Barbara De Rossi. News e curiosità su Barbara de Rossi: da amore criminale a nuove sfide

Redazione Controcampus 14 Settembre 2013

Amata e apprezzata da fan di tutte le età, Barbara De Rossi, con semplicità e con la professionalità che la contraddistingue da sempre, si racconta a ControcampusAttrice di cinema e teatro, conduttrice, interprete di fiction di grande successo, protagonista di reality, noto inoltre il suo forte impegno sociale.

Ma chi è davvero Barbara De Rossi, qual è la vera anima che la caratterizza?

“Sono una persona molto semplice e schietta. Molto con i piedi per terra. Quindi vivo la mia condizione di attrice, di donna dello spettacolo con semplicità e tranquillità. Non sanguino sui testi. Non mi auto promuovo e sono una pessima imprenditrice di me stessa, non credo di sapermi vendere. Credo che tutto ciò che arriva, pertanto, sia sempre un dono. Mi sento fortunata per questo. Amo più la parte creativa che mondana del mio lavoro. Sono anti- gossip. Non apprezzo essere sempre presente sui giornali se non per lavoro. In generale sono una persona molto riservata e le mie vicende private ho sempre preferito non parlarne. Vivo con discrezione. Faccio il mio lavoro con estrema passione e faccio anche le varie presenze di rito, anche se non rappresentano il centro del mio lavoro pur facendo parte.”

Con Amore Criminale Barbara De Rossi ha avuto molti consensi. Un programma dai tratti del “dramma”, che affronta temi molto forti. Sicuramente condurre un programma del genere richiede tante energie, autocontrollo. Ma i risultati sono presto arrivati. Quanto è stato difficile per Barbara De Rossi condurlo, gestire le emozioni?

Barbara De Rossi

Barbara De Rossi

“Quando mi hanno proposto di condurlo, io da una parte ero felice. Sono argomenti che m’interessano molto. Mi sta a cuore quello che accade a donne e bambini. Sono impegnata socialmente da diciassette anni. Amore criminale è nato quando ancora non esisteva la legge sullo stalking. Ho cercato di farlo con estrema delicatezza, tatto e rispetto verso le persone e le storie, che comunque per raccontare avevano bisogno di consenso delle famiglie. Avere a che fare con temi così forti mi ha portato a trattarli con estrema sensibilità. Avere a che fare con dolore altrui mi ha portato ad affrontare il mio lavoro in punta di piedi senza mai spingere l’acceleratore su storie che sono già accelerate di loro.

Barbara de Rossi

Barbara de Rossi

“Io sono una persona molto sensibile e non ho la maestria del giornalista o il cinismo che magari altri avrebbero. Mi sono portata dietro tutto il peso di ciascuna storia e i dolori degli altri con grande fatica. La parte più difficile sono state le interviste. Si trattava di entrare, indagare. L’ho fatto con grande semplicità. Sono felice di aver partecipato a questo programma perché ha lo scopo di far capire meccanismi distorti che spesso vengono confusi con l’amore, ma che non lo sono, e sicuramente perché è servito a portare all’attenzione di tutti temi così importanti come la violenza sulle donne.Cercare di trasmettere elementi distorti di quelle storie per aiutare a uscirne fuori quando c’è ancora tempo. Abbiamo ricevuto tantissime telefonate durante la messa in onda del programma. Quindi c’è bisogno di “amore criminale”, di cambiamento delle leggi. Io sono uscita dal programma con un grande senso d’impotenza. Occorrerebbe soprattutto inasprire le leggi alla base, sui primi segnali di stalking, non si può aspettare il sangue. Bisogna agire prima e dare più potere alle forze dell’ordine che hanno spesso le mani legate a causa di procedure. Io creerei una task force solo per questo per interventi più decisi e per salvare concretamente delle vite. Mi ha lasciato non solo impotenza ma una grande voglia di continuare.”

Lei durante la sua lunga e brillante carriera ha affrontato sfide sempre diverse, addirittura cimentandosi con il ballo in “Ballando sotto le stelle”. Cos’è che ancora Barba De Rossi desiderebbe essere. Cosa pensa manchi al suo curriculum? Quali sogni porta ancora con sé nel cassetto?

Barbara de Rossi

Barbara de Rossi

“Il ballo per me è stato un’esperienza professionale e che ho preso molto sul serio. Per me era un’occasione di riuscire a fare due passi di danza che possono servire anche al mio lavoro in situazioni professionali successive.”

“Poi quello che ne è venuto fuori è un altro discorso. Io sono una donna di cinquantadue anni consapevole della sua età. Io credo che le cinquantenni siano in una fase di vita interessantissima. Piena di stimoli, esperienza, cambiamenti. Non è un’età in cui ci si adagia.”

C’è qualcosa che manca al curriculum di Barbara De Rossi o qualche esperienza che le piacerebbe fare e che le manca?

“Io vorrei che le donne di cinquant’anni venissero considerate ancora piacevoli, ancora giovani. L’esperienza, aver maturato esperienza di vita e professionali, non va buttata nel dimenticatoio ma al contrario va sfruttata.  Avere cinquant’anni per un’attrice significa aver acquisito una maturità espressiva che è diversa. Ma non abbiamo ruoli scritti per noi. Da quarantotto a cinquanta si ferma la giostra. Vengono scritti ruoli fino a 35 anni. Le cinquantenni vengono solitamente relegate a ruoli stereotipati di signore, madri, ecc.”

Ritiene che questo sia un problema tutto italiano o vale in generale?

È un discorso tutto italiano. Se si va a guardare la filmografia della Thompson o della Keaton, in America si costruiscono storie intorno a donne di cinquanta anni davvero molto interessanti su temi di lavoro e amore. Una donna di cinquant’anni ha un patrimonio di emozioni e di sentimenti oltre che di esperienza puramente professionali di tutto rispetto e che andrebbe sfruttato. Non può esse che una donna di cinquanta anni non possa vivere una storia di amore e non ne possa parlare e raccontare. Anche Angela Finocchiaro lo diceva che per noi donne cinquantenni non si scrive più. Quasi come se non fossimo più donne. Sono qualcos’altro. È questo mi fa stare tanto male perché non è così. Fanno anche molto presto a giudicare quelli di venticinque o trent’anni.”

Barbara De Rossi

Barbara De Rossi

La televisione ormai è un susseguirsi di fiction. Lei stessa è stata interprete di tante fiction negli ultimi anni. Perché secondo lei tutto questo successo? Perché banalmente non c’è altro da guardare e/o il pubblico si è abituato a seguire a puntate?

“Il pubblico sembra aver imparato a seguire a puntate. Poi i meccanismi, i temi che piacciono al pubblico sono ormai noti: l’amore, l’amore tormentato, il dolore. Alcune fiction per me sono fatte anche molto bene, si pensi a quella su Modugno interpretata da Beppe Fiorello o a tante altre. Perché di attori bravi ce ne sono in Italia. Di fiction belle se ne fanno. Alla gente piace veder raccontare le storie d’amore. Restano sempre il motore della televisione. La famiglia, storie di famiglia. La fiction è un pezzo di famiglia. La fiction è diventata un momento irrinunciabile per le famiglie. É un momento di svago che piace. Ovviamente non tutte sono bellissime. Alla fine è il pubblico a deciderne le sorti.”

Da più parti in Italia si parla di crisi del cinema. Molti produttori italiani sono più propensi a investire in altri stati piuttosto che in Italia. Secondo lei esiste davvero questa crisi?

“Io una grande crisi, la vedo fino a un certo punto. Ci sono registi molti bravi. Credo che di registi e storie in Italia ci siano. Ovvio che se ci si orienta al business, ci si orienta ad altre nazioni. Ma di attori bravi in Italia ce ne sono come per esempio la Crescentini, la Chiatti. Ci sono tanti personaggi validi. Quindi più di tanto di crisi non ce né. Oggi si parla di grande crisi ma io credo che nel mondo dello spettacolo c’è chi la calchi anche troppo.”

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avatar Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro.Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte.Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto.Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo.Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto