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1 settembre 2013

Politiche Lavoro. Occupazione giovanile e piano politiche lavoro 2014: il punto di Jole Santelli

“Ogni Paese deve impegnarsi a garantire entro 4 mesi dall’uscita dal sistema di istruzione o dalla perdita del lavoro ai giovani fino a 25 anni di età un’offerta qualitativamente valida di lavoro, apprendistato, tirocinio o proseguimento studi.” 

Intervista sulle politiche lavoro a Jole Santelli Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro.

Professionista Disperato

Professionista Disperato

In questa difficile fase di transizione da una economia industriale a una economia del terzo settore, dalle economie nazionali all’economia globalizzata, sono le giovani generazioni a sopportare la maggior parte dei disagi per i cambiamenti.

È una situazione  traumatica, non solo  dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista psicologico, perché getta i giovani in un complesso di inferiorità che, porta a considerare se stesso non meritevole.

La crisi morde sempre di più, con la spirale recessiva che sfocia nella chiusura di migliaia di imprese e record continui per la disoccupazione. Un tunnel nel  quale non si riesce  a vedere la luce.

Nei primi tre mesi dell’anno il tasso di disoccupazione è salito al 12,8% – rileva l’Istat in base a dati non destagionalizzati – e considerando i confronti  tendenziali si tratta del livello più alto dal primo trimestre del 1977 (+1,8 punti sul 2012).

Nel mese di aprile  l’armata dei disoccupati ha toccato la non rassicurante  quota 3 milioni raggiungendo un picco di 3milioni 83mila unità .

Giovani Lavoro e Precariato

Giovani Lavoro e Precariato

A pagare il prezzo più alto sono sempre i giovani: ad aprile il tasso di disoccupazione dei 15-24 enni ha sfondato la soglia del 40% volando a quota 40,5% e al 41,9% (non destagionalizzato) su base trimestrale: anche in questo caso si tratta del livello più alto da 36 anni. Per le ragazze del Mezzogiorno tocca addirittura il picco del 52,8%. Complessivamente, nella classe tra 15 e 24 anni, il numero delle persone in cerca di occupazione raggiunge 696mila unità (+65mila rispetto a un anno prima), pari all’11,5% della popolazione di questa fascia di età (12,8% per i maschi e 10,2% per le femmine).

La precarietà dei giovani under 25 nel settore lavorativo è la piaga dell’Italia, poiché  restiamo  in una sorta di stallo immobile di recessione e disoccupazione.

La bassa crescita economica e la difficile situazione dei conti pubblici, che vincolano l’azione dello Stato e ne riducono la capacità di interventi migliorativi sul piano sociale, ha reso critica la situazione.

Offerte di impiego sempre più scarse e di minore di qualità. I giovani (e non solo) continuano ad avere bisogno di un impiego. Molti non trovano nulla, tanti altri accettano anche posti che non hanno nulla a che fare con i loro percorsi di studio,  retribuzioni sempre più basse e con contratti che offrono pochissime sicurezze. Serve quanto prima un nuovo piano politiche lavoro 2014.

Per saperne di più sulle politiche lavoro e sui prossimi obbiettivi del governo rispetto all’occupazione giovanile, ne abbiamo parlato con l’ On. Jole Santelli del Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro.

L’occupazione, specie quella giovanile, è una, anzi la priorità non solo per l’Italia, ma per tutta l’Europa. Quali sono le emergenze d’intervento del Piano Politiche Lavoro 2014?

Jole Santelli

Jole Santelli

“In riferimento alla prima questione, relativa al Piano Politiche Lavoro 2014 , le priorità individuate sono le seguenti. Innanzitutto , come noto, dal primo gennaio 2014 parte la Youth Guarantee. Ogni Paese deve impegnarsi a garantire entro 4 mesi dall’uscita dal sistema di istruzione o dalla perdita del lavoro ai giovani fino a 25 anni di età un’offerta qualitativamente valida di lavoro, apprendistato, tirocinio o proseguimento studi”.

“Sempre dal primo gennaio 2014 partirà il progetto Erasmus for all  che raggruppa tutti gli attuali programmi europei (Erasmus, Leonardo, Comenius ed altri), a cui si aggiunge lo sport.”

“Un programma europeo più orientato al lavoro è l’Eures job che, attraverso il supporto dei servizi per l’impiego nazionali e della aziende interessate, si prefigge l’obiettivo di aiutare i giovani  europei nella ricerca di un’occupazione . Si prevedono contratti della durata di almeno 6 mesi e sono inoltre previsti rimborsi e copertura delle spese di viaggio per i colloqui. Vi è, infine, l’Erasmus per imprenditori, il progetto che si prefigge l’obiettivo di formare giovani imprenditori attraverso l’inserimento concreto nell’attività di altri imprenditori realizzando un’occasione unica di reciproca crescita.”

Ormai è una frase retorica: “Sempre più giovani scelgono di lavorare fuori dall’Italia, anzi dall’Europa”, nel prossimo piano politiche lavoro è possibile conciliare mobilità lavorativa europea e salvaguardia dei cervelli nostrani?

“Non ritengo che sia necessaria una conciliazione forzosa ma che, al contrario, se si agisce bene entrambi gli obiettivi vengano naturalmente raggiunti. La mobilità lavorativa europea è , ed a mio parere  deve essere sempre più, la motrice di una forza lavoro giovane e preparata che coglie nell’interscambio un’opportunità di crescita insostituibile. Il panorama in cui oggi operano le aziende è globale, ciò che ci si attende dai giovani europei è la capacità di riuscire ad operare in contesti diversi pur all’interno di un continente unitario per cultura, valori ed ideali. E’ naturale che lo sviluppo dell’economia nazionale costituirà la calamita delle migliori intelligenze non solo nazionali ma europee. Ciò vuol dire che è possibile da una parte stimolare l’interscambio lavorativo e dall’altro ambire a costituire polo di attrazione in ambito europeo, seguendo una direzione che dall’estero si muova verso l’Italia.”

Tirocinio

Tirocinio

Priorità delle prossime politiche lavoro devono essere: integrazione formazione e istruzione per rilanciare l’occupazione. Tirocini, apprendistato, alternanza scuola lavoro: come funziona in Italia?

“In Italia l’alternanza scuola lavoro ha costituito recentemente oggetto di attenzione da parte del Governo di cui mi onoro di far parte. Infatti, il decreto 76/2013 licenziato emendato dalla Camera dei Deputati il 7 agosto scorso ha rivisto la disciplina tanto del tirocinio quanto dell’apprendistato agevolandone l’utilizzo da parte delle aziende e prevedendo un Fondo presso il Ministero del Lavoro a copertura dei rimborsi spese dei tirocinanti.”

L’unica risposta a questa crisi è l’auto-imprenditorialità? Come superare il gup nelle prossime politiche lavoro 2014?

“Le risposte sono molteplici e l’intervento apportato dal decreto sul mondo del lavoro giovanile si muove in quest’ottica di pluridirezionalità. Auto-imprenditorialità va considerata quale parte integrante e processo integrato delle politiche attive nel senso che può rappresentare lo step finale di altri percorsi quali il tirocinio e l’apprendistato.  Mettersi in gioco in prima persona, sfidare le difficoltà e superarle costituiscono terreno di crescita non solo di un bagaglio di competenze ma soprattutto di personalità forgiate e pronte alle molteplici sfide dell’attuale società. La lentezza del processo di sviluppo di auto-imprenditorialità costituisce peculiarità soprattutto delle regioni del Mezzogiorno, essendo la stessa molto più sviluppata nel centro Nord. Per tale motivo l’art. 3 del decreto 76/2013 ha previsto uno stanziamento di fondi cospicuo per il triennio 2014-2015-2016 a favore di auto impiego ed auto imprenditorialità nelle regioni del Mezzogiorno insieme all’avvio del programma “Promozione dell’inclusione sociale” . Ma il freno allo sviluppo dell’auto imprenditorialità è rappresentato non solo dalle difficoltà di reperimento delle risorse  iniziali ma anche dalla proliferazione degli adempimenti burocratici che ostacolano anziché agevolare il pieno sviluppo di un percorso imprenditoriale. In tale ottica è da vedere l’impegno dell’attuale Governo alla semplificazione ed alla “sburocratizzazione” intesi non solo come obiettivi di breve periodo ma come “ratio” su cui improntare l’intera attività esecutiva e normativa.”

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