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26 ottobre 2013

Diventare astronauta per Maurizio Cheli, astronauta NASA: ecco come

Diventare astronauta per Maurizio Cheli
Diventare astronauta per Maurizio Cheli

Diventare astronauta per Maurizio Cheli

Ecco come diventare astronauta per Maurizio Cheli: consigli e indicazioni utili da seguire.

“Spazio, ultima frontiera. Questi sono i viaggi (…) la sua missione è quella di esplorare strani, nuovi mondi. Alla ricerca di nuove forme di vita e di nuove civiltà. Per arrivare lá dove nessuno è mai giunto prima.” (Star Trek).

Non sempre tutto è da relegarsi al mondo dei film e della finzione. Non sempre i sogni sono destinati a rimanere tali. Lo spazio, l’universo, le galassie. Il fascino, ma anche la paura dell’ignoto, di quell’oltre al di là e tra le stelle.

La possibilità di “toccare con mano” dimensioni diverse, semi inesplorate. Approdare e “gravitare” in mondi altri e improvvisamente possibili. La voglia di conoscere, esplorare, andare oltre i limiti terreni e dell’umana specie. È tutto questo e anche di più che è in grado di fare di sogni, una realtà, un’inedita realtà.

Che ha saputo miscelare e fondere una mente eccelsa a caparbietà, desideri a tenacia e costanza.

Ma soprattutto impegno, tanto impegno. È la storia di un astronauta, tutto Made in Italy.

Come diventare astronauta per Maurizio Cheli: consigli utili e formazione professionale

É la storia dell’incontro con Maurizio Cheli, astronauta modenese e della sua passione per il volo, la stessa che lo ha condotto a “librarsi” sempre più su, verso i suoi sogni, oltre la dimensione terrestre. Nello spazio.

Il volo, lo spazio, l’universo: sicuramente il sogno di tanti bambini e giovani. Ma, in concreto, come e quando l’idea, il sogno si trasforma in realtà? Nel suo caso, quando è maturata la consapevolezza di voler diventare un astronauta? Ha sempre sognato essere astronauta?

“Io ho sempre sognato di volare. Fin da piccolino ho sempre sognato di diventare un pilota. Così ho fatto il ciclo per diventare pilota. La mia famiglia aveva mezzi limitati così ho fatto l’accademia areonautica di Pozzuoli dopo il liceo. Così sono diventata pilota militare. Poi sono diventato pilota collaudatore sempre in ambito militare.

Durante questa mia attività da pilota collaudatore é uscito un bando di concorso pubblico dell’Agenzia Spaziale Europea che ricercava astronauti perché fino a quel momento, non aveva ancora volato nessuno in Italia. Il primo italiano è volato, infatti, nell’anno in cui sono stato selezionato, nel 1992. Sembrava qualcosa di davvero fantascientifico riservato solo ad americani e russi. Invece poi è uscito il concorso, io mi sono candidato e dopo una selezione che è durata quasi due anni, sono stato scelto. Fin quando non sono stato selezionato, l’idea di fare l’astronauta é stata un sogno, che non poteva trovare fino a quel momento uno sbocco perché non c’erano le possibilità. Poi c’è stata e sono stato anche fortunato nel poterla sfruttare.”

Spesso si pensa al mondo dell’astronauta come un mondo tanto lontano quanto inaccessibile, a volte anche ai sogni stessi. Ma è davvero così? Come si può diventare astronauta? Crede di poter sfatare questo mito dell’irraggiungibilità di questa professione?

“Non é una professione in cui ci sono grandi numeri. Ma è comunque una professione “fattibile” per una persona che oggi intende impegnarsi in questo campo. Anche perché le possibilità di volare come astronauta attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana e l’Agenzia Spaziale Europea negli ultimi anni si sono moltiplicate e quindi é una professione oggi molto più accessibile.”

Esperienza dell’astronauta e il primo volo: cosa si prova

Quando ha davvero capito che sarebbe diventato un astronauta e non solo sulla carta? Cosa ha provato durante il suo primo volo nello spazio?

“È stata un’emozione fortissima. Il momento più concreto in cui mi sono accorto che effettivamente sarebbe accaduto é stato soprattutto quando mi sono ritrovato seduto dentro lo shuttle seduto sulla rampa di lancio. Anche se non era proprio un viaggio verso lo sconosciuto, ma era comunque qualcosa di inesplorato per me quindi sicuramente l’emozione è stata tanta, soprattutto nel rendermi conto di aver compiuto un percorso che avevo cercato con tutte le energie”.

Hai avuto paura?

No, paura no, mai. Anche perché volare mi ha sempre appassionato. Ma non aver paura non significa essere sprezzante del pericolo. Ci si rende sicuramente conto che é un’attività incredibilmente rischiosa. Diciamo che la passione e la voglia di sperimentare queste nuove sensazioni è stata talmente grande che la paura dei rischi sono diventati un retro del pensiero.”

Come descriverebbe l’espressione che più ha visto sul volto di donne e bambini in prevalenza, nel rispondere alla domanda “Che lavoro fai?”

Molti non ci credono. Sembra, infatti, una cosa molto inverosimile. Diciamo che le persone non sono abituate a ritrovarsi davanti un astronauta. Si è più abituati a mitizzare la figura e non si pensa di incontrarne poi nella vita. Ma poi succede.”

C’è ancora bisogno di astronauti nel mondo a suo parere o quel mondo di astronauti non è ancora davvero “nato” (c’è ancora tanto da fare e “spaziare”)?

“C’è ancora bisogno di astronauti perché l’attività spaziale non si é mai fermata. Anzi nei prossimi anni avrà sicuramente un ulteriore sviluppo. L’uomo porta nello spazio la propria intelligenza, la propria capacità di fare, di analizzare le cose dal vivo e prendere delle decisioni sul posto. Penso che la presenza dell’uomo nello spazio non é un qualcosa di cui si potrà fare a meno nel futuro della nostra società.”

In Italia, invece, c’è bisogno di più astronauti? Soprattutto, quale futuro crede possibile per gli astronauti italiani che non “guardano” agli USA o alle mecche per questo genere di professioni?

“È possibile in Italia e in Europa. Oggi é diventata un’ipotesi possibile fare l’astronauta al di là degli USA o della Russia.”

Cosa pensa delle tante teorie su possibili vite extra-terrestri? Crede nella reale ipotesi di ulteriori mondi e vite a noi non note oltre la dimensione terra?

“Si, personalmente ci credo. Non è che ci creda perché ho avuto informazioni riservati o chissà quali rivelazioni. Io ci credo per un fatto statistico. Pensare che ci sono circa quattrocento miliardi di stelle nella nostra galassia… diventa proprio un fatto di probabilità. Un discorso quasi matematico. Pensare che altre vite esistano in parallelo con noi o che esista qualcun altro oltre noi… io ne sono abbastanza convinto e non é detto che ci si possa incontrare.”

Lei ha sul suo cv ben 380 ore di attività spaziale. Quali emozioni e sensazioni ha provato quando per la prima volta si è affacciato dalla navicella e ha visto la terra da lassù?

“Vedere la terra dall’alto é qualcosa di incredibile. Perché ci si ritrova a vedere questo pianeta, con un colore blu dominante e l’atmosfera terrestre con una piccolissima striscia molto sottile… pur essendone conscio sulla terra, poi vederla direttamente dall’alto, è stato sicuramente un’altra cosa.”

Ci sono tantissimi giovani che oggi desidererebbero intraprendere la carriera da astronauta, ma spesso desistono per paura di non “arrivare”: cosa consiglierebbe a questi “sognatori spaventati”? Qual è il percorso di studio e non, da fare a suo parere?

“Non c’è una preparazione specifica perché un aspetto che caratterizza la professione da astronauta è la multidisciplinarietà della preparazione. Ovviamente deve esserci un background scientifico ma non necessariamente ingegneristico, ma anche un percorso di studi in fisica, matematica o biologia. Volendo veterinaria perché ci sono anche esperimenti in quel settore. Quindi c’è tutta una serie di discipline che si prestano per intraprendere la carriera da astronauta. E poi la cosa più importante, anche se lo dicono in tanti, é che in questa professione non bisogna mai lasciarsi scoraggiare e se c’è una cosa che una persona deve tenere a mente, soprattutto se si é molto giovani, è osare sognare. Non smettere mai di sognare.”

Lei ha partecipato pochi giorni fa alla CAE Conference. Cosa pensa al riguardo di quanto emerso durante il meeting internazionale a proposito dell’engineering simulation?

“I Computer, ma soprattutto il supporto dei computer al processo di progettazione è cresciuto moltissimo negli ultimi anni e questo garantisce la possibilità di progettare mezzi molto più perforamenti e molto più complicati con sistemi che aiutano nella stessa progettazione. Tutto quello che ho visto in questi giorni al meeting e collegato al campo aerospaziale e non solo, interesserà sicuramente la nostra vita. Ci sono aspetti che vanno dal campo automobilistico a quello della medicina. Quasi tutto oggi si basa sulla simulazione per arrivare a risultati ottimali.”.

In sintesi gli step per diventare astronauti

  • 1. Lauree ammesse. Lauree ingegneristiche, scientifiche, veterinaria, biologia, medicina, matematica.
  • 2. Per lavorare all’Agenzia Spaziale Europea. Ogni cinque anni viene bandito un concorso pubblico a cui possono partecipare tutti i cittadini degli stati membri dell’ESA.
  • 3. Specializzazioni. Per gli astronauti esistono due tipi di specializzazioni possibili: pilota e specialista (pilota militare e/o di shuttle) di missione (scienziato).
  • 4. Lingue straniere. Conoscere la lingua inglese in maniera eccellente é una conditio determinante per accedere al conosco e fare la professione da astronauta. Aver soggiornato almeno sei mesi all’estero potrebbe essere utile ad accumulare punteggio.
  • 5. Competenze e brevetti. Conoscere altre lingue, anche asiatiche e avere brevetti o essere esperti in discipline sportive estreme potrebbe essere “preferibile”. Occorre essere in buono stato fisico e psicologico e avere una vista da 10 decimi per occhio pur indossando le lenti (non aver subito comunque interventi correttivi).
  • 6. Pilotaggio. Avere una carriera pregressa o in corso come pilota di aerei militari é una conditio molto importante. L’agenzia potrebbe preferire già in grado di pilotare piuttosto che inesperti (consigliabile dopo il liceo frequentare l’accademia militare dell’arma dell’aeronautica)
  • 7. Età di accesso alla carriera. Il range di età per accedere alla carriera da astronauta va dai 25 ai 40 anni
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