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10 novembre 2013

Contributi minimi e sistema previdenziale: contributi minimi per Alemanno

Contributi minimi e sistema previdenziale: intervista esclusiva al Presidente Alemanno. Cosa sono i contributi minimi, sistema previdenziale e le casse professionali

I contributi obbligatori, fulcro nevralgico del Sistema di Sicurezza Sociale, traggono origine dall’esistenza di un’attività di lavoro che sia tutelata e regolata dall’ordinamento giuridico italiano.

Tali somme di denaro devono essere versate agli Enti Pubblici Previdenziali (Inps, Inpdap, Inail ed Ipsema) oppure alle Casse Professionali, a seconda del tipo di attività lavorativa svolta.

A che cosa servono tali contributi? Le somme versate periodicamente nel corso dell’attività lavorativa vanno ad incrementare un Fondo, cui si attinge in presenza di alcune condizioni:

  • 1) Requisiti per la liquidazione della pensione;
  • 2) Requisiti relativi al sostegno del reddito familiare;
  • 3) Diminuzione della capacità di effettuare prestazioni lavorative;
  • 4) Cessazione del rapporto di lavoro.

Come affermato in precedenza, i professionisti iscritti ai relativi Albi devono obbligatoriamente uniformarsi alle regole previdenziali stabilite dalle proprie Casse di riferimento. Esistono, tuttavia, figure lavorative le quali, pur esercitando le proprie mansioni in maniera professionale ed autonoma, e senza vincolo di subordinazione, risultano obbligate ad iscriversi alla cosiddetta Gestione Separata dell’Inps. Tali figure professionali (venditori porta a porta, associati in partecipazione, lavoratori autonomi occasionali ecc..), il cui regime contributivo è regolato dalla legge n.335 del 1995, sono prive di Cassa Autonoma, pertanto surclassate e sfavorite dall’applicazione della più alta aliquota previdenziale di tutti i settori lavorativi del mondo autonomo: un’aliquota superiore al 27%.

Contributi minimi e sistema previdenziale: cosa sono, quali sono e come funzionano

  • Contributo Soggettivo: I liberi professionisti italiani, di norma, sono tenuti a versare una quota di contributi previdenziali il cui ammontare varia a seconda del reddito dichiarato.
  • Contributo integrativo: Il cliente del professionista, invece, è tenuto a versare una quota integrativa d’importo medio basso.
  • Contributo di Maternità: Le professioniste devono versare una quota aggiuntiva a titolo d’indennità di maternità.
  • Contributi Minimi: Ciascuna Cassa Professionale, infine, stabilisce, in ottemperanza alle norme di settore, l’obbligatorietà del pagamento di una quota minima, il cui ammontare prescinde dal reddito dichiarato dai singoli professionisti.

Il Sistema Previdenziale italiano è caratterizzato da una dicotomia tra Enti Pubblici Previdenziali e Casse Professionali. I primi gestiscono il sistema previdenziale in termini di erogazione di prestazioni pensionistiche e non, ed in termini di imposizione e riscossione dei contributi relativi a lavoratori dipendenti, imprenditori, dirigenti, dipendenti statali e lavoratori del settore marittimo. Le seconde, invece, gestiscono l’imposizione e la riscossione dei contributi obbligatori relativi ai lavoratori professionisti a patto che siano iscritti agli appositi albi. Pertanto, sulla scorta di tali disposizioni, i lavoratori autonomi, intesi quali imprenditori e commercianti, sono tenuti a versare i contributi previdenziali, ad esempio, all’Inps, mentre i liberi professionisti, come gli avvocati, sono obbligati a versarli ai Fondi Autonomi Professionali. Tuttavia, esistono dei casi particolari. Si pensi al Fondo Pensionistico della Gestione Separata, introdotto con la Riforma Dini del 1995. Ma la configurazione della gestione dei contributi previdenziali impone di non sottovalutare anche alcuni aspetti d’impronta prettamente giuridica.

I contributi minimi e sistema previdenziale per Il presidente Alemanno

Desiderosi di ampliare i nostri orizzonti conoscitivi in merito ai contributi minimi ed, al contempo, di porre l’accento sui sistemi di gestione dei contributi previdenziali, abbiamo deciso d’intervistare il Dott. Riccardo Alemanno, Presidente dell’Istituto Nazionale dei Tributaristi.

Il Sistema di Sicurezza Sociale stabilisce l’obbligatorietà del versamento dei contributi previdenziali, il cui ammontare varia a seconda del tipo di attività svolta dal singolo lavoratore. Tali somme di denaro vanno ad alimentare dei fondi gestiti dagli Enti Pubblici Previdenziali e dalle Casse Professionali per conto dei contribuenti.

Qual è la differenza tra i due sistemi di gestione dei contributi previdenziali? Potrebbe parlarci del meccanismo della Gestione Separata? 

“Oggi tutti i sistemi di calcolo previdenziale, sia per le casse autonome che per quelle dell’INPS, sono riferiti al cosiddetto sistema contributivo, ovvero si avrà diritto ad un assegno pensionistico esclusivamente rapportato ai contributi versati. Tale sistema che ha sostituito il sistema retributivo, che purtroppo ha creato il deficit previdenziale, che oggi ancorché tardivamente si cerca di colmare, richiede l’applicazione di percentuali contributive più elevate del passato. In tal senso si è già mosso l’INPS con l’incremento delle percentuali contributive per i lavoratori autonomi e così dovranno fare le casse autonome dei professionisti poiché con le attuali aliquote contributive difficilmente potranno essere garantite pensioni ai giovani. Un discorso a parte si deve fare per la gestione separata dell’INPS, a cui aderiscono per legge i professionisti privi di cassa autonoma (L. 335/95),  che già dal 1995 quando è stata istituita è soggetta al sistema contributivo, con applicazione della maggiore aliquota previdenziale di tutti i settori lavorativi del mondo autonomo che oggi supera il 27%. Su questa problematica e sulle garanzie che la gestione separata dovrà fornire agli iscritti si sta concentrando parte dell’attività dell’INT e di Confassociazioni, la confederazione delle associazioni professionali di cui l’INT è socio fondatore”.   

Qual è la Sua opinione tecnica e professionale in merito al meccanismo relativo al regime dei contribuenti minimi? Chi sono i contribuenti minimi relativi al settore delle libere professioni?

“Il regime dei contribuenti minimi o per meglio dire il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità, come indicato dalla normativa che dal 2012 ha modificato la Legge istitutiva n. 244/2007, è sicuramente da considerare positivamente pur se ampiamente modificabile soprattutto in funzione del sostegno alle iniziative di giovani imprenditori e professionisti e di coloro che svolgono attività di lavoro autonomo marginali. E’ auspicabile una messa a regime di tale opportunità al fine di superare il periodo massimo di cinque anni di utilizzo di tale sistema come attualmente previsto, fatta salva la possibilità per i giovani di mantenerla sino al compimento del 35° anno di età. I “contribuenti minimi” sono pertanto imprenditori e professionisti, che svolgono attività individuale poiché è vietato l’utilizzo di tale regime alle società, che godono di un regime di tassazione agevolato pari ad un’imposta sostitutiva di IRPEF IRAP ed addizionali pari al 5%, che non sono soggetti ad IVA, alla tenuta delle scritture contabili e all’applicazione degli studi di settore. A fronte di queste agevolazioni, non devono superare i 30.000 euro di ricavi annui, non possono avere personale dipendente, non possono acquistare beni strumentali superiori a 15.000 euro in un triennio, non devono avere già aperta P. IVA o possedere partecipazioni societarie. In particolare nel settore delle libere professioni troviamo i contribuenti minimi ovviamente tra i giovani, ma anche coloro che pur in possesso di esperienza e capacità, si sono trovati, loro malgrado, senza lavoro. Le tipologie di professione che possono aderire a tale regime sono maggiormente quelle del settore della consulenza, rispetto a quelle per le quali è necessaria una struttura più organizzata di mezzi e persone, si va pertanto dai giovani avvocati ai tributaristi, dagli informatici ai traduttori ed interpreti per citare solo alcune delle professioni che possono utilizzare un’opportunità che deve essere ampliata e modificata in modo che possano essere anche altri soggetti a poterla utilizzare, in un momento di crisi economica ed occupazionale ciò non è solo necessario, ma doveroso”. 

Ecco l’elenco delle Casse Professionali e dei relativi Contributi Minimi.

  • Contributi minimi e sistema previdenziale avvocati:
    • contributo soggettivo minimo di base
    • contributo soggettivo modulare obbligatorio
    • contributo di integrativo minimo pari a 680 euro
    • contributo di maternità
  • Contributi minimi e sistema previdenziale architetti:
    • contributo minimo soggettivo
    • contributo facoltativo
    • contributo Integrativo
    • Contributo di Maternità
    • Contributo di Solidarietà
  • Contributi minimi e sistema previdenziale geometri:
    • contributo soggettivo
    • contributo integrativo
    • contributo di maternità
  • Contributi minimi e sistema previdenziale commercialisti :
    • contributo minimo soggettivo pari a 2.530 euro
    • contributo minimo integrativo pari a 759 euro
    • contributo di maternità
  • Contributi minimi e sistema previdenziale ragionieri e periti commerciali:
    • contributo soggettivo
    • contributo soggettivo supplementare
    • contributo integrativo
    • contributo minimo pari a 1.836,00 euro
  • Contributi minimi e sistema previdenziale veterinari (ENPAV) :
    • contributo soggettivo
    • contributo soggettivo minimo pari a 1.824,00 euro annui
    • contributo integrativo
    • contributo di solidarietà e di maternità
  • Contributi minimi e sistema previdenziale consulenti del lavoro (ENPACL)  :
    • contributo soggettivo
    • contributo soggettivo minimo pari a 2.040 euro
    • contributo integrativo
    • contributo di maternità
  • Contributi minimi e sistema previdenziale infermieri professionali (ENPAPI)  :
    • contributo soggettivo
    • contributo soggettivo minimo pari a 970,00 euro
    • contributo integrativo
    • contributo di maternità
  • Contributi minimi e sistema previdenziale psicologi (ENPAP)  :
    • contributo soggettivo
    • contributo minimo soggettivo pari a 780,00 euro
    • contributo integrativo
    • contributo di maternità
  • Contributi minimi e sistema previdenziale agronomi e dottori forestali, dei geologi:
    • Contributo  soggettivo
    • Contributo soggettivo minimo pari a 598,00 euro
    • Contributo di solidarietà e di maternità
    • Contributo integrativo

In collaborazione con Antonio Migliorino

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