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Come diventare anestesista: cosa fare formazione e stipendio

Cristina Siciliano 28 Gennaio 2021
C. S.
22/09/2021

Ecco quali sono le indicazioni per diventare anestesista: istruzione e formazione, corsi e concorsi, mansioni specifiche e stipendio.



Da  secoli, la medicina si è dovuta confrontare con la quasi totale impossibilità di controllare il dolore fisico – il “dolor corporis” di cui parla Seneca -, caratteristica essenziale della malattia. A lenire tale dolore è da sempre un medico specialista: l’anestesista. Prima di vedere nel dettaglio come diventare anestesista, cosa studiare e come fare per diventare un medico specializzato, definiamone le mansioni.

Il ruolo primario di questo professionista è quello di elaborare processi di carattere clinico per mantenere, proteggere ed ottimizzare le funzioni vitali del paziente alterate dall’atto chirurgico. Prima dell’intervento chirurgico, lo specialista ha mansioni specifiche: valuta il rischio anestesiologico e cardiologico del paziente formulando un piano di trattamento, tenendo in considerazione lo stato clinico di ciascun paziente.

Ad offrire un’assistenza qualitativamente elevata e sicura in ambito anestesiologico sono gli infermieri anestesisti. Essi operano in modo autonomo o in collaborazione con altri professionisti, in un contesto caratterizzato dall’alta complessità terapeutica. Nell’ambito della loro attività hanno la responsabilità di garantire una presa a carico globale del paziente nel corso del periodo operatorio. Si avvalgono di competenze tecniche necessarie per valutare gli atti medici delegati. Inoltre, devono essere in grado di garantire il supporto relazionale significativo sia all’utente che alla famiglia. Gli infermieri preparano apparecchiature anestesiologhe, verificandone la pulizia del corretto funzionamento. Infine, collaborano con i professionisti anche nella fase del risveglio della persona assistita, nell’immediato post-operatorio e nella sala risveglio.

Come diventare anestesista: laurea, corsi, specializzazione, concorso ed esperienze di lavoro

Il percorso per diventare medico anestesista non è semplice. Una volta preparato scientificamente e clinicamente, lo specialista deve seguire un’istruzione ben precisa. E’ necessario conseguire la Laurea in Medicina e Chirurgia, della durata di ben 5 anni. Terminata questa fase, bisogna frequentare la Scuola di Specializzazione in Anestesia e Rianimazione e Terapia del Dolore, della durata di 4 anni. Finita la specializzazione, si può partecipare ai concorsi pubblici presso le Asl territoriali oppure, in alternativa, bisogna inviare la propria candidatura con tutti i requisiti  presso le strutture private.

A fornirci dei chiarimenti su come diventare anestesista, sulla formazione e l’importanza di questo mestiere è la dott.ssa Caterina Aurilio, professore ordinario del Dipartimento della Donna, del Bambino e di Chirurgia Generale e Specialistica Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.

Secondo lei qual è il percorso di istruzione e formazione necessario per diventare un medico anestesista? Quale tipo di corso o concorso post specializzazione consiglierebbe?

In Italia il Ministero dell’Istruzione prevede una sola possibilità, e cioè partecipare al concorso nazionale a quiz che permette di iscriversi alla Scuola di Anestesia, Terapia intensiva e Terapia del dolore della durata di 5 anni.

Riguardo alla sua esperienza personale, cosa l’ha spinta a specializzarsi in Anestesia e Rianimazione?

La scelta della specializzazione in Anestesia, Rianimazione e Terapia del dolore è stata dettata dalla possibilità di avere un rapporto diretto con un paziente sofferente. E che deve subire un’operazione, come pure l’intervento immediato ad un paziente che ha necessità di cure intensive.

Cosa fanno gli anestesisti: mansioni e lavoro

Un ulteriore responso su come fare per diventare anestesista è dato anche dalla dott.ssa Rosalba Tufano, professore emerito di Anestesia e Rianimazione dell’Università degli Studi di Napoli Federico II:

Il medico rianimatore è uno specialista che, preparato culturalmente durante i 5 anni post-laurea di Scuola di Specializzazione, presta la propria opera in Sala operatoria. Egli attua quella Medicina perioperatoria in cui assicura l’assistenza al paziente chirurgico, sia in fase intraoperatoria che nelle immediate ore postoperatorie. Inoltre, provvede al controllo delle funzioni vitali, identificando sul nascere i fattori di rischio ed evitando le complicanze postoperatorie. Lo specialista è in grado di avere una visione olistica del paziente. Egli è dotato di profonde conoscenze dei meccanismi fisiopatologici e delle tecniche sofisticate di monitoraggio ed assume decisioni rapide, complesse e spesso determinanti. Nei dipartimenti di Emergenza è spesso  identificato come Team leader“.

La sala operatoria è un ambiente dinamico e critico allo stesso tempo, in cui lo specialista  agisce per mantenere stabile lo stato anestetico del paziente. Il ruolo e le mansioni dell’anestesista assumono un’importanza cruciale, dovendo questi assicurare un livello di profondità ipnotica. Ed un piano lenitivo adeguati per tutta la durata dell’operazione. Si tratta di un compito complesso, in quanto non esiste ad oggi una definizione dei parametri clinici standard ed universalmente noti che consentano di stabilire oggettivamente il livello di ipnosi del paziente.

Anche la dott.ssa Caterina Aurilio conferma tale tesi asserendo che: “Per l’azienda ospedaliera lo specialista svolge un ruolo altrettanto importante nella programmazione e conduzione delle sedute operatorie, in quanto le prestazioni cliniche che producono maggiore introito (DRG) ad un’azienda ospedaliera sono quelle chirurgiche“.

Quanto guadagna un anestesista: stipendio e retribuzione

Esistono diversi fattori che determinano l’entità dello stipendio di questa figura medica. Il salario varia se si lavora all’interno di una struttura pubblica o un ente privato. Sempre la dott.ssa Caterina Aurilio ci fornisce una delucidazione in merito precisando che: “lo stipendio di un anestesista rispecchia il CCNL 2016-18, che definisce gli stipendi  annuali dei medici ospedalieri che si attesta sui 70.000 euro lordi“.

In conclusione, la disciplina relativa a tale specialista è in continua evoluzione ed è al passo con i tempi. Nonostante le evidenti e numerose difficolta del sistema sanitario nazionale. In merito la dott.ssa  Rosalba Tufano dichiara che: “Oggi la disciplina è notevolmente evoluta per cui il professionista si occupa anche di altre branche quali la Terapia del Dolore e la Terapia Iperbarica”.

© Riproduzione Riservata
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Cristina Siciliano Sono laureata in Lettere Moderne e specializzanda in Filologia Moderna (curr. Umanistica Digitale). Ho esperienza nell'ambito della comunicazione ed ho svolto l'attività di pubblicista per diverse testate giornalistiche online, anche all'Estero. In questi ultimi due anni ho potuto lavorare come assistente part-time all'Università. Ho un'ottima conoscenza della lingua inglese e buone capacità informatiche e di Team working. Attualmente il mio punto di forza è sicuramente la mia modestia, che mi permette di conoscere tutti i miei limiti. Ho una grande passione per la scrittura, che è nata sulla carta ed è migrata sulla tastiera. Infatti, mi piace scoprire, conoscere, imparare e amo qualsiasi cosa racconti una storia. Leggi tutto