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16 ottobre 2013

Numero Chiuso. Gli studenti di Spl e Azione Uni sul numero chiuso: troppi disagi, servono soluzioni

Abolizione test ingresso

Sul numero chiuso, sul bonus maturità abolito, sui ricorsi al numero chiuso, scandali e disagi, arrivano le dichiarazioni degli studenti. Diana Fabrizi e Giuseppe Romeo

Numero Chiuso

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“Ogni anno la stessa storia, con l’avvento delle nuova immatricolazioni arrivano anche i problemi relativi alla gestione dei corsi a numero chiuso, i ricorsi, gli scandali e moltissimi altri disagi che colpiscono l’università italiana già duramente provata dai pochi finanziamenti e dalle scarse risorse.

E’ necessario che il Ministero e le commissioni parlamentari predisposte si assumano la responsabilità di rivedere e rimodulare l’intero impianto per accedere ai corsi a numero chiuso, non possiamo più permetterci di approvare singoli provvedimenti che mettano delle toppe a un sistema che fa acqua da tutte le parti”.

è quanto dichiarano in una nota congiunta Diana Fabrizi e Giuseppe Romeo, rispettivamente Capogruppo e membro dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari per la lista Studenti per la Libertà – Azione Universitaria.

“L’emendamento presentato dall’On. Galan in commissione Cultura alla Camera sul quale sembra esserci una convergenza anche delle altre forze politiche, per quanto utile nell’immediato, altro non è che un palliativo. Immatricolare in sovrannumero gli studenti che sono rimasti fuori a seguito dell’eliminazione in tutta fretta del Bonus Maturità – continuano – può essere una soluzione per limitare proteste e polemiche ma a conti fatti rischia di creare più disagi che altro. Siamo molto in ritardo, gli studenti non idonei avranno probabilmente già provveduto a iscriversi in altre facoltà o addirittura in altri atenei pagando già le tasse e quelli idonei avranno già cominciato a seguire le lezioni, come gestire ora ulteriori cambi e nuove immatricolazioni”?

“Restiamo tendenzialmente a favore del numero chiuso per alcune facoltà ma sappiamo bene che il sistema attuale non funziona: il numero chiuso potrà essere una risorsa solo quando si applicheranno criteri uguali per tutti, il merito avrà un ruolo importante nella stesura delle graduatorie e le agenzie di diritto allo studio saranno in grado di supportare anche gli studenti privi di mezzi. Fino ad allora – concludono Fabrizi e Romeo – tutti i provvedimenti presi sull’onda dei singoli problemi saranno inutili e superficiali e non agevoleranno in alcun modo gli studenti”.

 

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