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28 ottobre 2013

Contributi Minimi. Il regime dei contributi minimi secondo il presidente Boidi dell’ANTI

Presidente Mario Boidi

Regime dei contributi minimi. Da gennaio 2012, è entrato in vigore il nuovo sistema dei contributi minimi, denominato “Regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità”, che ha apportato delle modifiche sostanziali alla vecchia disciplina di settore, la Legge 244/2007.

Come tutti sanno, i contributi previdenziali rappresentano delle somme di denaro che il contribuente, datore di lavoro o lavoratore autonomo, è tenuto a versare in ottemperanza alle regole relative al finanziamento delle prestazioni previdenziali ed assistenziali.

Quest’onere contributivo, tuttavia, è una conseguenza logicamente prevedibile dell’esistenza di una retribuzione proveniente da rapporto di lavoro subordinato o del reddito di lavoro maturato in virtù dell’esercizio di attività imprenditoriali o professionali, ergo autonome.

Al di là della dicotomia esistente tra contributi previdenziali (relativi alle prestazioni pensionistiche) ed assistenziali (inerenti alle coperture dei rischi legati agli infortuni), è necessario porre in evidenza le diverse funzioni degli Enti deputati alla gestione e riscossione delle prestazioni contributive.

Regime dei Contributi Minimi. Il Sistema Previdenziale italiano è caratterizzato da una dicotomia tra Enti Pubblici Previdenziali e Casse Professionali. I primi gestiscono il sistema previdenziale in termini di erogazione di prestazioni pensionistiche e non, ed in termini di imposizione e riscossione dei contributi relativi a lavoratori dipendenti, imprenditori, dirigenti, dipendenti statali e lavoratori del settore marittimo. Le seconde, invece, gestiscono l’imposizione e la riscossione dei contributi obbligatori relativi ai lavoratori professionisti a patto che siano iscritti agli appositi albi. Pertanto, sulla scorta di tali disposizioni, i lavoratori autonomi, intesi quali imprenditori e commercianti, sono tenuti a versare i contributi previdenziali, ad esempio, all’Inps, mentre i liberi professionisti, come gli avvocati, sono obbligati a versarli ai Fondi Autonomi Professionali. Tuttavia, esistono dei casi particolari. Si pensi al Fondo Pensionistico della Gestione Separata, introdotto con la Riforma Dini del 1995. Ma la configurazione della gestione dei contributi previdenziali e l’importanza e l’utilità del regime dei contributi minimi impongono di non sottovalutare anche alcuni aspetti d’impronta prettamente giuridica.

Sui Contributi Minimi il Parere dell’Esperto

Al fin di comprendere e porre in risalto l’importanza della funzione svolta dai tributaristi ed, al contempo, di chiarire alcuni aspetti tecnici del sistema tributario italiano e del regime dei contributi minimi, abbiamo sentito il Prof. Boidi.

Presidente dell’Associazione Nazionale Tributaristi Italiani (ANTI), ex Presidente della Confederazione Fiscale Europea (CFE), membro del Gruppo di Studio della Fiscalità Aziendale presso l’Università Bocconi di Milano, ed, ovviamente, contitolare dell’importantissimo Studio Boidi & Partners.

Presidente Boidi, Lei è un tributarista di fama internazionale. E’ specializzato nel campo della consulenza fiscale e societaria ed è abilitato all’assistenza e rappresentanza dei contribuenti nelle controversie fiscali. E’ stato, inoltre, Professore di Legislazione Bancaria presso l’Università di Torino. In quali casi, secondo Lei, un contribuente dovrebbe richiedere l’assistenza di un esperto? Che differenza c’è tra un tributarista ed un Dottore Commercialista?

“Non esiste una differenza tra il dottore commercialista ed il tributarista, essendo entrambi dei liberi professionisti iscritti ad un Albo professionale, soggetto alla vigilanza del Ministero della Giustizia, dopo aver superato un esame di Stato, previo un periodo di praticantato. E’ piuttosto un titolo di specializzazione per chi si occupa, in modo prevalente della materia tributaria con gli studi, gli approfondimenti e gli aggiornamenti che questa richiede.

Ecco pertanto che la qualificazione di dottore commercialista-tributarista o di avvocato-tributarista o solo tributarista individua una specializzazione in un settore di rilevante interesse qual è quello che regola il rapporto tributario tra Stato e contribuente nel rispetto non solo della legislazione vigente ma anche delle disposizioni costituzionali.

E’ chiaro che spetta ai contribuenti avvalersi o meno dell’assistenza di un tributarista nell’adempimento degli obblighi fiscali conseguenti alla loro posizione ed ai rapporti che possono intercorrere con l’Amministrazione Finanziaria, ma ciò deve essere valutato dagli stessi in relazione alla complessità degli obblighi da assolvere ed all’entità delle controversie che possono insorgere.

Solamente davanti alle Commissioni Tributarie per controversie non superiori a 2.582,00 Euro, il contribuente può difendersi direttamente, senza alcun patrocinio professionale, così come innanzi agli uffici dell’Amministrazione Finanziaria, in quest’ultimo caso senza nessun limite di valore.

Per le controversie di importo superiore a quello sopraindicato è obbligatoria, avanti le Commissioni Tributarie, l’assistenza tecnica della persona abilitata, ex art. 12 del D.P.R. n. 546/1992 mentre per il patrocinio avanti la Corte di Cassazione occorre l’assistenza di un avvocato a ciò qualificato”.

Qual è la Sua opinione tecnica e professionale in merito al meccanismo relativo al regime dei contributi minimi? Che cosa sono i contributi minimi? Chi sono i contribuenti minimi relativi al settore delle libere professioni?

“Oltre al regime delle imprese minori disciplinato dall’art. 66 del TUIR n. 917/1986 sono state regolamentati, con diverse disposizioni, dei regimi fiscali di vantaggio a favore dei cosiddetti contribuenti minimi, dapprima con le disposizioni dell’art. 1, commi da 96 a 117 della Legge 244/2007 e successivamente dalla Legge 98/2011 che all’art. 27 disciplina il cosiddetto regime di vantaggio (reddito tassato al 5% con ricavi fino a 30.000 Euro) sotto specifiche condizioni ed al compimento di limiti di età, con una serie di agevolazioni non solo rispetto agli obblighi contabili e fiscali ma anche con l’esclusione dalla tassazione dell’IRAP.

Va infine ricordato il regime sostitutivo IRPEF delle nuove iniziative (art. 13 Legge n. 388/2000) con aliquota fissa del 10% per incentivare le attività di impresa e di lavoro autonomo. Per avere un quadro completo dei requisiti richiesti occorre riferirsi alle leggi all’uopo emanate essendo difficile riassumere i presupposti ed i vincoli da rispettare per usufruire di tali regimi agevolati.  Nel rispetto dei requisiti dalle richiamate leggi agevolative anche i liberi professionisti possono rientrare nelle predette disposizioni.

Anche nella delega al Governo per introdurre un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita, ora in discussione al Senato, è prevista l’introduzione di regimi semplificati per i contribuenti di minori dimensioni e per i contribuenti “minimi”, regimi sostitutivi forfettari con invarianza dell’ammontare d’imposte dovuto anche con differenziazioni in funzione del settore economico e del tipo di attività svolta con la conferma d’istituti premiali per nuove attività produttive.

Trattasi di un complesso normativo che tende ad avviare qualsiasi iniziativa imprenditoriale, soprattutto per i giovani che affrontano le difficoltà legate all’esercizio di impresa”.

Ecco i requisiti richiesti per fruire del regime semplificato relativo ai contributi minimi:

  • Requisiti d’accesso per il regime dei contributi minimi: svolgere un’attività i cui ricavi non superino i 30.000 euro annui. Le attività imprenditoriali o professionali dei contribuenti, in pratica, devono essere caratterizzate da ridotti volumi d’affari. Se i ricavi superassero la soglia stabilita dalla legge, il regime dei contributi minimi non potrebbe essere attuato.
  • Requisiti d’accesso per il regime dei contributi minimi: oltre alle dimensioni economiche e gestionali delle attività lavorative dei contribuenti, la legge che regola il sistema il sistema dei contributi minimi impone anche dei requisiti soggettivi. Soltanto i contribuenti che non abbiano ancora compiuto il trentacinquesimo anno di età possono godere dell’applicazione del regime dei contributi minimi.
  • Requisiti d’accesso per il regime dei contributi minimi: altro requisito soggettivo, infine, attiene alla natura giuridica del contribuente. I soggetti che possono utilizzare il regime dei contributi minimi sono le persone fisiche esercenti attività d’impresa o professioni che non partecipino già in qualità di soci a società di persone, s.r.l. e associazioni di persone che abbiano aderito al sistema della trasparenza fiscale.
  • Requisiti d’accesso per il regime dei contributi minimi: il mancato esercizio nei tre anni precedenti di attività artistica e/o professionale, intrapresa anche in forma associata o familiare – comma 2, lettera a). Il periodo di attività deve intendersi riferito ai giorni effettivi in cui la stessa viene svolta, a partire dalla data dalla quale si vuole accedere al nuovo regime. Nel caso di socio accomandante che decide di intraprendere una nuova attività, si dovrà verificare se la partecipazione fosse di apporto di solo lavoro, ovvero la sua partecipazione fosse solo di conferimento. Se la società è stata inattiva, il limite temporale non ha valenza, mancando l’attività gestione del socio.
  • Requisiti d’accesso per il regime dei contributi minimi: la prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo – comma 2, lettera b): la mera prosecuzione.

La cessazione del regime dei contributi minimi si verifica quando il contribuente durante l’anno:

  • diventa socio in una società sia di persone che s.r.l. trasparenti.
  • effettua acquisti di beni strumentali (totale fattura iva compresa) che sommati a quelli dei due anni
  • consegue ricavi o compensi superiori a euro 30.000,00 ma inferiori a euro 45.000,00;
  • effettua una cessione all’esportazione;
  • sostiene spese per lavoro dipendente o per collaboratori a progetto;
  • eroga somme a titolo di partecipazioni a utili;
  • precedenti superano i 30.000,00 euro;

Antonio Migliorino

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