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12 agosto 2013

Facoltà dove si guadagna. Ecco le facoltà dove si guadagna di più, che danno lavoro e occupazione: il presidente Anvur

Quale facoltà scegliere e qual’è la facoltà dove si guadagna di più. Guida a come scegliere la facoltà dove si guadagna di più, che danno lavoro e occupazione: Intervista al Presidente dell’ Anvur Fantoni

La scelta della facoltà, visti i tempi di crisi, non è più dettata soltanto dalle proprie attitudini ma anche dalle possibilità lavorative e, dunque, di guadagno ad esse connesse. Si cerca oggi la facoltà dove si guadagna di più e con maggiore possibilità di lavoro.

Per capire e scegliere la facoltà dove si guadagna di più, è bene che ogni studente, prima di iscriversi, rifletta bene sulla propria scelta e abbia una panoramica delle possibili soluzioni a sua disposizione: non solo sulla tipologia di facoltà ma anche delle università presso cui potersi iscrivere.

Per gli studenti non è semplice scegliere la facoltà e l’università più adatta in funzione di una preparazione di qualità.

Consigli utili sulla scelta dell’università e alla facoltà dove si guadagna di più

  1. Attitudine personale: è importante considerare cosa ogni studente desidera fare nella propria vita. Se si ha una certa passione, è importante coltivarla e tener presente che ci si sta preparando per qualcosa che farà parte della propria vita per sempre; insomma, scegliere di studiare qualcosa per cui non si ha alcuna passione è un grosso errore, si rischia di non concludere mai gli studi!
  2. Riconoscere con onestà le proprie capacità: altrettanto importante è considerare le proprie capacità; per quanto una persona possa avere una grande passione per la letteratura, non è detto sia in grado, ad esempio, di approcciare con dimestichezza all’analisi di un testo oppure, peggio ancora, alla traduzione di un testo latino. Non possiamo scegliere qualcosa non alla nostra portata. Studiare facoltà come ingegneria, matematica, ecc..non è un impegno di poco conto; tutti vorremmo essere dei premi Nobel per la fisica ma ben pochi di noi se lo possono permettere.
  3. Le possibilità offerte dagli studi fatti: se i primi due punti sono stati chiariti, è giusto valutare quale tra le possibilità a disposizione nel ramo scelto dà più sbocchi. Se, ad esempio, si ha una predisposizione per il ramo scientifico-matematico e una predisposizione per l’ingegneristica, è bene scegliere un indirizzo di ingegneria che permetta non solo di poter toccare con mano ciò che più interessa (meccanica, informatica, ecc..) ma anche di approcciare agli altri rami del campo. È bene, dunque, che lo studente verifichi bene quali sono le possibilità di ogni indirizzo per avere più porte aperte nel lavoro.
  4. Parlare con qualcuno: è innegabile che l’esperienza è la miglior fonte di consigli. Parlare con qualcuno che ha studiato o sta studiando ciò che vorremmo fare è enormemente di aiuto poiché può aprire la mette su sbocchi e limiti di ogni facoltà.
  5. Usufruire dell’orientamento: le scuole superiori, spesso, offrono ai maturandi dei mezzi per conoscere meglio i singoli indirizzi di studio universitari e le possibilità professionali che offrono. Le visite agli atenei aiutano molto: è bene, in questi incontri, raccogliere più informazioni possibili chiedendo informazioni a chi di competenza, in fondo sono lì per questo!

Altro fattore importante per è l’ateneo scelto.

Non è certo una cattiveria ammettere che difficilmente ogni ateneo offre lo stesso livello per ogni facoltà: esistono università migliori di altre e facoltà più complete di altre. A questo proposito, la guida Censis 2013/2014 ha stilato una classifica delle università migliori; è divisa in categorie a seconda del numero di iscritti.

Rispetto alla categoria Mega (oltre 40.000 iscritti) vediamo come le università del Nord Italia sono maggiormente riconosciute rispetto a quelle del meridione anche rispetto al dato facoltà dove si guadagna di più.

Le prime cinque posizioni, infatti, sono occupate da atenei del nord quali Bologna, Padova, Pisa, Firenze e Torino. L’università di Napoli Federico II, purtroppo, occupa solo l’undicesimo posto (ossia l’ultimo).

L’Anvur, Agenzia Nazionale della Valutazione delle Università e della Ricerca , ha analizzato minuziosamente le varie università  stilando una classifica anche rispetto al dato delle facoltà dove si guadagna di più.

Per avere maggiori chiarimenti su rapporto Anvur e per capire come scegliere la facoltà dove si guadagna di più, abbiamo intervistato Stefano Fantoni, Presidente Anvur, a proposito delle università italiane e del metodo di valutazione da loro utilizzato per classificarle.

Presidente Fantoni, quali sono i principali criteri attraverso cui valutate le università italiane anche rispetto alla scelta della facoltà dove si guadagna di più?

“Abbiamo valutato i cosiddetti prodotti di ricerca: lavori scientifici, brevetti e vari tipi di attività di ricerca svolti da docenti e ricercatori universitari. Abbiamo chiesto loro tre di questi prodotti creati nel periodo 2004/2010 mentre a quelli degli enti di ricerca ne abbiamo chiesti dieci; la differenza sta nel fatto che chi lavora nelle università esercita anche un’attività didattica oltre che di ricerca.

Le università e gli enti esaminati che non avevano alcun prodotto da sottoporre sono stati, ovviamente, penalizzati; quelli pervenuti, invece, sono passati sotto il nostro vaglio di giudizio, quest’ultimo diviso in due tipi: il primo è definito bibliometrico, relativo agli articoli che il ricercatore/docente ha pubblicato, a proposito del proprio lavoro, nelle riviste di settore (anche internazionali); questi articoli a loro volta ricevono delle citazioni, in base a quante ne sono state fatte si ricava un indice di qualità del prodotto stesso. Questo valore è legato ad un altro fattore: la qualità della rivista.

Il secondo tipo è chiamato peer review (valutazione tra pari): le facoltà sono state divise tra le 14 aree disciplinari principali e sono stati selezionati diverse centinaia di ricercatori, tutti di altissimo livello, i quali hanno gestito la valutazione basandosi sul tipo di area disciplinare. Ad esempio, le facoltà umanistiche sono state valutate in peer review poiché non vengono pubblicati articoli su riviste così come accade, invece, nelle discipline scientifiche. Sulla base di questo è stato possibile stilare una graduatoria delle migliori università e facoltà italiane.”

Oggi i giovani scelgono un percorso universitario anche sulla base del futuro lavorativo – remunerativo – occupazionale: ovvero cercando la facoltà dove si guadagna di più. Quale suggerimento si sente di dare agli studenti che approcciano alla scelta di un’università ?

“Innanzitutto suggerisco di capire quale ramo è più adatto alle proprie capacità e che suscita in lui più interesse. In seguito, lo inviterei a consultare le nostre graduatorie per vedere, in base alla nostra valutazione, quale università è più specializzata nel ramo di suo interesse.”

Quali sono le migliori università secondo la vostra valutazione e quale le facoltà dove si guadagna di più?

“Le nostre valutazioni hanno fatto emergere una notevole differenza tra Nord e Sud poiché le università del meridione, a confronto con le altre, non raggiungono livelli sempre ottimali e, per questa ragione, risultano penalizzate. Osservando i nostri dati, l’Università di Padova, tra le grandi, pare sia un ottimo ateneo, il migliore in assoluto. Tra quelle medie Trento spicca in maniera particolare. Decisamente più spiacevole è dire quale sia la peggiore: le università telematiche coprono il fondo delle nostre classifiche, mentre tra gli atenei l’Università di Messina purtroppo non ha ottenuto buone valutazioni. Questa è la fotografia di una realtà oggettiva, ovviamente speriamo tutti che università in condizioni qualitativamente inferiori possano risollevarsi quanto prima. Sarebbe di grande aiuto se gli studenti del Sud non si spostassero al Nord e provvedessero, col loro contributo a migliorare le condizioni degli atenei meridionali.”

Complessivamente, qual è il giudizio sulle università italiane?

“Il giudizio è positivo: se lo si paragona per qualità e produzione, l’università italiana si colloca al di sopra della media mondiale. È bene, dunque, che gli studenti sappiano che l’università del nostro paese è buona, nonostante ci siano università migliori e peggiori.”

Vista la crisi che attraversa il paese è d’obbligo che gli studenti si pongano alcune domande: qual è il tasso occupazionale di ogni facoltà? E il guadagno mensile? In breve qual’è la facoltà dove si guadagna di più

Ecco le 15 facoltà dove si guadagna di più, che danno lavoro e occupazione

  • Agraria
    • Guadagno: 890 euro al mese (media)
    • Tasso di occupazione: 72%
  • Ingegneria
    • Guadagno: 1100 euro al mese
    • Tasso di occupazione: 46,1%
  • Lettere e Filosofia
    • Guadagno: 740 euro al mese
    • Tasso di occupazione: 71,5%
  • Medicina
    • Guadagno: 1250 euro al mese
    • Tasso di occupazione: 83,3%
  • Giurisprudenza
    • Guadagno: 1200 euro
    • Tasso di occupazione: 60,9%
  • Scienze della Formazione/Educazione
    • Guadagno: 980 euro al mese
    • Tasso di occupazione: 89,9%
  • Scienze Politiche
    • Guadagno: 1050 euro al mese
    • Tasso di occupazione: 74,4%
  • Farmacia
    • Guadagno: 900 euro al mese
    • Tasso di occupazione: 69,7%
  • Lingue e Letterature Straniere:
    • Guadagno: 780 euro al mese
    • Tasso di occupazione: 71%
  • Architettura
    • Guadagno: 770 euro al mese
    • Tasso di occupazione: 71,4%
  • Economia
    • Guadagno: 980 euro al mese
    • Tasso di occupazione: 71,7%
  • Psicologia:
    • Guadagno: 750 euro al mese
    • Tasso di occupazione: 71%
  • Scienze Matematiche, Chimiche e Fisiche
    • Guadagno: 910 euro al mese
    • Tasso di occupazione: 74,6%
  • Biologia:
    • Guadagno: 700 euro al mese
    • Tasso di occupazione: 62,2%
  • Scienze Motorie
    • Guadagno: 750 euro al mese
    • Tasso di occupazione: 83,4%
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