Rapporto Anvur 2013. Classifica Università Valutazione Anvur: il Punto di Toccafondi del Miur

Redazione Controcampus 26 Luglio 2013

Rapporto Anvur: la valutazione della qualità della ricerca premia gli atenei del Nord.

In sintesi, secondo l’Anvur le migliori Università italiane sono quelle di Padova (cat. Grandi), Trento (cat. Medie) e Pisa S. Anna (cat. Piccole).

Rapporto Anvur

Rapporto Anvur

Di recente, l’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario – Anvur – ha divulgato i dati relativi alla qualità della Ricerca per il periodo 2004-2010.

Secondo alcune correnti di pensiero, la valutazione effettuata da Anvur avrebbe il pregio di essere l’unica al mondo, per complessità e mole di lavoro adoperate. In effetti, gli esperti di Rapporto Anvur (circa 450) hanno avuto l’arduo compito di esaminare qualcosa come 133 enti: 95 università, 12 Enti di Ricerca vigilati dal Miur e 26 Enti “volontari”. Introdotto dal Governo Berlusconi (ed in particolare dal Ministro Gelmini), il Sistema della Valutazione della Qualità e Ricerca (VQR) tenderà a ridurre, in maniera a dir poco sintomatica, il divario che, da tempo, separa l’Italia dagli altri Paesi moderni.

Anvur è un Ente dotato di personalità giuridica di diritto pubblico che opera con autonomia organizzativa, amministrativa e contabile. Vigilato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur), l’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca si occupa della valutazione della ricerca italiana.

La valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) 2004-2010 rappresenta la principale attività espletata da Anvur. Un’attività finalizzata alla descrizione ed all’analisi della reale situazione delle Università italiane. La VQR ha ad oggetto 95 Università, 12 Enti di Ricerca vigilati dal Miur e 26 Enti volontari. Il rapporto Anvur, unico al mondo, è stato espletato da 450 esperti di Anvur, i quali, riuniti in 14 gruppi di lavoro, hanno analizzato 184.878 prodotti di ricerca.

Il rapporto Anvur 2013 ha il pregio di renderci edotti in merito alla qualità della ricerca universitaria, fotografando e valutando, in maniera a dir poco meticolosa, i risultati inerenti alle 14 aree scientifiche vagliate. Secondo i 450 esperti, la Valutazione della Qualità della Ricerca Universitaria (VQR) ha il pregio di offrire un’analisi dei dipartimenti degli Atenei e, al contempo, di consentire un confronto della qualità della ricerca nazionale con quella dei principali Paesi internazionali. La classifica delle migliori università stilata da Anvur è stata ottenuta sommando i risultati inerenti ai singoli ambiti disciplinari, dalla matematica fino alle scienze politiche.

“R” è il principale indicatore di valutazione della Classifica Anvur ed indica il rapporto tra il voto medio di una struttura rispetto al voto medio di area. Se il valore è maggiore di 1 la struttura ha una qualità superiore alla media di area, se è minore, invece, è sotto la media.

Al fin di comprendere ed interpretare i risultati relativi al Rapporto Anvur 2013 abbiamo deciso di intervistare l’Onorevole Gabriele Toccafondi, Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Istruzione.

Di recente, l’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario – Anvur – ha divulgato i dati relativi alla qualità della Ricerca per il periodo 2004-2010. Secondo alcune correnti di pensiero, la valutazione effettuata dall’Anvur avrebbe il pregio di essere l’unica al mondo, per complessità e mole di lavoro adoperate. In effetti, gli esperti (circa 450) hanno avuto l’arduo compito di esaminare qualcosa come 133 enti: 95 università, 12 Enti di Ricerca vigilati dal Miur e 26 Enti “volontari”. Introdotto dal Governo Berlusconi (ed in particolare dal Ministro Gelmini), il Sistema della Valutazione della Qualità e Ricerca tenderà a ridurre, in maniera a dir poco sintomatica, il divario che, da tempo, separa l’Italia dagli altri Paesi moderni. Onorevole Toccafondi, potrebbe renderci edotti in merito all’importanza delle attività svolte dall’Anvur? Che cosa ne pensa dei risultati relativi alla valutazione del Sistema Universitario e Ricerca?

“Anzitutto la ringrazio perché Lei molto correttamente ha ricordato anche l’origine della Storia, che molti giornalisti fingono di dimenticare, ovvero di come il sistema Anvur fu fortemente voluto dal Governo Berlusconi e dall’allora Ministro Gelmini col sostegno di tutto il nostro Partito e mio in particolare dato che ho sempre avuto in mente, e nel cuore, il tema della Scuola.

La ricerca è davvero unica al mondo (come dice Lei nella domanda e come è stato sostenuto da alcuni attenti osservatori) e concordo con quanto dichiarato dal Ministro Carrozza che ha riconosciuto che si tratta di un esempio virtuoso nell’ambito della pubblica amministrazione italiana”.

Trasparenza, Merito ed Accountability. Quanto contano questi principi? Secondo Lei è verosimile ipotizzare che il Miur, in futuro, finanzierà solo in base al merito ed agli indicatori di qualità relativi alle strutture esaminate?

“Non è verosimile, è vero. Sarà così già da quest’anno. La quota che andrà agli atenei meritevoli è di 540 milioni e sarà appunto assegnata in base ai risultati del rapporto dell’Anvur tra il 2004 e il 2010. Sottolineo che uno dei grandi meriti di questa ricerca è quello di aver posto il risultato della valutazione alla base della ripartizione delle risorse pubbliche. Infatti, oltre al principio della trasparenza e dell’accountability, viene finalmente riconosciuto anche il merito come parametro di riferimento nella distribuzione delle risorse pubbliche”.

Onorevole Toccafondi, Lei ha una carriera di tutto rispetto. E’ Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Istruzione. E’ stato Consigliere, per due mandati, nel Consiglio di Amministrazione dell’università di Firenze e nel Consiglio di Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri”, presso cui ha conseguito la laurea con una tesi su “La riforma della legge elettorale nelle Commissioni Bicamerali”. Deputato della XVI Legislatura (Pdl), è stato anche tra i fondatori dello Student Office di Scienze Politiche, Dirigente di Cooperativa e Consigliere Comunale a Firenze. Dal 2012 è coordinatore cittadino del Popolo delle Libertà della città che diede i natali all’Alighieri e al Cavalcanti. Dunque, il Suo impegno politico è, senza ombra di dubbio, equipollente alla passione per il mondo universitario. Qual è la Sua opinione in merito al Sistema Universitario Italiano?

Laureato

Laureato

“Non ho problemi a dire che in particolar modo grazie alla Riforma Gelmini il Sistema Universitario Italiano è molto migliorato e ne stiamo vedendo i primi risultati proprio in questi mesi.

L’offerta Universitaria ora è più chiara, più snella. Sono stati cancellati insegnamenti con solo un iscritto e che servivano soltanto a mantenere un sistema di privilegi.

Abbiamo rimesso al centro lo studente e non i docenti o peggio i baronati che hanno impedito, in questi decenni, all’Università Italiana di essere al passo con le altre europee. Ora l’Università italiana è più aperta al sociale, più accessibile e questo sistema va sostenuto e finanziato.

Come dimostra la ricerca Anvur la strada sembra essere quella giusta.

La presentazione di questi dati ha generato reazioni positive, sia dal mondo accademico e anche dal mondo politico, infatti la strada di una valutazione costante sul lavoro che riporti al centro trasparenza, accountability ma soprattutto mettere il risultato della valutazione alla base della ripartizione delle risorse pubbliche, è un segno evidente di una pubblica amministrazione che sa darsi delle regole che può puntare sul merito, questa è l’unica strada per migliorare e crescere”.

Quali sono, secondo Lei, le principali differenze fra Università del Nord e Sud tenedo anche conto di quando dichiarato nella classifica Censis e nel Rapporto Anvur 2013?

“I giornali hanno troppo semplicisticamente sintetizzato questa ricerca dicendo che gli Atenei del nord sono meglio di quelli del Sud. E’ vero che dai dati emerge che è Padova a primeggiare tra gli atenei di grandi dimensioni, grazie alle sue eccellenze in Economia, Medicina e Scienze della Terra. L’Università di Trento guida invece la classifica degli atenei medi, brillando in particolare per Medicina e Storia. Tra gli atenei più piccoli, infine, sono la Sant’Anna e la Normale di Pisa a guadagnare il primo gradino del podio. I criteri adottati per la valutazione della qualità delle pubblicazioni si basano su rilevanza, originalità/innovazione e internazionalizzazione del prodotto di ricerca (ovvero il suo posizionamento nel panorama internazionale). Però le differenze stanno tra Atenei meritevoli e Atenei non o meno meritevoli. Se vogliamo farne una questione geografica io la identificherei piuttosto così:vi è un Nord, se così lo vogliamo intendere, di Atenei già virtuosi ed un Sud di Istituti che stanno lentamente migliorando”.

Ecco la Classifica relativa al Rapporto Anvur 2013

Grandi Università secondo il rapporto Anvur 2013:

  • 1°) Padova: Secondo l’indagine dell’Anvur, l’ateneo veneto è il migliore d’Italia, sia per le strutture, sia per la qualità complessiva della ricerca. Fra le grandi Università, quella di Padova occupa le prime posizioni in ordine alle seguenti aree scientifiche: Scienze Fisiche (R 1,09), Scienze della Terra (R 1,38), Scienze Biologiche (R 1,29), Scienze Mediche (R 1,47), Scienze Agrarie e Veterinarie (R 1,22), Ingegneria Industriale e dell’Informazione (R 1,12) e Scienze Economiche e Statistiche (R 1,84).
  • 2°) Milano Bicocca: L’ateneo lombardo occupa la seconda posizione, totalizzando ottimi punteggi. Bene in area 3, 4 e 5 (con un R superiore all’1,11) e molto bene in area 14, Scienze Politiche e Sociali (R 1,35).
  • 3°) Verona: buona la qualità della ricerca relativa all’area scientifica matematico-informatica (R 1,27)      ed eccellente quella inerente alle scienze mediche (R 1,49)
  • 4°) Bologna: buona la qualità della ricerca relativa alle scienze mediche (R 1,31) ed eccellente quella inerente alle Scienze Chimiche (R 1,06) ed all’ingegneria civile (R 1,16)
  • 5°) Pavia: L’ateneo lombardo eccelle in termini di qualità della ricerca nell’area scientifica inerente alle scienze matematiche ed informatiche (R 1,40)
  • 6°) Torino: ottima la qualità della ricerca relativa alle aree scientifiche inerenti all’Ingegneria industriale (R 1,38) ed alle scienze storico-filosofiche (R 1,17)
  • 7°) Modena e Reggio Emilia: buona la qualità in area 14, scienze politiche e sociali, (R 1,41)
  • 8°) Parma: ottima la ricerca relativa all’ingegneria civile (R 1,46)
  • 9°) Roma Tor Vergata: eccelle in area 3 (scienze chimiche R 1,19)
  • 10°) Milano: bene nelle aree scientifiche inerenti alle scienze giuridiche (R 1,21) e politiche (R 1,28)
  • 11°) Milano Politecnico: molto positivi i risultati relativi all’ingegneria civile (R 1,17); buona la ricerca afferente alle scienze economiche (R 1,82) e politiche (R 1,37)
  • 12°) Pisa: discreti i risultati relativi all’area 1 (scienze matematiche R 1,13)
  • 13°) Torino Politecnico: discreti i risultati relativi all’area 2 (scienze fisiche R 1,03)
  • 14°) Chieti e Pescara: eccellente la ricerca relativa alle scienze fisiche (R 1,23)
  • 15°) Roma Tre: ottimi risultati in area 4 (scienze della Terra R 1,41)
  • 16°) Siena: discreti risultati in area 3 (scienze chimiche R 1, 17)
  • 17°) Milano Cattolica: discreti risultati in area 12 (scienze giuridiche R 1,21)
  • 18°) Napoli II: bene in area 4 (scienze della terra R 1,09)
  • 19°) Salerno: secondo gli esperti dell’Anvur, l’ateneo campano sarebbe edulcorato da eccellenti      risultati relativi all’area 4, Scienze delle Terra, (R 1,45)
  • 20°) Udine: buona la ricerca in area 1 (scienze matematiche R 1,24)
  • 21°) Perugia: discreti i risultati relativi all’area 8 a (Ingegneria civile R 1,31)
  • 22°) Roma La Sapienza: eccellente la qualità della ricerca inerente all’area 1 (scienze matematiche R 1,16)
  • 23°) Firenze: eccellenti i dati relativi all’area 12 (scienze giuridiche R 1,34)
  • 24°) Genova: discreti i risultati relativi all’area 12 (scienze giuridiche R 1,21)
  • 25°) Calabria: discreti i risultati inerenti all’area 2 (scienze fisiche R 1,11)
  • 26°) Bari: risultati al di sotto della media. Sufficiente la ricerca relativa all’area 3 (scienze chimiche R 0,98) 
  • 27°) Cagliari: risultati al di sotto della media. Discreta la valutazione relativa all’area 14 (scienze politiche 1,14)
  • 28°) Napoli Federico II: isultati al di sotto della media. Sufficiente la valutazione relativa all’area 7 (scienze agrarie R 1,06)
  • 29°) Trieste: discreta la valutazione relativa all’area 11 b ( scienze storico-filosofiche R 1,21)
  • 30°) Catania: risultati al di sotto della media. Sufficiente la ricerca in area 5 (scienze biologiche R 1,06)
  • 31°) Palermo: sufficienti le valutazioni relative all’area giuridica (R 0,98) ed all’area scienze della      Terra (R 0,99)
  • 32°) Messina: discrete le valutazioni inerenti all’area 8 b (ingegneria civile R 1,12) ed a quella relativa all’ingegneria industriale (R 1,14)

Università Medie secondo il rapporto Anvur 2013:

  • 1°) Trento: per gli esperti dell’Anvur, l’ateneo trentino è il migliore fra le università di medie      dimensioni. Eccellenti i risultati relativi all’area 6 (scienze mediche R 2,01),
  • 2°) Bolzano: ottima la valutazione relativa all’area 13 (scienze economiche e statistiche R 1,81)
  • 3°) Ferrara: R 1,35 nel settore scientifico relativo alle scienze della Terra ed alle scienze economiche
  • 4°) Milano San Raffaele: R 1,32 in area 11 b Scienze storico-filosofiche
  • 5°) Piemonte Orientale: R 1,30 in area 5 Scienze Biologiche ed R 1,36 in area 14 Scienze Politiche
  • 6°) Venezia Cà Foscari: R 1,15 ed R 1,21 rispettivamente in area 10 (scienze dell’antichità) ed in area 11 a (scienze storico-filosofiche)
  • 7°) Bergamo: R 1,18 in area 10 e 11 a
  • 8°) Brescia: R 1,32 in area 1 (scienze matematiche) ed R 1,37 in area 6 (scienze mediche)
  • 9°) Milano Bocconi: R 1,44 in area 12 (scienze giuridiche) ed R 1,72 in area 13 (scienze economiche)
  • 10°) Sannio: R 1,21 in area 9 (ingegneria industriale)
  • 11°) Teramo: R 1,43 in area 5 (scienze biologiche)
  • 12°) Foggia: R 1,27 in area 12 (scienze giuridiche)
  • 13°) Macerata: R 1,17 in area 11 a (scienze storico-filosofiche)
  • 14°) Milano IULM: R 1,14 in area 11 a (scienze storico-filosofiche)
  • 15°) Marche: R 1,45 in area 6 (scienze mediche)
  • 16°) Basilicata: R 1,16 in area 9 (ingegneria industriale)
  • 17°) Cassino: R 1,45 in area 1 (scienze matematiche)
  • 18°) Catanzaro: R 1,23 in area 3 (scienze chimiche)
  • 19°) Insubria: R 1,44 in area 4 (scienze della terra)
  • 20°) Napoli L’Orientale: R 1,00 in area 11 a (scienze storico-filosofiche)
  • 21°)Tuscia: R 1,24 in area 7 (scienze agrarie e veterinarie)
  • 22°) Venezia Iuav: R 1,20 in area 8 b (ingegneria civile)
  • 23°) Bari Politecnico: R 1,07 in area 8 b (ingegneria civile)
  • 24°) Sassari: R 1,25 in area 8 a (ingegneria civile) e R 1,31 in area 8 b (ingegneria civile ed      architettura)
  • 24°) L’Aquila: R 1,09 in area 12 (scienze giuridiche)
  • 25°) Reggio Calabria: R 1,14 in area 12
  • 26°) Camerino: R 1,67 in area 13 (scienze economiche)
  • 27°) Molise: R 1,12 in area 1 (scienze matematiche)
  • 28°) Salento: R 1,58 in area 1 (scienze matematiche)
  • 29°) Napoli Parthenope: R 1,65 in area 6 (scienze mediche)
  • 30°) Urbino: R 1,60 in area 6

Università Piccole secondo il rapporto Anvur 2013:

  • 1°) Pisa S.Anna: R 1,56 in area 7 (scienze agrarie e veterinarie), R 2,08 in area 13 (scienze      economiche) ed R 1,50 in area 14 (scienze politiche)
  • 2°) Trieste SISSA: R 1,64 in area 1 (scienze matematiche), R 1,17 in area 2 (scienze fisiche), R 1,54 in area 5 (scienze biologiche)
  • 3°) Pisa Normale: R 1,25 in area 1 (scienze matematiche) ed R 1,22 in area 2 (fisica)
  • 4°) Roma LUISS:  R 1,20 in area 12 (scienze giuridiche), R 1,35 in area 13 (economiche) ed R 1,32 in area 14 (scienze politiche)
  • 5°) Roma Biomedico: R 1,40 in area 5 (scienze biologiche)
  • 6°) Aosta: R 1,37 in area 14 (scienze politiche)
  • 7°) Lucca – IMT: R 2,83 in area 13 (scienze economiche)
  • 8°) Napoli Benincasa: R 1,33 in area 11 b (scienze storico-filosofiche)
  • 9°) Benevento – Giustino Fortunato: R 0,90 in area 12 (scienze giuridiche)
  • 10°) Bra – Scienze Gastronomiche: R 0,99 in area 11 a (scienze storico-filosofiche)
  • 11°) Castellanza LIUC: R 1,35 in area 12 (scienze giuridiche)
  • 12°) Roma Europea: R 1,22 in area 12
  • 13°) Roma LUSPIO: R 1,19 in area 10 (scienze dell’antichità)
  • 14°) Roma UNITELMA: R 0,81 in area 12
  • 15°) Perugia Stranieri: R      0,73 in area 14 (scienze politiche)
  • 16°) Roma Mercatorum: R 0,39 in area 13 (scienze economiche)
  • 17°) Roma Foro Italico: R 1,26 in area 11 b (scienze storiche e filosofiche) e R 1,42 in area 6 (scienze mediche)
  • 18°) Roma LUMSA: R 1,00 in area 11 b
  • 19°) Roma UNINETTUNO: R 0,98 in area 11 a (scienze storiche e filosofiche)
  • 20°) Siena Stranieri: R 0,88 in area 10 (scienze dell’antichità)
  • 21°) Casamassima: R 0,78 in area 12
  • 22°) Novedrate e-Campus: R 0,73 in area 9 (ingegneria industriale)
  • 23°) Roma UNISU: R 0,75 in area 12
  • 24°) Enna: R 1,15 in area 8 a (ingegneria civile ed architettura)
  • 25°) Roma Marconi: R  – 0,02 in area 13 (scienze economiche)
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Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto