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20 novembre 2013

Dall’Università degli Studi di Palermo Sicilia e Cina, andata e ritorno

Università degli Studi di PALERMO – Sicilia e Cina, andata e ritorno. Le due culture narrate in aula dall’Università degli Studi di Palermo

Si è chiuso sulle note della canzone “Nel blu dipinto di blu” intonata da uno studente italiano e da una studentessa cinese dell’Università degli Studi di Palermo il convegno che ieri, per un pomeriggio, ha creato un ponte tra Palermo e la Cina.

“Sicilia e Cina, andata e ritorno – Contatti, confronti e progetti” è stato infatti un incontro dedicato a due realtà geograficamente lontane ma che riescono ad avvicinarsi sempre di più grazie ad un accordo stipulato tra l’Università degli Studi di Palermo e l’Università di Chongqing, la Sisu (Sichuan International Studies University), Cina.

Ad aprire l’incontro, che si è svolto nella nuova aula magna dell’ex convento di Sant’Antonino, è stata la prof.ssa Mari D’Agostino, direttore della Scuola di Lingua italiana per Stranieri. La prof.ssa ha parlato dell’accordo che, dal 2011, la Scuola porta avanti con l’Università di Chongqing e che ha permesso a tre docenti palermitani di insegnare in Cina e a numerosi studenti della Facoltà di Lettere di trascorrere presso la Sisu un proficuo periodo di studio. Subito dopo ha dato la parola al Pro Rettore Pasquale Assennato. Oltre ai suoi saluti il Pro Rettore ha segnalato il contributo della Scuola di Italiano al processo di internazionalizzazione dell’Università degli Studi di Palermo. Convenzioni con la Sisu e con l’Università di Rosario, Argentina, sono solo degli esempi di come la Scuola ItaStra stia alimentando i processi di scambio continuo con diverse realtà e culture.

A seguire  Mario Giacomarra, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, Laura Auteri, Direttrice del Dipartimento di Scienze Umanistiche e Enrica Cancelliere, Presidente del Corso di laurea in Lingue e Mediazione Linguistica hanno salutato il pubblico numeroso presente in sala per lasciare poi la parola ai relatori.

La prima relazione è stata tenuta da Paolo Santangelo dell’Università “La Sapienza” di Roma che ha presentato Ming Qing Studies 2013, una tra le più importanti riviste internazionali di sinologia. Ming Quing Studies è una pubblicazione annuale, sia cartacea che on line, realizzata grazie alla collaborazione di diversi studiosi sia italiani che stranieri e che vuole dare un contributo ai dibattiti su questioni storiche e culturali della Cina tardo imperiale e pre-moderna.

A seguire l’intervento di Renata Vinci, dottoranda di ricerca alla Sapienza, che ha accompagnato il pubblico in un viaggio indietro nel tempo. Vinci ha infatti studiato come veniva vista l’Italia, ed in particolar modo la Sicilia, dagli scrittori delle varie dinastie imperiali.  Da descrizioni dell’ambiente, della natura affascinante e incontaminata diversi scrittori cinesi  si è poi passati all’analisi della situazione politica italiana e siciliana, parlando al proprio popolo, per esempio, di Garibaldi e del Regno delle due Sicilie.

Yang Lin, docente e responsabile del Corso di Laurea in Lingua italiana presso la Sisu, ha  invece esposto una relazione con un punto di vista inverso rispetto a quello della ricercatrice Vinci. Ha infatti analizzato il modo in cui è stata vista la Cina da scrittori italiani della letteratura contemporanea come Alberto Moravia e Goffredo Parise e che, tramite il reportage giornalistico, hanno descritto i loro viaggi nel paese orientale.

Infine la prof.ssa Giusi Tamburello, docente presso l’Università degli Studi di Palermo, ha raccontato la sua esperienza di studio e lavoro in Cina e l’incontro è stato concluso con una testimonianza degli studenti cinesi della Sisu che da sei mesi studiano a Palermo e da due giovani dell’ateneo palermitano che hanno trascorso un periodo di studio alla Sisu,. Il loro intervento è stato preceduto dal docente Vincenzo Pinello che ha illustrato il lavoro svolto quotidianamente dalla Scuola per far apprendere la lingua ma anche la cultura italiana:  laboratori e incontri con scrittori sono solo alcune delle molteplici attività organizzate dalla Scuola per  creare un’immersione dello studente nella lingua italiana.

Due studentesse cinesi hanno poi raccontato la loro esperienza di studio all’Università degli Studi di Palermo, i loro problemi iniziali nell’apprendere la lingua e gli ottimi risultati ottenuti dopo duri sacrifici. Il loro contatto con l’Università degli Studi di Palermo è iniziato due anni fa, tra i banchi della Sisu, quando hanno cominciato a seguire le lezioni di lingua italiana del docente palermitano Pinello che si trovava lì grazie all’accordo di mobilità. Hanno poi scelto di proseguire il loro percorso di studi approfittando della possibilità di approfondire la loro conoscenza della lingua raggiungendo Palermo. Adesso, come hanno raccontato, sono arrivate quasi al termine del loro  percorso di studi e stanno scrivendo le tesi di laurea seguite da professori dell’Università degli Studi di Palermo.

Infine due studenti italiani hanno raccontato come è stato, per loro, studiare in Cina. Anche per loro non sono mancati problemi con la lingua straniera, difficoltà nel comprendere e nell’adeguarsi ad una cultura con modi di fare e aspetti diversi dalla loro. Ma questo non li ha fermati, anzi li ha motivati ancora di più. L’incontro si è chiuso non solo mostrando ai presenti  video musicale dove uno di loro, Alessandro Arioti, intona in lingua italiana e cinese la nota canzone “Volare” accompagnato da una studentessa Sisu, ma anche ribadendo più volte volontà di ritornare in Cina appena laureati.

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