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6 novembre 2013

Nuovi posti negli asili nido: oltre 11 mila posti negli asili con abolizione e tagli alle province

Primo asilo classe A

Nuovi posti di lavoro negli asili nido, abolizione e tagli alle province: intanto è guerra di numeri per l’abolizione delle province.

Asilo Nido

Asilo Nido

Abolire le province o no? È questo il dilemma in corso in questi giorni al Ministero degli Affari regionali che vede battersi due schieramenti opposti: i favorevoli alla soppressione di queste, guidati dal ministro Graziano Delrio, e i contrari, costituiti dai rappresentanti stessi delle province, i quali invece puntano a temporeggiare. Nel caso in cui venissero effettuati i tagli alle province verrebbero creati 11.300 posti negli asili nido.

Nuovi posti di lavoro negli asili nido. I favorevoli all’abolizione delle province premono per l’approvazione del decreto ministeriale entro Natale, intravedendo una reale convenienza in termini economici dai tagli alle province.

Avvalendosi di dati provenienti dalla Bocconi, Delrio parla di un risparmio di circa 113 milioni e 630mila euro, cifra che verrebbe subito reinvestita nella creazione di 11.300 posti negli asili nido italiani. Oppure, in alternativa, nel dissesto idrogeologico delle regioni.

L’abolizione delle province per i contrari porterebbe a nuovi costi e non a nuovi posti negli asili nido, infatti, la fazione contraria, animata da esponenti stessi delle Province, sostiene che la soppressione di queste provocherebbe dei costi pari a circa 1 miliardo di euro e chiede di aspettare almeno fino a primavera per andare a votare, puntando in questo modo a conservare Province e costi almeno per altri 5 anni.

La guerra è aperta e ci si batte in termini di cifre. Da un lato i favorevoli che offrono ciò che ogni buon italiano desidera in questo angosciante momento di crisi: nuovi posti di lavoro e in particolare posti negli asili nido con un utenza richiesta molto appetibile. Si tratta, infatti, di oltre 11 mila posti negli asili nidi. Dall’altra parte, sull’altro versante e schiarimento si pongono coloro che sono contrari perché aumenterebbero i costi già ora insostenibili.

Secondo i dati provenienti dalla Bocconi, illustrati dal Corriere della Sera, i suddetti tagli porterebbero ad un risparmio totale di circa 2,3 miliardi di euro che è la cifra complessiva della spesa amministrativa data dalla somma del costo del personale più il costo per il controllo e la gestione. Inoltre, secondo i dati provenienti dal Sose (Soluzioni per il sistema economico), dalla spesa pubblica per i beni e i servizi si evince un tasso di inefficienza medio di province e comuni pari al 31,44 per cento, calcolando un risparmio che si aggirerebbe a circa 2 miliardi di euro. Mentre dalle spese per gli organi costituzionali si considera un’inefficienza addirittura superiore, pari al 55, 36 per cento.

Nuovi costi: il riscaldamento. Di contro, l’Unione delle Province afferma che con il passaggio della gestione delle scuole dalle Province ai Comuni, i costi per il riscaldamento aumenterebbero di 424 milioni. Opposta è la tesi del ministro Delrio che porta come esempio i comuni più virtuosi come Fermo, Treviso, Milano che se presi a modello si arriverebbe a un risparmio medio di circa il 39% rispetto ai costi sostenuti dalle Province nel 2012 per riscaldare gli edifici.

È guerra di numeri per l’abolizione delle province. Dati, stime, conti vari vengono presentati da entrambi gli schieramenti cercando di ragionare su cosa conviene realmente fare, cercando di arrivare a una conclusione che ponga fine a una discussione che va avanti ormai da troppo tempo. La fine di una discussione che porterebbe secondo quanto sostenuto dal ministro Delrio una ventata di positività con nuove assunzioni, nuovi posti negli asili nidi.

Come ha affermato il ministro Delrio a radio24: “Abolire le regioni o ridefinirne i confini è un’operazione molto complessa e il dibattito su questo tema è recente. Sulle province invece discutiamo da anni, per questo chi chiede più tempo per la riforma usa questo argomento in modo strumentale…”.

Cecilia Capri

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