Premio Sapio 2013. XIVa edizione del Premio Sapio: efficienza energetica emergenza nazionale

Redazione Controcampus 12 Luglio 2013

Efficienza energetica emergenza nazionale.

Il Premio Sapio raccoglie e rilancia l’appello di scienziati e studiosi sull’urgenza  di una vera politica energetica come pilastro dello sviluppo industriale. Stupefacenti i dati scaturiti dall’indagine Nomisma

La XIVa edizione del Premio Sapio per la Ricerca Italiana ha deciso di rilanciare un tema che non può più essere riservato agli addetti ai lavori, ai ricercatori, a chi fa statistica.

Un tema di tutti perché legato a doppio filo con l’economia, la crisi, lo sviluppo che qui, nel nostro Paese, sembra ormai un’utopia o una parola vuota di significato.

Il Premio Sapio ormai da 13 anni divulga ricerche, proposte, studi, dà valore alla ricerca italiana e raccoglie gli appelli che provengono dal mondo della scienza e dell’impresa per rilanciarli, richiamare l’attenzione delle istituzioni e del mondo politico.

Quest’anno il Premio Sapio ha riunito i maggiori esperti sul tema efficienza energetica e ha potuto così costruire una sorta di manifesto che sintetizza azioni, scelte, opportunità.

Un invito al mondo scientifico, alle istituzioni e alle aziende a considerare la fondamentale importanza, proprio in questo periodo di crisi, dell’innovazione, tecnologica e di processo, per la corretta gestione di risorse vitali per l’economia italiana come l’energia, l’ambiente e l’acqua e, nel contempo, a valorizzare ed estendere le esperienze virtuose e le buone prassi già applicate in questi settori.

Il manifesto sull’efficienza energetica raccoglie i contributi di

Luigi Orsenigo – Professore di Economia Applicata presso IUSS (University Institute for Advanced Studies), Pavia
Andrea Cocco
– Amministratore Delegato ARKEMA Italia
Roberto Ramadori – Dirigente di ricerca Istituto di Ricerca sulle Acque (IRSA) /Water Research Institute Consiglio nazionale delle Ricerche (CNR) / National Research Council
Maurizio Bottaini – Direttore Servizi Specialistici di Manutencoop Facility Management
Alessandro Clerici – Presidente Onorario FAST, Presidente del gruppo di studio WEC “Risorse energetiche e tecnologiche”, Senior Corporate Advisor CESI
Andrea Bairati
– Direttore Area Politiche Territoriali, Innovazione ed Education – Confindustria
Marcello Capra
– Senior Expert Dipartimento Energia Ministero dello Sviluppo Economico
Marzio Galeotti
– Professore di Economia dell’energia e dell’ambiente DEMM – Dipartimento di Economia Management e Metodi Quantitativi Università degli Studi di Milano, Presidente IAERE – Associazione Italiana degli Economisti dell’Ambiente e delle Risorse Naturali, Direttore di Ricerca IEFE Università Luigi Bocconi
Carlo Manna
– Responsabile Unità Centrale Studi e Strategie Enea (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile)
Giuseppe Sammarco
– Direttore esecutivo Fondazione Eni Enrico Mattei

Punto 1: occorre una vera politica energetica, con regole chiare e durature, per dare certezze ad operatori e consumatori. L’efficienza energetica deve diventare pilastro dello sviluppo industriale nel settore energetico.

Per ridurre sia il consumo delle limitate risorse fossili, formatesi in milioni di anni, che le emissioni di CO2, esistono due chiare strategiedice l’Ing. Alessandro Clerici, Presidente Onorario FAST,  Presidente del gruppo di studio WEC Risorse energetiche e tecnologiche,  Senior Corporate Advisor CESIcioè la razionalizzazione / riduzione dei consumi energetici e l’impiego di fonti energetiche prive di carbonio.

L’efficienza energetica è oltre il 50% della soluzione. Come mai non è fortemente implementata? Nel campo della produzione di energia elettrica, la teorica sostituzione di vecchi impianti termoelettrici inefficienti con quelli che si avvalgono delle recenti tecnologie porterebbe a livello globale a risparmiare oltre 2800 TWh (9 volte i consumi Italiani) con un risparmio di 2.2 miliardi di t/anno di CO2 (quasi il 9% delle totali emissioni) ed a non consumare 600 MTEP/anno.

Punto 2: si possono risparmiare consistenti somme nel costo della bolletta energetica degli edifici creando contemporaneamente nuova occupazione ed incremento del PIL.

Fino ad oggi ci siamo concentrati sugli impianti  OCCORRE INVECE  intervenire anche sugli involucri agendo in modo integrato sul  SISTEMA EDIFICIO – IMPIANTI.

Grazie a uno studio di Nomisma si è appurato che GLI INTERVENTI SULL’ INVOLUCRO DIMEZZANO I COSTI DELLA BOLLETTA ENERGETICA  – consentendo dei risparmi che arrivano al 60%

«… Relativamente al perimetro descritto l’investimento complessivo … darebbe luogo a un aumento di impatto sul PIL dell’1,4% e a un incremento di impatto sull’occupazione di 382.000 unità …».

… L’aumento del PIL … migliora i saldi di finanza pubblica, rispetto al sentiero programmato. Se lo Stato restituisce il maggiore gettito all’economia, senza incidere sul percorso che ha programmato di rientro del debito, si ottiene uno stimolo alla domanda aggregata notevolmente amplificato. …»

Punto 3: la cultura del costo sociale e la cultura del life cycle cost

L’Ing. Clerici, Presidente Onorario FAST, Presidente del gruppo di studio WEC “Risorse energetiche e tecnologiche”, Senior Corporate Advisor CESI, offre un quadro chiaro:

L’efficienza energetica, tutti ne parlano riportando potenziali enormi ma i fatti non corrispondono alle parole; perché?  Perché

  • E’ diffusa in milioni di applicazioni.
  • Mancano corrette e divulgate informazioni.
  • Nelle aziende chi è responsabile del CAPEX non è responsabile dell’OPEX ed è incentivato a “spremere” i fornitori per ridurre l’investimento iniziale.
  • Per molte aziende l’energia non è il core business.
  • In Italia gli energy managers contano poco e non hanno influenza sugli acquisti di impianti/macchinari che condizionano i consumi energetici,
  • Vi sono dubbi che la tecnologia ripaghi quanto promesso.

Si ha paura di contraffazioni (e in realtà energetica non è “sexy” come le rinnovabili).

Informazione e comunicazione sono fondamentali ma è importante trovare nuovi “messaggi” e nuove metodologie di comunicazione. Portare in televisione ed in internet campioni di “efficienza energetica” ed esperienze e indire presso le  associazioni industriali e non “premi annuali” per aziende che si distinguono per alta efficienza.

Occorre creare / arrivare ad una diffusa mentalità del “life cycle cost” contro la dominante cultura della riduzione del costo dell’investimento iniziale (CAPEX) e questo nei tre principali settori dei trasporti, industria ed edifici ed i governi con la collaborazione dei privati e NGO’s devono investire subito in campagne informative.

Punto 4: l’energia rappresenta una possibilità di sviluppo per tutti i popoli, costituendo un presupposto essenziale per ottimizzare la produzione agricola ed industriale e per arginare la povertà.

In tutto il mondo una persona su quattro non ha accesso all’elettricità, in “soldoni”1,5  miliardi di persone non hanno accesso all’elettricità e  concretamente  non possono svilupparsi.

NON SOLO:  nei Paesi emergenti  il numero di  morti causato da  combustione di materiali poveri (unica fonte  disponibile per produrre energia) sta superando  quello dei morti per AIDS.

Anche in Italia – come per gli altri paesi industrializzati – occorre ottimizzare l’efficienza energetica  per consentire ai Paesi non sviluppati di consumare di più accedendo a  fonti energetiche pulite  perché possano svilupparsi. In parole povere i Paesi ricchi devono consumare meglio (aumentando l’efficienza energetica) per bilanciare l’ineludibile  necessità dei Paesi emergenti di consumare di più per poter avviare quel processo di sviluppo a cui giustamente aspirano.

Così si esprime   Giuseppe SammarcoDirettore esecutivo Fondazione Eni Enrico Mattei .

Il ruolo delle imprese come supporto al mondo della ricerca e alle best practices

Tutti siamo  d’accordo – dice il Dott. Alberto Dossi, Presidente Gruppo Sapio – nell’asserire che l’innovazione e la ricerca siano gli elementi determinanti per lo sviluppo del paese: senza ricerca non ci può essere sviluppo e competitività. E’ proprio questo il vero obiettivo da centrare: e cioè incrementare la competitività del Paese e favorirne la crescita a livello internazionale, all’interno di un quadro di insieme in cui sia finalmente la “conoscenza” a fungere da volano per lo sviluppo economico.

Il Premio Sapio oggi vuole essere uno stimolo, verso i decisori  perché  adottino quei provvedimenti – ormai improrogabili – per dare concretamente valore alla ricerca, allo sviluppo, all’innovazione.

Il Premio Sapio: Giornate di studio e premiazione dei ricercatori che si sono segnalati per i loro studi

Compito del Premio Sapio è quello di divulgare ricerche, proposte, studi, .. è quello di dare valore alla ricerca italiana.

Il Premio Sapio, che ricordiamo è promosso, insieme alle maggiori Università, centri di ricerca e Istituzioni,  dal Gruppo Sapio, azienda leader nel settore dei gas tecnici e medicinali, puri, purissimi e liquidi criogenici, in questi anni ha voluto ribadire con forza proprio questo concetto: che la ricerca è una risorsa preziosa per un Paese e per questo ad essa vanno riservati attenzione vera e investimenti mirati, a fronte della passione, dell’entusiasmo, della dedizione che tanti ricercatori scelgono di dedicare a questo lavoro.

Il Premio Sapio viene promosso con il patrocinio di: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Camera Dei Deputati, Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero della Semplificazione, CNR, Istituto Superiore di Sanità  e una rosa qualificatissima di Enti, Università e strutture di ricerca.

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avatar Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro.Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte.Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto.Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo.Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics).I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto