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21 ottobre 2013

Università di Venezia. Al via l’anno accademico 2013/2014 di Cà Foscari

Università di VENEZIA – L’ateneo veneziano oggi ha dato ufficialmente avvio al nuovo anno accademico. Al cinese Hui ed al tedesco Habermas il Premio Pacioli

Al via l’anno accademico 2013-2014 dell’Università di Venezia Cà foscari. Musica, teatro, ricerca e premi alle eccellenze

Un anno di servizi, innovazioni, ricerca: nel triennio 2014-2016 interventi edilizi per 100milioni di euro, mille nuovi posti letto

Ha ufficialmente preso il via oggi, con la cerimonia di inaugurazione al Teatro Malibran di Venezia, l’Anno Accademico 2013-2014 dell’Università di Venezia.

I servizi, i risultati dell’ateneo in tutti i suoi ambiti, ospiti, premi, il tutto raccontato direttamente dalla voce dei suoi protagonisti: la cerimonia si è aperta con alcuni dei volti più noti passati per l’Università di Venezia nell’ultimo anno e raccolti in un video collage per l’occasione, da Margareth Mazzantini, a Beppe Severgnini, da Lilian Thuram a Serena Dandini.

Quest’anno la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico dell’ateneo ha avuto per protagonisti i nomi, i volti di quanti ogni giorno con i propri servizi e attività contribuiscono a fare di Ca’ Foscari Università di Venezia un ateneo all’avanguardia: il Placement (con Arianna Cattarin, la sfida delle competenze trasversali (con il Competency Center raccontato da Sara Bonesso e Fabrizio Gerli), l’internazionalizzazione (Alide Cagidemetrio), L’Università 2.0 (Paolo Balboni), l’economia in tre minuti con i video sull’alfabetizzazione finanziaria, la sostenibilità (Ca’ Foscari edificio ‘green’ più antico al mondo).

Il Rettore di Ca’ Foscari Università di Venezia Carlo Carraro: «Ca’ Foscari è oggi un ateneo diverso sotto molteplici punti di vista – ha affermato dal palco il Rettore – organizzativo, fisico e anche economico-finanziario: nonostante un taglio del 16% ai finanziamenti pubblici abbiamo investito in ricerca (più 40%), nonostante il calo degli iscritti a livello nazionale l’Università di Venezia li ha invece incrementati progressivamente. E nonostante il blocco del turn over abbiamo reclutato circa nuovi 80 ricercatori e 22 professori associati, e accantonato risorse per nuovi investimenti pari a  15 milioni di euro. Ma il nostro è un ateneo diverso anche perché è una esperienza di vita, aperto alla collaborazione con le istituzioni e aperto ai suoi studenti fra iniziative e opportunità di studio e cultura. L’anno che oggi inauguriamo lo dedichiamo al lavoro, e per quanto ci compete continuiamo a mettere in campo iniziative e strumenti  per i nostri iscritti affinché possano fare esperienze professionali già in tutte le fasi della loro carriera universitaria».

Il Ministro per lo sviluppo economico Flavio Zanonato ha voluto lasciare un messaggio con cui salutare l’avvio del nuovo anno accademico di Ca’ Foscari Università di Venezia: «Voi rappresentate una delle eccellenze strategiche per conquistare un futuro migliore – così il Ministro – Coniugando il vostro sapere con il saper fare sono sicuro che potremo inaugurare una nuova stagione di sviluppo sostenibile  fondata su una rinnovata fiducia nelle istituzioni e sulla collaborazione fra tutti i protagonisti del mondo della conoscenza e del lavoro».

In prima linea, fra i protagonisti, gli stessi studenti dell’ateneo: sul palco, per il gran finale, con un estratto de Tamerlano il Grande (produzione del Cantiere Ca’ Foscari teatro, andato in scena nella passata stagione teatrale dell’ateneo), sul palco per gli intermezzi musicali con il progetto Elettrofoscari.

A salutare l’avvio del nuovo anno accademicodell’Università di Venezia l’intervento del Direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli: «Il ruolo che il nostro Paese potrebbe svolgere se solo si rendesse conto di quanta bellezza utile può produrre – sotto forma di idee originali, lavori ben fatti, paesaggi e tesori curati e valorizzati – è d’importanza inestimabile. Ma perché ciò avvenga bisogna investire in una rete di saperi, fondamentale nell’economia della conoscenza. Una rete di saperi che non può che avere al centro le università. Non il mondo universitario. Le sue università migliori, perché bisogna smetterla di pensare all’istruzione e alla formazione come a una sorta di monolite».

I Numeri:

L’Università di Venezia, nata nel 1868  come prima Scuola Superiore di Commercio  nazionale, conta oggi 20mila studenti, 500 docenti, 44 corsi di laurea, 39 master, 14 corsi di dottorato, 40 lingue insegnate. All’Università di Venezia è presente l’unico corso di laurea in Italia in lingua dei segni.

Il Palazzo sul Canal Grande, sede centrale dell’università, è l’edificio sostenibile certificato Leed più antico del mondo. L’Università di Venezia è il primo ateneo italiano nella classifica Greenmetric.

Internazionalizzazione: Studenti di 118 nazionalità, 134 accordi internazionali,

15 Desk in the World,  400mila euro in stage e placement all’estero per il 2013-2014, 70 visiting professors.

Tasso di occupazione: 88% a 5 anni dalla laurea

Ricerca:  3,7 milioni di euro in attività di ricerca, 169 assegni di ricerca, 10mila le giornate di studio trascorse all’estero dai dottorandi.

Biblioteche: aperte 30mila ore l’anno

Edilizia: oltre 100 milioni di euro in interventi edilizi per il triennio 2014-2016,1.100 nuovi posti letto entro il 2018, 1250 alloggi attualmente gestiti dall’Housing Office di Ca’ Foscari. clicca qui per leggere la Relazione Unica delle performance.

Premio Pacioli

Numerosi sono stati i premi consegnati nel corso della cerimonia di inaugurazione: il Premio Luca Pacioli è stato conferito a Jürgen Habermas, filosofo, storico e sociologo tedesco e all’intellettuale cinese Wang Hui ospite di Ca’ Foscari con un intervento dal titolo “Public Principle, the Propensity of Time and Cross-Border Knowledge”.

Jürgen Habermas

Motivazione:

Jürgen Habermas possiede notorietà internazionale, ha competenze largamente interdisciplinari: oltre alla filosofia, si è occupato di scienze sociali, scienze del linguaggio, psicologia evolutiva, teoria politica, scienze giuridiche, antropologia, religione.

Il Prof. Habermas è voce tra le più importanti del dibattito culturale e politico internazionale, intervenendo più volte sui temi delle relazioni politiche internazionali, sull’identità dell’Europa, sull’ingegneria genetica (ricordo il volume sul “Futuro della vita umana”), sui rapporti fra politica e religione (noto è il suo dibattito con l’allora cardinale Ratzinger), sulla storia contemporanea tedesca (il dibattito sul “nazismo” con gli storici cosiddetti “revisionisti”).

Breve profilo:

Jürgen Habermas (Düsseldorf, 18 giugno 1929) è un filosofo, storico e sociologo tedesco nella tradizione della “Teoria critica” della Scuola di Francoforte .

Nei suoi scritti occupano una posizione centrale le tematiche epistemologiche inerenti alla fondazione delle scienze sociali reinterpretate alla luce della “svolta linguistica” della filosofia contemporanea; l’analisi delle società industriali nel capitalismo maturo; il ruolo delle istituzioni in una nuova prospettiva dialogico – emancipativa in relazione alla crisi di legittimità che mina alla base le democrazie contemporanee e i meccanismi di formazione del consenso.

La sua elaborazione filosofica lo ha visto sempre impegnato nella critica del metodo del conoscere oggettivamente. Questo lo ha condotto sulla via della fondazione di una nuova ragione comunicativa, che egli ritiene possa liberare l’umanità dal principio di autorità. Infatti, considera che solo il paradigma conoscitivo intersoggettivo quale elemento fondativo di una nuova ragione comunicativa va ben al di là di un astratto paradigma della soggettività, di cui peraltro sollecita l’abbandono.

Biografia

Habermas ha vissuto fino al conseguimento del diploma di maturità a Gummersbach, dove suo padre Ernst dirigeva la sede locale della Camera di Commercio e dell’Industria di Colonia. Ha studiato a Gottingen (1949/50), Zurigo (1950/51) e Bonn (1951-54) dove nel 1954 si laurea con una tesi dal titolo: ‘L’Assoluto e la storia. Sull’ambivalenza nel pensiero di Schelling (Das Absolute und die Geschichte. Von der Zwiespältigkeit in Schellings Denken).

Ottiene l’abilitazione nel 1961 a Marburgo con lo scritto ‘Mutamenti di struttura dell’opinione pubblica. Ricerche su una categoria della società civile’ (Strukturwandel der Öffentlichkeit. Untersuchungen zu einer Kategorie der bürgerlichen Gesellschaft), pubblicato successivamente in Italia come ‘Storia e critica dell’opinione pubblica’. Da quel momento inizia una straordinaria carriera come professore di filosofia all’Università di Heidelberg, dove insegna fino al 1964. Come suoi maestri Habermas indica Erich Rothacker, Oskar Becker, Nicolai Hartmann, Wilhelm Keller, Theodor Litt, Johannes Thyssen e Hermann Wein.

Dal 1964 al 1971 Habermas è stato professore di filosofia e sociologia alla Goethe Universitaet di Francoforte. Nel 1971 si trasferisce a Starnberg nei pressi di Monaco, dove insieme a Carl Friedrich von Weizsäcker guida il “Max-Planck-Institut per la ricerca delle condizioni vitali del mondo tecnico scientifico”. Nel 1981 pubblica il suo lavoro più importante, Teoria dell’agire comunicativo (Theorie des kommunikativen Handelns, vol. 1: Handlungsrationalität und gesellschaftliche Rationalisierung, vol. 2: Zur Kritik der funktionalistischen Vernunft), nel quale si confronta con George Herbert Mead, Max Weber, Emile Durkheim e Talcott Paesons.

Nel 1983 torna a Francoforte dove gli viene assegnata la cattedra di filosofia con specializzazione in filosofia sociale e filosofia della storia e nel 1994 viene nominato Professore Emerito.

Dal 1983 Habermas è curatore della rivista mensile di scienze politiche “Blätter für deutsche und internationale Politik”.

Nel 2001 è stato insignito del premio per la pace delle “Librerie Tedesche”, nel 2003 gli è stato consegnato il “Premio Principe delle Asturie”, nel 2004 riceve il “Premio Kyoto” per la carriera, uno dei riconoscimenti attuali più significativi per la cultura e la scienza.

Habermas appartiene alla seconda generazione della “Scuola di Francoforte”. La sua opera principale è la Teoria dell’agire comunicativo nella quale elabora il concetto di una comunicazione libera da rapporti di potere. I critici accusano Habermas di aver fatto della Teoria Critica, che aveva inizialmente come obiettivo la critica radicale dei rapporti di potere, una teoria apertamente a giustificazione dello stato.

Wang Hui

Motivazione per il contributo alla rappresentazione della world history ed alla

storia  intellettuale cinese in un’epoca in cui l’Asia ha assunto un ruolo determinate negli equilibri politici del mondo per la sua fresca e innovativa interpretazione della storia e delle relazioni fra “Oriente” e “Occidente”. Ha proposto il tema della modernità sotto una nuova luce, secondo una prospettiva inedita, osservando il mondo intero dalla prospettiva asiatica. Nel suo viaggio nella storia intellettuale e letteraria, Wang Hui, sfidando le tradizionali interpretazioni della storia, decostruisce la tradizionale immagine dell’Asia e propone una rappresentazione che supera la consueta prospettiva europea ed eurocentrica. Cosa intendono gli Asiatici quando parlano di Asia? Nonostante l’opera di Wang Hui assuma come focus la Cina, la sua riflessione pone un problema più ampio, auspicando, attraverso un’approfondita analisi della storia del pensiero cinese, il superamento del modello occidentale e capitalista di modernità. Anteporre al modello occidentale un modello di modernità alternativa significa per Wang Hui recuperare la storia e ripensarla nel tentativo di fornire all’uomo moderno le chiavi per comprendere la propria tradizione culturale e ricollocarla in una nuova immagine di Asia e del suo ruolo nel mondo contemporaneo. Il merito di Wang Hui è stato quello di aver avuto una visione della storia che rispecchia il dialogo delle culture dell’epoca contemporanea e di averla suffragata con conoscenze critiche e obiettive. Realizzando appieno la missione dello storico, pur consapevole dei confini del tempo e dello spazio, Wang Hui opera per arricchire il patrimonio morale e intellettuale dell’umanità con una più profonda comprensione del retaggio culturale e del legame con il passato.

Biografia e opere

Professore alla prestigiosa università Tsinghua di Pechino e all’Accademia Cinese di Scienze Sociali, direttore della prestigiosa rivista cinese Dushu (Reading) dal 1996 al 2007 assieme a Huang Ping, è stato definito uno deicento intellettuali più famosi del mondo (US magazine Foreign Policy, 2008). Ha ricevuto molti premi e titoli accademici per la sua cospicua e rilevante produzione accademica ed è stato visiting professor in vari prestigiosi atenei di tutto il mondo, Harvard, Edinburgh, Stanford, UCLA, Berkeley, Washington etc. Oggi è considerato uno degli esponenti della “Nuova Sinistra” cinese. Partecipò alle proteste di Tiananmen del 1989 e in seguito fu inviato per un anno di rieducazione nelle regioni montane dello Henan e dello Hubei. Ha lottato per difendere gli strati più deboli della società cinese in seguito alle riforme economiche in particolare sostenendo i diritti di gruppi collettivi, come le minoranze etniche, le donne e gli immigrati.

Gli altri premi:

Conferiti i Premi alla Ricerca ad Anna Cabigiosu, Matteo Melchiorre, Toshio Miyake per la categoria Giovani ricercatori e a Roland Hinterhölzl, Marco Li Calzi, Marcello Pelillo per la Ricerca avanzata, i Premi alla didattica ai tre docenti ‘migliori’ secondo le valutazioni degli studenti, Maria Silvia Avi, Stefano Malavasi, Marco Salati, e il Premio all’innovazione e trasversalità della didattica al progetto ‘La visione imprenditoriale’ coordinato dal prof Carlo Bagnoli; i Premi al Merito ai migliori tre studenti di ciascun corso di laurea, Campalani Carlotta, Sfar Hancha Nader, Mastantuoni Gabriella, Novello Matteo, Rigon Valentina, Seno Federica, Bellettieri Diego Alvise, Negroni Elisabetta, Magliocchi Andrea, Pilla Umberto, Pilati Marta, Scarpa Francesco, Montanari Giovanni, Bianchin Daniele, Vidotto Gianmarco, Ugolini Marco, Ribaudo Elena, Bergo Giulia, Rusnac Leonid, Salvini Fabio, Sottana Matteo, Corsi Giulia, Facchin Carlo, Cescon Fabio, Tonello Anna, Tarsetti Anna, Pagin Elia, Barichello Alessia, Milione Francesca, Verlato Olga, Pecoraro Marianna, Piaser Jessica, Tasi Francesca, Stroppa Irene, Soloperto Sofia, Dalla Pozza Petra, Stasi Zoe, Polesello Veluti Daniele, Ronca Federica, Santoro Giulia, Donadon Marco, Scarselletti Chiara, Lorenzi Arianna Maria, Cupic Roko, Moro Giulia, Feltrin Isabella, Ferrari Elena Sofia. Il Premio Alumnus dell’Anno dell’Associazione Ca’ Foscari Alumni viene consegnato da Andrea Tomat, Presidente dell’Associazione a Roberto Bonzio, giornalista, scrittore e multimedia storyteller.

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