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12 luglio 2013

Premio Sapio 2013. XIVa edizione del Premio Sapio: efficienza energetica emergenza nazionale

Premio Sapio
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Efficienza energetica emergenza nazionale. Il Premio Sapio raccoglie e rilancia l’appello di scienziati e studiosi sull’urgenza  di una vera politica energetica come pilastro dello sviluppo industriale. Stupefacenti i dati scaturiti dall’indagine Nomisma

La XIVa edizione del Premio Sapio per la Ricerca Italiana ha deciso di rilanciare un tema che non può più essere riservato agli addetti ai lavori, ai ricercatori, a chi fa statistica.

Un tema di tutti perché legato a doppio filo con l’economia, la crisi, lo sviluppo che qui, nel nostro Paese, sembra ormai un’utopia o una parola vuota di significato.

Il Premio Sapio ormai da 13 anni divulga ricerche, proposte, studi, dà valore alla ricerca italiana e raccoglie gli appelli che provengono dal mondo della scienza e dell’impresa per rilanciarli, richiamare l’attenzione delle istituzioni e del mondo politico.

Quest’anno il Premio Sapio ha riunito i maggiori esperti sul tema efficienza energetica e ha potuto così costruire una sorta di manifesto che sintetizza azioni, scelte, opportunità.

Un invito al mondo scientifico, alle istituzioni e alle aziende a considerare la fondamentale importanza, proprio in questo periodo di crisi, dell’innovazione, tecnologica e di processo, per la corretta gestione di risorse vitali per l’economia italiana come l’energia, l’ambiente e l’acqua e, nel contempo, a valorizzare ed estendere le esperienze virtuose e le buone prassi già applicate in questi settori.

Il manifesto sull’efficienza energetica raccoglie i contributi di

Luigi Orsenigo – Professore di Economia Applicata presso IUSS (University Institute for Advanced Studies), Pavia
Andrea Cocco
– Amministratore Delegato ARKEMA Italia
Roberto Ramadori – Dirigente di ricerca Istituto di Ricerca sulle Acque (IRSA) /Water Research Institute Consiglio nazionale delle Ricerche (CNR) / National Research Council
Maurizio Bottaini – Direttore Servizi Specialistici di Manutencoop Facility Management
Alessandro Clerici – Presidente Onorario FAST, Presidente del gruppo di studio WEC “Risorse energetiche e tecnologiche”, Senior Corporate Advisor CESI
Andrea Bairati
– Direttore Area Politiche Territoriali, Innovazione ed Education – Confindustria
Marcello Capra
– Senior Expert Dipartimento Energia Ministero dello Sviluppo Economico
Marzio Galeotti
– Professore di Economia dell’energia e dell’ambiente DEMM – Dipartimento di Economia Management e Metodi Quantitativi Università degli Studi di Milano, Presidente IAERE – Associazione Italiana degli Economisti dell’Ambiente e delle Risorse Naturali, Direttore di Ricerca IEFE Università Luigi Bocconi
Carlo Manna
– Responsabile Unità Centrale Studi e Strategie Enea (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile)
Giuseppe Sammarco
– Direttore esecutivo Fondazione Eni Enrico Mattei

Punto 1: occorre una vera politica energetica, con regole chiare e durature, per dare certezze ad operatori e consumatori. L’efficienza energetica deve diventare pilastro dello sviluppo industriale nel settore energetico.

Per ridurre sia il consumo delle limitate risorse fossili, formatesi in milioni di anni, che le emissioni di CO2, esistono due chiare strategiedice l’Ing. Alessandro Clerici, Presidente Onorario FAST,  Presidente del gruppo di studio WEC Risorse energetiche e tecnologiche,  Senior Corporate Advisor CESIcioè la razionalizzazione / riduzione dei consumi energetici e l’impiego di fonti energetiche prive di carbonio.

L’efficienza energetica è oltre il 50% della soluzione. Come mai non è fortemente implementata? Nel campo della produzione di energia elettrica, la teorica sostituzione di vecchi impianti termoelettrici inefficienti con quelli che si avvalgono delle recenti tecnologie porterebbe a livello globale a risparmiare oltre 2800 TWh (9 volte i consumi Italiani) con un risparmio di 2.2 miliardi di t/anno di CO2 (quasi il 9% delle totali emissioni) ed a non consumare 600 MTEP/anno.

Punto 2: si possono risparmiare consistenti somme nel costo della bolletta energetica degli edifici creando contemporaneamente nuova occupazione ed incremento del PIL.

Fino ad oggi ci siamo concentrati sugli impianti  OCCORRE INVECE  intervenire anche sugli involucri agendo in modo integrato sul  SISTEMA EDIFICIO – IMPIANTI.

Grazie a uno studio di Nomisma si è appurato che GLI INTERVENTI SULL’ INVOLUCRO DIMEZZANO I COSTI DELLA BOLLETTA ENERGETICA  – consentendo dei risparmi che arrivano al 60%

«… Relativamente al perimetro descritto l’investimento complessivo … darebbe luogo a un aumento di impatto sul PIL dell’1,4% e a un incremento di impatto sull’occupazione di 382.000 unità …».

… L’aumento del PIL … migliora i saldi di finanza pubblica, rispetto al sentiero programmato. Se lo Stato restituisce il maggiore gettito all’economia, senza incidere sul percorso che ha programmato di rientro del debito, si ottiene uno stimolo alla domanda aggregata notevolmente amplificato. …»

Punto 3: la cultura del costo sociale e la cultura del life cycle cost

L’Ing. Clerici, Presidente Onorario FAST, Presidente del gruppo di studio WEC “Risorse energetiche e tecnologiche”, Senior Corporate Advisor CESI, offre un quadro chiaro:

L’efficienza energetica, tutti ne parlano riportando potenziali enormi ma i fatti non corrispondono alle parole; perché?  Perché

  • E’ diffusa in milioni di applicazioni.
  • Mancano corrette e divulgate informazioni.
  • Nelle aziende chi è responsabile del CAPEX non è responsabile dell’OPEX ed è incentivato a “spremere” i fornitori per ridurre l’investimento iniziale.
  • Per molte aziende l’energia non è il core business.
  • In Italia gli energy managers contano poco e non hanno influenza sugli acquisti di impianti/macchinari che condizionano i consumi energetici,
  • Vi sono dubbi che la tecnologia ripaghi quanto promesso.

Si ha paura di contraffazioni (e in realtà energetica non è “sexy” come le rinnovabili).

Informazione e comunicazione sono fondamentali ma è importante trovare nuovi “messaggi” e nuove metodologie di comunicazione. Portare in televisione ed in internet campioni di “efficienza energetica” ed esperienze e indire presso le  associazioni industriali e non “premi annuali” per aziende che si distinguono per alta efficienza.

Occorre creare / arrivare ad una diffusa mentalità del “life cycle cost” contro la dominante cultura della riduzione del costo dell’investimento iniziale (CAPEX) e questo nei tre principali settori dei trasporti, industria ed edifici ed i governi con la collaborazione dei privati e NGO’s devono investire subito in campagne informative.

Punto 4: l’energia rappresenta una possibilità di sviluppo per tutti i popoli, costituendo un presupposto essenziale per ottimizzare la produzione agricola ed industriale e per arginare la povertà.

In tutto il mondo una persona su quattro non ha accesso all’elettricità, in “soldoni”1,5  miliardi di persone non hanno accesso all’elettricità e  concretamente  non possono svilupparsi.

NON SOLO:  nei Paesi emergenti  il numero di  morti causato da  combustione di materiali poveri (unica fonte  disponibile per produrre energia) sta superando  quello dei morti per AIDS.

Anche in Italia – come per gli altri paesi industrializzati – occorre ottimizzare l’efficienza energetica  per consentire ai Paesi non sviluppati di consumare di più accedendo a  fonti energetiche pulite  perché possano svilupparsi. In parole povere i Paesi ricchi devono consumare meglio (aumentando l’efficienza energetica) per bilanciare l’ineludibile  necessità dei Paesi emergenti di consumare di più per poter avviare quel processo di sviluppo a cui giustamente aspirano.

Così si esprime   Giuseppe SammarcoDirettore esecutivo Fondazione Eni Enrico Mattei .

Il ruolo delle imprese come supporto al mondo della ricerca e alle best practices

Tutti siamo  d’accordo – dice il Dott. Alberto Dossi, Presidente Gruppo Sapio – nell’asserire che l’innovazione e la ricerca siano gli elementi determinanti per lo sviluppo del paese: senza ricerca non ci può essere sviluppo e competitività. E’ proprio questo il vero obiettivo da centrare: e cioè incrementare la competitività del Paese e favorirne la crescita a livello internazionale, all’interno di un quadro di insieme in cui sia finalmente la “conoscenza” a fungere da volano per lo sviluppo economico.

Il Premio Sapio oggi vuole essere uno stimolo, verso i decisori  perché  adottino quei provvedimenti – ormai improrogabili – per dare concretamente valore alla ricerca, allo sviluppo, all’innovazione.

Il Premio Sapio: Giornate di studio e premiazione dei ricercatori che si sono segnalati per i loro studi

Compito del Premio Sapio è quello di divulgare ricerche, proposte, studi, .. è quello di dare valore alla ricerca italiana.

Il Premio Sapio, che ricordiamo è promosso, insieme alle maggiori Università, centri di ricerca e Istituzioni,  dal Gruppo Sapio, azienda leader nel settore dei gas tecnici e medicinali, puri, purissimi e liquidi criogenici, in questi anni ha voluto ribadire con forza proprio questo concetto: che la ricerca è una risorsa preziosa per un Paese e per questo ad essa vanno riservati attenzione vera e investimenti mirati, a fronte della passione, dell’entusiasmo, della dedizione che tanti ricercatori scelgono di dedicare a questo lavoro.

Il Premio Sapio viene promosso con il patrocinio di: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Camera Dei Deputati, Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero della Semplificazione, CNR, Istituto Superiore di Sanità  e una rosa qualificatissima di Enti, Università e strutture di ricerca.

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