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30 ottobre 2013

Contributi Minimi. Il regime dei contributi minimi dei professionisti: casse di previdenza

Il Nuovo regime dei contributi minimi, entrato in vigore nel 2012, ha modificato in maniera non del tutto irrisoria il vecchio sistema fiscale agevolato, stabilendo il principio dell’ottemperanza a determinati requisiti essenziali.

L’articolo 1 (commi da 96 a 116) della legge n. 247/2007 ha introdotto, per la prima volta, il regime fiscale agevolato.

Il decreto legge n. 98/2011, invece, ha dato vita al nuovo regime dei minimi, offrendo ai giovani aspiranti imprenditori e professionisti italiani la possibilità di realizzare i propri sogni anche in un periodo buio come quello attuale.

Desiderosi di ampliare i nostri orizzonti conoscitivi in merito ai contributi minimi ed, al contempo, di porre in risalto la figura professionale del Tributarista, abbiamo deciso d’intervistare il Dott. Riccardo Alemanno, Presidente dell’Istituto Nazionale dei Tributaristi.

Dott. Alemanno, di recente è stato rieletto Presidente dell’Istituto Nazionale dei Tributaristi, potrebbe renderci edotti in merito alle principali funzioni svolte dall’INT per parlarci dei contibuti minimi?

“Sì, la mia rielezione e quella di tutto il Consiglio nazionale uscente è stata motivo di soddisfazione e di commozione, che ha coinvolto i Delegati congressuali e questo è un segnale altamente positivo in un momento in cui sembrano prevalere solo egoismo ed interessi economici, ciò dimostra come all’interno dell’INT sussistano ancora importanti valori come l’amicizia e la stima. 

Circa le funzioni dell’Istituto Nazionale dei Tributaristi, di cui si potrebbe parlare per ore, cercherò di sintetizzarle attraverso il riferimento al nostro Statuto nazionale, dove si evincono gli scopi dell’Associazione

Dal controllo e valorizzazione della formazione e della deontologia degli Associati soprattutto in funzione alla tutela dell’utenza, all’aspirazione di contribuire ad un ordinamento sociale più giusto, dalla promozione del dialogo con Enti ed Istituzioni alla difesa e salvaguardia dell’attività del Tributarista.

Tutto ciò è stato poi rafforzato dai compiti attribuiti all’Istituto Nazionale Tributaristi dalla L. 4/2013 ai sensi della quale l’INT è iscritto nell’Elenco del Ministero dello Sviluppo Economico quale Associazione di rappresentanza professionale con potestà di rilasciare attestato di qualità ai propri iscritti. Ulteriori informazioni nonché un apposito sportello informativo  per l’utenza si possono trovare sul nostro sito internet www.tributaristi-int.it.”.

Nella prima settimana di Ottobre, ha partecipato al IV Congresso nazionale dei tributaristi INT, presso il Centro Congressi del Grand Hotel di Rimini. Tema e titolo del meeting: “Una nuova prospettiva per l’Italia”. Presidente Alemanno, ci parli dell’importante ruolo ricoperto dai tributaristi italiani.

“I Tributaristi nel tempo hanno raggiunto sempre più un ruolo importante nel settore delle professioni e non solo quali consulenti in ambito tributario di imprese e lavoratori autonomi, ma anche come supporto ad un’attività volta ad aiutare ed integrare funzioni dello Stato, basti pensare alla funzione di intermediario fiscale autorizzato o allo svolgimento dei compiti di controllo in tema di antiriciclaggio. I Tributaristi costituiscono pertanto una categoria il cui apporto è ormai irrinunciabile sia per il mercato sia per le Istituzioni pubbliche, mi piace qui ricordare quanto dettomi da un importante Dirigente del Quirinale “Caro Presidente, se Voi tributaristi esistete, vuol dire che c’è bisogno di Voi, lo Stato, la Comunità hanno bisogno di Voi, i tributaristi sono una risorsa…l’INT è una risorsa per il Paese…”.

Potrebbe rendere edotti i nostri giovani lettori in merito ai contributi previdenziali? contributi minimi e quali categorie di lavoratori sono tenute a versarli all’Inps? 

“Argomento di estrema importanza e da cui evidentemente dipende il futuro di chi oggi svolge un’attività lavorativa, ma che assume un risvolto inquietante se pensiamo al futuro dei giovani. Mi auguro però che la classe dirigente del nostro Paese possa porre rimedio ad un problema a cui bisogna dare assoluta priorità nella ricerca di una soluzione con interventi strutturali su tagli della spesa pubblica e dei privilegi. Ciò detto, ogni attività lavorativa è soggetta ad obbligo contributivo per la costituzione di un assegno pensionistico, ad es. i professionisti organizzati in ordini e collegi hanno di norma una cassa previdenziale autonoma di natura privatistica, i commercianti e gli artigiani hanno un fondo previdenziale presso l’INPS, i professionisti di cui alla L.4/2013 hanno l’obbligo dell’iscrizione al fondo di gestione separata presso l’INPS”. 

Il Sistema di Sicurezza Sociale stabilisce l’obbligatorietà del versamento dei contributi previdenziali, il cui ammontare varia a seconda del tipo di attività svolta dal singolo lavoratore. Tali somme di denaro vanno ad alimentare dei fondi gestiti dagli Enti Pubblici Previdenziali e dalle Casse Professionali per conto dei contribuenti. Qual è la differenza tra i due sistemi di gestione dei contributi previdenziali? Potrebbe parlarci del meccanismo della Gestione Separata?

“Oggi tutti i sistemi di calcolo previdenziale, sia per le casse autonome che per quelle dell’INPS, sono riferiti al cosiddetto sistema contributivo, ovvero si avrà diritto ad un assegno pensionistico esclusivamente rapportato ai contributi versati. Tale sistema che ha sostituito il sistema retributivo, che purtroppo ha creato il deficit previdenziale, che oggi ancorché tardivamente si cerca di colmare, richiede l’applicazione di percentuali contributive più elevate del passato. In tal senso si è già mosso l’INPS con l’incremento delle percentuali contributive per i lavoratori autonomi e così dovranno fare le casse autonome dei professionisti poiché con le attuali aliquote contributive difficilmente potranno essere garantite pensioni ai giovani. Un discorso a parte si deve fare per la gestione separata dell’INPS, a cui aderiscono per legge i professionisti privi di cassa autonoma (L. 335/95),  che già dal 1995 quando è stata istituita è soggetta al sistema contributivo, con applicazione della maggiore aliquota previdenziale di tutti i settori lavorativi del mondo autonomo che oggi supera il 27%. Su questa problematica e sulle garanzie che la gestione separata dovrà fornire agli iscritti si sta concentrando parte dell’attività dell’INT e di Confassociazioni, la confederazione delle associazioni professionali di cui l’INT è socio fondatore”.  

Qual è la Sua opinione tecnica e professionale in merito al meccanismo relativo al regime dei contribuenti minimi 2013? Chi sono i contribuenti minimi relativi al settore delle libere professioni?

“Il regime dei contribuenti minimi o per meglio dire il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità, come indicato dalla normativa che dal 2012 ha modificato la Legge istitutiva n. 244/2007, è sicuramente da considerare positivamente pur se ampiamente modificabile soprattutto in funzione del sostegno alle iniziative di giovani imprenditori e professionisti e di coloro che svolgono attività di lavoro autonomo marginali. E’ auspicabile una messa a regime di tale opportunità al fine di superare il periodo massimo di cinque anni di utilizzo di tale sistema come attualmente previsto, fatta salva la possibilità per i giovani di mantenerla sino al compimento del 35° anno di età. I “contribuenti minimi” sono pertanto imprenditori e professionisti, che svolgono attività individuale poiché è vietato l’utilizzo di tale regime alle società, che godono di un regime di tassazione agevolato pari ad un’imposta sostitutiva di IRPEF IRAP ed addizionali pari al 5%, che non sono soggetti ad IVA, alla tenuta delle scritture contabili e all’applicazione degli studi di settore. A fronte di queste agevolazioni, non devono superare i 30.000 euro di ricavi annui, non possono avere personale dipendente, non possono acquistare beni strumentali superiori a 15.000 euro in un triennio, non devono avere già aperta P. IVA o possedere partecipazioni societarie. In particolare nel settore delle libere professioni troviamo i contribuenti minimi ovviamente tra i giovani, ma anche coloro che pur in possesso di esperienza e capacità, si sono trovati, loro malgrado, senza lavoro. Le tipologie di professione che possono aderire a tale regime sono maggiormente quelle del settore della consulenza, rispetto a quelle per le quali è necessaria una struttura più organizzata di mezzi e persone, si va pertanto dai giovani avvocati ai tributaristi, dagli informatici ai traduttori ed interpreti per citare solo alcune delle professioni che possono utilizzare un’opportunità che deve essere ampliata e modificata in modo che possano essere anche altri soggetti a poterla utilizzare, in un momento di crisi economica ed occupazionale ciò non è solo necessario, ma doveroso”. 

Elenco delle Casse Professionali e dei relativi Contributi Minimi 2013

  • Scarica gratis da qui Contributi Minimi Cassa Nazionale di previdenza ed assistenza avvocati
    • contributo soggettivo minimo di base: con riduzione del 50% per praticanti abilitati al patrocinio ed avvocati che si iscrivano prima del 35 anno di età – 2.700,00 euro
    • contributo soggettivo modulare obbligatorio
    • contributo di integrativo minimo pari a 680 euro
    • contributo di maternità
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