Facoltà dove si guadagna. Ecco le facoltà dove si guadagna di più, che danno lavoro e occupazione: il presidente Anvur

Redazione Controcampus 12 Agosto 2013

Quale facoltà scegliere e qual'è la facoltà dove si guadagna di più.

Guida a come scegliere la facoltà dove si guadagna di più, che danno lavoro e occupazione: Intervista al Presidente dell’ Anvur Fantoni

La scelta della facoltà, visti i tempi di crisi, non è più dettata soltanto dalle proprie attitudini ma anche dalle possibilità lavorative e, dunque, di guadagno ad esse connesse. Si cerca oggi la facoltà dove si guadagna di più e con maggiore possibilità di lavoro.

Per capire e scegliere la facoltà dove si guadagna di più, è bene che ogni studente, prima di iscriversi, rifletta bene sulla propria scelta e abbia una panoramica delle possibili soluzioni a sua disposizione: non solo sulla tipologia di facoltà ma anche delle università presso cui potersi iscrivere.

Per gli studenti non è semplice scegliere la facoltà e l’università più adatta in funzione di una preparazione di qualità.

Consigli utili sulla scelta dell’università e alla facoltà dove si guadagna di più

  1. Attitudine personale: è importante considerare cosa ogni studente desidera fare nella propria vita. Se si ha una certa passione, è importante coltivarla e tener presente che ci si sta preparando per qualcosa che farà parte della propria vita per sempre; insomma, scegliere di studiare qualcosa per cui non si ha alcuna passione è un grosso errore, si rischia di non concludere mai gli studi!
  2. Riconoscere con onestà le proprie capacità: altrettanto importante è considerare le proprie capacità; per quanto una persona possa avere una grande passione per la letteratura, non è detto sia in grado, ad esempio, di approcciare con dimestichezza all’analisi di un testo oppure, peggio ancora, alla traduzione di un testo latino. Non possiamo scegliere qualcosa non alla nostra portata. Studiare facoltà come ingegneria, matematica, ecc..non è un impegno di poco conto; tutti vorremmo essere dei premi Nobel per la fisica ma ben pochi di noi se lo possono permettere.
  3. Le possibilità offerte dagli studi fatti: se i primi due punti sono stati chiariti, è giusto valutare quale tra le possibilità a disposizione nel ramo scelto dà più sbocchi. Se, ad esempio, si ha una predisposizione per il ramo scientifico-matematico e una predisposizione per l’ingegneristica, è bene scegliere un indirizzo di ingegneria che permetta non solo di poter toccare con mano ciò che più interessa (meccanica, informatica, ecc..) ma anche di approcciare agli altri rami del campo. È bene, dunque, che lo studente verifichi bene quali sono le possibilità di ogni indirizzo per avere più porte aperte nel lavoro.
  4. Parlare con qualcuno: è innegabile che l’esperienza è la miglior fonte di consigli. Parlare con qualcuno che ha studiato o sta studiando ciò che vorremmo fare è enormemente di aiuto poiché può aprire la mette su sbocchi e limiti di ogni facoltà.
  5. Usufruire dell’orientamento: le scuole superiori, spesso, offrono ai maturandi dei mezzi per conoscere meglio i singoli indirizzi di studio universitari e le possibilità professionali che offrono. Le visite agli atenei aiutano molto: è bene, in questi incontri, raccogliere più informazioni possibili chiedendo informazioni a chi di competenza, in fondo sono lì per questo!

Altro fattore importante per è l’ateneo scelto.

Non è certo una cattiveria ammettere che difficilmente ogni ateneo offre lo stesso livello per ogni facoltà: esistono università migliori di altre e facoltà più complete di altre. A questo proposito, la guida Censis 2013/2014 ha stilato una classifica delle università migliori; è divisa in categorie a seconda del numero di iscritti.

Rispetto alla categoria Mega (oltre 40.000 iscritti) vediamo come le università del Nord Italia sono maggiormente riconosciute rispetto a quelle del meridione anche rispetto al dato facoltà dove si guadagna di più.

Le prime cinque posizioni, infatti, sono occupate da atenei del nord quali Bologna, Padova, Pisa, Firenze e Torino. L’università di Napoli Federico II, purtroppo, occupa solo l’undicesimo posto (ossia l’ultimo).

L’Anvur, Agenzia Nazionale della Valutazione delle Università e della Ricerca , ha analizzato minuziosamente le varie università  stilando una classifica anche rispetto al dato delle facoltà dove si guadagna di più.

Per avere maggiori chiarimenti su rapporto Anvur e per capire come scegliere la facoltà dove si guadagna di più, abbiamo intervistato Stefano Fantoni, Presidente Anvur, a proposito delle università italiane e del metodo di valutazione da loro utilizzato per classificarle.

Presidente Fantoni, quali sono i principali criteri attraverso cui valutate le università italiane anche rispetto alla scelta della facoltà dove si guadagna di più?

“Abbiamo valutato i cosiddetti prodotti di ricerca: lavori scientifici, brevetti e vari tipi di attività di ricerca svolti da docenti e ricercatori universitari. Abbiamo chiesto loro tre di questi prodotti creati nel periodo 2004/2010 mentre a quelli degli enti di ricerca ne abbiamo chiesti dieci; la differenza sta nel fatto che chi lavora nelle università esercita anche un’attività didattica oltre che di ricerca.

Le università e gli enti esaminati che non avevano alcun prodotto da sottoporre sono stati, ovviamente, penalizzati; quelli pervenuti, invece, sono passati sotto il nostro vaglio di giudizio, quest’ultimo diviso in due tipi: il primo è definito bibliometrico, relativo agli articoli che il ricercatore/docente ha pubblicato, a proposito del proprio lavoro, nelle riviste di settore (anche internazionali); questi articoli a loro volta ricevono delle citazioni, in base a quante ne sono state fatte si ricava un indice di qualità del prodotto stesso. Questo valore è legato ad un altro fattore: la qualità della rivista.

Il secondo tipo è chiamato peer review (valutazione tra pari): le facoltà sono state divise tra le 14 aree disciplinari principali e sono stati selezionati diverse centinaia di ricercatori, tutti di altissimo livello, i quali hanno gestito la valutazione basandosi sul tipo di area disciplinare. Ad esempio, le facoltà umanistiche sono state valutate in peer review poiché non vengono pubblicati articoli su riviste così come accade, invece, nelle discipline scientifiche. Sulla base di questo è stato possibile stilare una graduatoria delle migliori università e facoltà italiane.”

Oggi i giovani scelgono un percorso universitario anche sulla base del futuro lavorativo – remunerativo – occupazionale: ovvero cercando la facoltà dove si guadagna di più. Quale suggerimento si sente di dare agli studenti che approcciano alla scelta di un’università ?

“Innanzitutto suggerisco di capire quale ramo è più adatto alle proprie capacità e che suscita in lui più interesse. In seguito, lo inviterei a consultare le nostre graduatorie per vedere, in base alla nostra valutazione, quale università è più specializzata nel ramo di suo interesse.”

Quali sono le migliori università secondo la vostra valutazione e quale le facoltà dove si guadagna di più?

“Le nostre valutazioni hanno fatto emergere una notevole differenza tra Nord e Sud poiché le università del meridione, a confronto con le altre, non raggiungono livelli sempre ottimali e, per questa ragione, risultano penalizzate. Osservando i nostri dati, l’Università di Padova, tra le grandi, pare sia un ottimo ateneo, il migliore in assoluto. Tra quelle medie Trento spicca in maniera particolare. Decisamente più spiacevole è dire quale sia la peggiore: le università telematiche coprono il fondo delle nostre classifiche, mentre tra gli atenei l’Università di Messina purtroppo non ha ottenuto buone valutazioni. Questa è la fotografia di una realtà oggettiva, ovviamente speriamo tutti che università in condizioni qualitativamente inferiori possano risollevarsi quanto prima. Sarebbe di grande aiuto se gli studenti del Sud non si spostassero al Nord e provvedessero, col loro contributo a migliorare le condizioni degli atenei meridionali.”

Complessivamente, qual è il giudizio sulle università italiane?

“Il giudizio è positivo: se lo si paragona per qualità e produzione, l’università italiana si colloca al di sopra della media mondiale. È bene, dunque, che gli studenti sappiano che l’università del nostro paese è buona, nonostante ci siano università migliori e peggiori.”

Vista la crisi che attraversa il paese è d’obbligo che gli studenti si pongano alcune domande: qual è il tasso occupazionale di ogni facoltà? E il guadagno mensile? In breve qual’è la facoltà dove si guadagna di più

Ecco le 15 facoltà dove si guadagna di più, che danno lavoro e occupazione

  • Agraria
    • Guadagno: 890 euro al mese (media)
    • Tasso di occupazione: 72%
  • Ingegneria
    • Guadagno: 1100 euro al mese
    • Tasso di occupazione: 46,1%
  • Lettere e Filosofia
    • Guadagno: 740 euro al mese
    • Tasso di occupazione: 71,5%
  • Medicina
    • Guadagno: 1250 euro al mese
    • Tasso di occupazione: 83,3%
  • Giurisprudenza
    • Guadagno: 1200 euro
    • Tasso di occupazione: 60,9%
  • Scienze della Formazione/Educazione
    • Guadagno: 980 euro al mese
    • Tasso di occupazione: 89,9%
  • Scienze Politiche
    • Guadagno: 1050 euro al mese
    • Tasso di occupazione: 74,4%
  • Farmacia
    • Guadagno: 900 euro al mese
    • Tasso di occupazione: 69,7%
  • Lingue e Letterature Straniere:
    • Guadagno: 780 euro al mese
    • Tasso di occupazione: 71%
  • Architettura
    • Guadagno: 770 euro al mese
    • Tasso di occupazione: 71,4%
  • Economia
    • Guadagno: 980 euro al mese
    • Tasso di occupazione: 71,7%
  • Psicologia:
    • Guadagno: 750 euro al mese
    • Tasso di occupazione: 71%
  • Scienze Matematiche, Chimiche e Fisiche
    • Guadagno: 910 euro al mese
    • Tasso di occupazione: 74,6%
  • Biologia:
    • Guadagno: 700 euro al mese
    • Tasso di occupazione: 62,2%
  • Scienze Motorie
    • Guadagno: 750 euro al mese
    • Tasso di occupazione: 83,4%
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avatar Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro.Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte.Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto.Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo.Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. Nasce Controcampus.it, primo portale di informazione universitaria e il trend degli accessi è in costante crescita, sia in assoluto che rispetto alla concorrenza (fonti Google Analytics).I numeri sono importanti e Controcampus si conquista spazi importanti su importanti organi d’informazione: dal Corriere ad altri mass media nazionale e locali, dalla Crui alla quasi totalità degli uffici stampa universitari, con i quali si crea un ottimo rapporto di partnership.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto