• Google+
  • Commenta
3 ottobre 2013

Alessandro Rugnone di Squadra Antimafia svela Ruggero Spina

Alessandro Rugnone
Alessandro Rugnone

Alessandro Rugnone

Controcampus incontra Alessandro Rugnone, alias Ruggero Spina in Squadra Antimafia 5

Occhi neri profondi, sguardo tenebroso, accattivante. Bello, affascinante e, a parere di tante fan, “tremendamente sexy”.

Al contempo, però, semplice nella sua bellezza e soprattutto nel suo animo che ancora preserva e custodisce tutti i colori della sua terra d’origine, Bagheria. Brillante e, soprattutto, un bravo e talentuoso attore, tutto italiano.

Alessandro Rugnone, è lui la nuova leva, il nuovo volto della seguitissima serie tv Squadra Antimafia 5. Alessandro, in sole poche puntate di Squadra Antimafia 5, è riuscito a sedurre il “popolo” delle fiction e a conquistare tantissimi consensi e plausi, pur indossando i panni del “cattivo”, lo spietato Ruggero Spina. Di serie in serie e ad ogni puntata, Squadra Antimafia 5 cattura il pubblico e combatte ad armi impari la “concorrenza”. Alessandro, ad ogni scena interpretata, conquista onore e meriti e il massimo “rispetto” del folto pubblico della fortunata fiction in onda su Canale 5.

Un incontro speciale quello con Alessandro Rugnone di Squadra Antimafia 5. Un “piccolo” grande personaggio in grado di conquistare e catturare fin dalle prime battute. Un sorriso coinvolgente, una simpatia travolgente. Il ragazzo della porta accanto, ma non senza una ricca dose di spessore e serietà. In ogni parola raccontata, tutta la passione profusa per il suo lavoro, che ama definire un “gioco” e che si diverte a concretizzare ogni giorno, quasi come fosse una missione. Senza mai perdere di vista la realtà. Senza mai staccare i piedi da terra. Un grande attore, dunque, ma soprattutto un ragazzo che “ancora” con un pizzico di velata timidezza, si svela a Controcampus raccontando di sé e di uno dei suoi set più importanti: Squadra Antimafia 5 (ideazione Pietro Valsecchi, targata Taodue).

Chi è Alessandro Rugnone, ma soprattutto, cosa sogna di essere da grande

“Una domanda da un milione di dollari! Io sono Alessandro Rugnone! Nonostante sui social network molti provino a farmi venire crisi di identità, perché in pochi credono che sia io a curare il mio profilo Facebook in prima persona e a rispondere direttamente.
Da grande? Io sono grande! Io mi sento un uomo e mi sento in corsa sulla strada che ho deciso di intraprendere qualche anno fa e sento di starla percorrendo in evoluzione, anche rispetto ai miei desideri e obiettivi. Qualche anno fa desideravo anche essere un regista teatrale e negli ultimi anni mi sono avvicinato alla regia teatrale e alla scrittura e questo è stato sicuramente un passo evolutivo verso quel “grande” di cui tu parli. Cosa mi aspetto dal domani… non lo so. Ma io qualche idea ce l’ho! E verso queste mi sto dirigendo.”

Fiction, teatro, cinema. Cosa ti fa sentire più “attore” e soprattutto ti soddisfa e gratifica di più?

“Una delle cose che più mi piace più fare nella vita é dare vita ai miei personaggi. Scoprire i loro mondi e riversare qualcosa di mio in questi. Che questo accada poi su un palcoscenico o davanti una macchina da presa o che accada una sera con una chitarra in mano, un amico davanti a paio di birre… è una delle cose che più amo fare nella vita. Pertanto, l’importante é farla!”

Squadra antimafia 5 è una fiction di grande successo che registra ad ogni puntata numeri importantissimi di spettatori. Quanto è stato importante per te partecipare nel ruolo di Ruggero Spina?

“Per me essere nel cast di squadra antimafia 5 é stato importante perché mi ha dato la possibilità di interpretare un personaggio e di addentrarmi in qualcosa di “gigantesco”. Si, perché Squadra Antimafia è seguitissima é c’è gente che dedica tantissimo tempo, tantissima passione e amore nel realizzare questa seguitissima serie. Quindi mi sono trovato in un mondo già presente nell’immaginario collettivo. Quasi come trovarsi in passato catapultati nell’Iliade. Come trovarsi all’improvviso dentro una serie che comunque per certi versi ha creato dei miti. Perché Rosy Abate è comunque un’icona per un certo pubblico. È stato emozionante. Si molto emozionante!”

Il personaggio cattivo di Alessandro Rugnone in Ruggero Spina

Ti piace interpretare ruoli di questo tipo o preferisci essere il Buono?

“In realtà non vedevo l’ora di fare il cattivo. Il più delle volte ho fatto il buono, il liceale, il ragazzo piuttosto che l’intellettuale. Quindi davvero non vedevo l’ora di trovarmi un kalashnikov in mano e interpretare il ruolo del cattivo. Ho avuto modo di mettermi alla prova e di mettere in campo delle zone inesplorate.”

Non c’è nulla da eccepire rispetto al tuo fascino. Sei chiaramente un bel ragazzo! Ritieni che la tua bellezza abbia giocato un ruolo importante nel tuo percorso professionale?

“Questo dovresti chiederlo ai registi con cui ho lavorato e che hanno deciso di lavorare con me! Io credo che la bellezza, come tutte le altre qualità, sia un valore aggiunto. Come lo é la professionalità, la serietà, la disciplina, quindi, sicuramente ha inciso. É sicuramente il motivo per cui non ho fatto il brutto, é che c’è il fatto che sono bello!”

Il commissario Montalbano. Altra fiction di conclamato successo a cui hai partecipato. Com’è stato lavorare con Luca Zingaretti?

“Meraviglioso. Lui é una persona, un professionista serio (no serioso). Esigente, preciso, puntuale per quel poco che ho avuto l’onore di affiancarlo. Questo ho percepito di lui. Con me è stato molto carino perché abbiamo fatto la stessa scuola, l’accademia. In quel periodo io la frequentavo ancora e quando andavo sul set gli portavo i saluti dei suoi ex docenti. Con me è stato veramente buono.”

C’è qualcosa che in particolare ti è più rimasto impresso o nel cuore, un aneddoto che puoi raccontarci collegato alla registrazione delle puntate di squadra antimafia?

“Durante una scena con un bambino in Squadra Antimafia dovevo creare un momento di tensione incutendo timore al bambino. Era tutta la mattina che eravamo sul set, il bambino era giustamente stanco. Nel vivo della scena in cui dovevo interagire col bambino, lui mi ha sbadigliato in faccia!”

Sicuramente sarà difficile rubarti qualche anticipazione sulle prossime puntate di Squadra Antimafia 5. Allora chiedo ad Alessandro Rugnone, perché non farlo?!

“No, non si può! Perché rovinare la sorpresa?! Io se non conoscessi la storia non la vorrei sapere. Non posso sbottonarmi. Preferisco tenere i telespettatori sul filo!”

La next mission di Alessandro Rugnone: Cinema, teatro, altra fiction

“Penso di darmi alla scrittura di un nuovo spettacolo su Vincent Van Gogh per il teatro. Sono ancora all’inizio di questo viaggio e per ora so solo che… lo farò!”

Tra i nostri tanti lettori ci sono tanti giovani che aspirano ad entrare nel mondo dello spettacolo. Da giovane attore ad aspiranti giovani attori, cosa diresti o consiglieresti loro?

“Che se hanno il desiderio di farlo che tengano sempre a mente che è un gioco, che va fatto con gioia. Io mi sveglio ogni mattina e cerco di rincasellare questa grande insegna sul lavoro che faccio. É una cosa che richiede energie e tanto tempo. Però ricordar loro che é sempre un gioco, é una buona regola per poterlo affrontare al meglio e rispettare le motivazioni che all’inizio hanno portato me stesso a fare l’attore, a far questa scelta.”

Il motto o la parola d’ordine di Alessandro Rugnone. Ne hai una che accompagna da sempre il tuo mondo, la tua vita e la tua carriera?

“Ho delle canzoni, anche se che ciclicamente cambiano. Una costante però c’è e torna nei miei momenti particolari. Allora me la ritrovo “intorno”, alla radio, in giro, la sento cantare. Sembra che sia lei a cercare me e non il contrario.”

… e di quale canzone si tratta?
“Father and son” di Cat Stevens. È lei che ha scelto me… non l’ho scelta io.”

Google+
© Riproduzione Riservata