono gli strumenti che formano il quartetto d’archi sono infinite e possono benissimo permettere di uscire dall’atmosfera della musica da camera per farci respirare l’aria delle strade e della campagna».

La seconda parte del programma si apre con i Microludi, scritti nel 1977, di György Kurtág, autore prediletto cui Morelli ha dedicato un vastissimo fondamentale saggio. Questa folgorante pagina accoglie l’eredità aforistica di Webern come poetica del frammento: evocazione visionaria di un espressionismo sommerso. Nel contempo la declamazione strumentale si colora di parole sonore tipicamente ungheresi, ove si affaccia l’ombra di Bartók. La presenza di Webern non ha nulla di schematico o razionale: come si è detto Kurtág è espressionista e atonale piuttosto che dodecafonico e seriale. I Microludi sono catastrofi miniaturistiche e appelli metafisici: le alternative del pensiero di Kurtág, che vedeva in Bartók il suo maestro ideale. Di questi si propone il sesto Quartetto del 1939, che segna il momento della riflessione contemplativa e l’attenuazione delle tensioni dei quartetti anteriori. Il “Mesto” iniziale, ritornante come un leitmotiv, è interrotto da una Marcia incisiva e da una Burletta ironica e grottesca che rinvia a modalità proprie del Bartók precedente. Riemerge la passione per l’ultimo Beethoven nella concentrazione severa delle sezioni lente e nell’emozionato congedo liberatorio.

Il Quartetto di Venezia è uno dei più celebri quartetti d’archi contemporanei.

Rigore analitico e passione sono i caratteri distintivi dell’ensemble veneziano, qualità ereditate da due scuole fondamentali dell’interpretazione quartettistica: quella del “Quartetto Italiano” sotto la guida del M° Piero Farulli e la Scuola Mitteleuropea del “Quartetto Vegh”, tramite i numerosi incontri avuti con Sandor Vegh e Paul Szabo.

Il “Quartetto di Venezia” ha suonato in molti luoghi prestigiosi in Italia e nel mondo tra cui la National Gallery a Washington, Palazzo delle Nazioni Unite a New York, Sala Unesco a Parigi, IUC a Roma, Serate Musicali di Milano, Kissinger Sommer, Ossiach/Villach, Klangbogen Vienna, Palau de la Musica Barcellona, Tivoli Copenhagen, Societè Philarmonique a Bruxelles.

Il repertorio del “Quartetto di Venezia” è estremamente ricco e include opere raramente eseguite come i quartetti di G. F. Malipiero (“Premio della Critica Italiana” quale migliore incisione cameristica).

Ultima produzione è l’uscita dell’integrale dei sei quartetti di Luigi Cherubini, registrati per la DECCA in tre cd. Numerose sono anche le registrazioni radiofoniche e televisive per la RAI & RAI International, Bayerischer Rundfunk, New York Times (WQXR), ORF1, Schweizer DRS2, Suisse Romande, Radio Clasica Espanola, MBC Sudcoreana.

Spinto dal piacere del suonare assieme, l’ensemble ha collaborato con artisti di fama mondiale tra i quali Bruno Giuranna,”Quartetto Borodin”, “Quartetto Prazak”, Piero Farulli, Paul Szabo, Oscar Ghiglia, Danilo Rossi, Dieter Flury (1° Flauto dei Wiener Philarmoniker), Pietro De Maria, Alberto Nosè.
In occasione del 25° anniversario, il “Quartetto di Venezia” ha ricevuto l’alto riconoscimento del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano.

Dall’agosto 2010 Giancarlo Di Vacri è la nuova viola del quartetto e sostituisce, dopo più di 25 anni di attività, Luca Morassutti.

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