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Iscrizioni Università per Censis in calo ecco i motivi

Redazione Controcampus 17 Dicembre 2013
R. C.
19/09/2021

Calo delle iscrizioni Università per Censis e classifica relative all’anno accademico 2012-2013.



Intervista al Responsabile della ricerca Censis Roberto Ciampicacigli.

Anche quest’anno, come di consueto, il Miur ha divulgato i risultati delle immatricolazioni e delle iscrizioni degli studenti italiani relativi all’a.a. 2012/2013. In attesa delle statistiche concernenti l’anno accademico 2013/2014, l’istantanea del Sistema Universitario Italiano 2013 appare lievemente sgranata: dai dati, purtroppo, emerge un calo delle iscrizioni università pari a 69.978.  

Scandagliando attentamente le statistiche stilate dal Ministero dell’Istruzione, in collaborazione con Cineca, infatti, risulta tutt’altro che inverosimile individuare un progressivo e deleterio calo delle iscrizioni università. Nell’a.a. 2012/2013, il numero degli iscritti ai corsi di laurea triennali ed a ciclo unico è stato pari a 1.692.984, cioè circa 69mila in meno rispetto all’a.a. 2011/2012 (1.762.962).

Calo delle iscrizioni università? In attesa della pubblicazione dei dati ufficiali relativi al 2013/2014, un’indagine giornalistica svela che, quest’anno: “Su ventotto atenei, ventitré registrano una crescita d’iscritti!”.

Iscrizioni Università per Censis, a rivelarlo è uno studio effettuato dal quotidiano nazionale La Repubblica.

Secondo le informazioni raccolte, l’anno accademico 2013-2014 sarebbe foriero di novità a dir poco proficue. A poche settimane di distanza dall’epilogo dei test di accesso, infatti, appare non del tutto inverosimile ipotizzare che le Università italiane stiano riacquisendo fascino e prestigio social culturali.

Sebbene manchino ancora dati e pareri ufficiali, sembra che le aspiranti corone d’alloro, consce dell’elevato tasso di disoccupazione e dei lauti margini di precarietà lavorativa, abbiano scelto di ricalcare le orme dei propri predecessori, proseguendo gli studi ed investendo nell’alta formazione.

Contattati dalla redazione di punta del Gruppo Editoriale “L’Espresso spa”, in merito alla questione relativa al calo delle iscrizioni università, diversi atenei avrebbero fornito informazioni del tutto confortanti sul numero delle proprie aspiranti corone d’alloro.

La sinossi dello studio inerente alle iscrizioni università è a dir poco eloquente: “Su ventotto atenei, ventitré registrano una crescita d’iscritti”.

Stando alle prime proiezioni ufficiose, dunque, le immatricolazioni afferenti all’anno accademico 2013-2014 sarebbero caratterizzate da un sostanziale incremento, pari a 5.246 matricole in più rispetto all’anno precedente. Tuttavia, la crescita delle immatricolazioni riguarderebbe prevalentemente gli atenei del centro nord ed, in particolare, quelli di Ferrara, Modena e Reggio Emilia, Trieste e Genova.

Se i dati fossero confermati da fonti ufficiali, si tratterebbe di una notizia davvero sensazionale. Dopo anni di declino economico e sfiducia nell’alta formazione, dunque, molti studenti avrebbero deciso di riecheggiare le origini perdute, scegliendo di iscriversi all’università.

A dar man forte al ritorno di fiamma tra neodiplomati ed atenei, sarebbero due fattori eloquenti: da un lato l’effimera offerta lavorativa delle aziende italiane, ormai giunte allo strenuo delle forze, e, dall’altro, le suggestive strategie di marketing messe a punto dalle Università italiane.

Ad ogni modo, il boom delle immatricolazioni e delle iscrizioni università, relativo all’anno accademico 2013-2014, riguarderebbe soltanto alcuni Dipartimenti (ex Facoltà).

Secondo l’indagine condotta dalla Redazione del quotidiano del Gruppo Editoriale “L’Espresso”, i maggiori incrementi sarebbero stati registrati nei corsi di studio di economia e scienze dell’amministrazione online dell’Università di Torino e nei dipartimenti di scienze del farmaco e scienze agrarie e alimentari della Statale di Milano.

Al di là del cospicuo incremento delle immatricolazioni registrato nei giorni scorsi da La Repubblica ed in attesa dei dati ufficiali del Miur, risulta a dir poco verosimile e necessario affrontare il delicato tema delle iscrizioni università, evidenziandone aspetti e dettagli d’impronta realistica.

Bisogna, innanzitutto, ricordare che l’Anno accademico 2012-2013 è stato caratterizzato dal calo delle immatricolazioni e delle iscrizioni, dall’aumento delle tasse e dalla diminuzione dei fondi per il diritto allo studio. E’ questa, dunque, in attesa delle statistiche ufficiali del Miur relative al 2013-2014, la descrizione del sistema universitario italiano. Stando alle statistiche relative al 2012, sarebbero circa 50.000 gli studenti che avrebbero scelto di abiurare l’idea di un futuro coronato d’alloro. Tuttavia, ad allarmare ed irretire gli atenei italiani non è solo il calo delle iscrizioni, ma anche l’ormai atavico de-finanziamento universitario.

Secondo la Guida Censis 2013/2014, negli ultimi sei anni il numero degli immatricolati è calato del 10%, passando da 293 mila unità relative al 2009 alle 268 mila del 2013. La crisi del sistema universitario ed il calo delle iscrizioni università, dunque, appaiono direttamente proporzionali alla débâcle economica dei tempi moderni. E la riduzione dei finanziamenti agli atenei ha prodotto un inevitabile innalzamento delle tasse.

Gli studenti, mai tanto tartassati, s’interrogano sul proprio futuro, attendendo, tra una riforma e l’altra, la fine del difficile anno di transizione.

In attesa delle statistiche ufficiali del Miur, e con il desiderio di comprendere alcuni aspetti relativi alle immatricolazioni ed alle iscrizioni università, Controcampus ha deciso di intervistare il Responsabile della Ricerca Censis Roberto Ciampicacigli. La Grande Guida Censis Università è, senza ombra di dubbio, uno strumento indispensabile ed essenziale per ciascuno studente che desideri effettuare iscriversi in uno degli Atenei Italiani. Direttore Ciampicacigli, potrebbe parlarci del difficile anno transizione, segnato dal calo delle iscrizioni università, e dell’importanza della Guida Censis?

“La Grande Guida Censis Università 2013-2014 è la tredicesima edizione. Sono tredici anni, dunque, che cerchiamo di orientare famiglie e studenti per una scelta consapevole dell’Università. Si tratta di un lavoro cui teniamo molto, anche perché siamo l’unica società privata che realizzi studi di questo tipo in Italia. Studi che sono ormai diventati un vero e proprio punto di riferimento costante sia per le famiglie, sia per Rettori e Docenti (vedi le classifiche universitarie). Quest’anno parliamo di transizione perché, per la prima volta, ci siamo trovati a dover, praticamente, trasformare il nostro modello di valutazione. Trasformarlo in modo rilevante, perché fino all’anno scorso le classifiche erano condotte per le facoltà, ma con la Riforma Gelmini, dal 2012-2013, l’offerta didattica non è più organizzata per facoltà (che sono state “dismesse”) ma da altri organismi che sono i dipartimenti o le scuole, a seconda delle scelte effettuate dai diversi atenei. Quindi, quest’anno, per la prima volta, abbiamo dovuto separare nettamente la dimensione della didattica e dell’internazionalizzazione dalla dimensione della ricerca, del prestigio e delle pubblicazioni. Quindi la lettura di questi dati è un po’ più difficile, perché, da un lato, utilizziamo degli indicatori di progressione nella carriera e d’internazionalizzazione degli studenti (cioè quanti utilizzano l’erasmus in entrata e in uscita), e quindi il nostro focus è rappresentato dalle classi di laurea, e, dall’altro lato, invece, sul piano della ricerca e delle pubblicazioni, il nostro focus è simboleggiato dai dipartimenti. Dunque, quest’anno c’è una doppia lettura del sistema universitario, che, invece, lo scorso anno era raggruppata dentro il contenitore Facoltà. Questa è una significativa modifica al modello di valutazione”.

Come giudica il calo delle immatricolazioni e delle iscrizioni università? Quali sono, secondo Lei, le cause della riduzione delle iscrizioni università?

“Il calo delle immatricolazioni e delle iscrizioni universitarie è un argomento di difficile valutazione. Un argomento che impone riflessioni fondate sulle percezioni, perché non sono stati effettuati, che io sappia, importanti ricerche o sondaggi sugli studenti alla chiusura del ciclo delle scuole superiori per comprendere poi quali siano gli orientamenti e le scelte relative all’immatricolazione ed all’iscrizione universitaria.

Ad ogni modo, credo si possano fare due considerazioni. La prima è che effettivamente la crisi economica ha scalfito le tasche degli italiani, invitando molte famiglie ad apposite riflessioni in merito ad un eventuale investimento in istruzione o in alta formazione. Penso che, da questo punto di vista, possa esserci stato un impatto negativo della crisi sulle immatricolazioni. La seconda valutazione relativa al calo delle iscrizioni universitarie, invece, concerne il mondo della comunicazione, il quale, probabilmente, non ha facilitato la scelta degli studenti.

Negli ultimi anni, infatti, i mass media hanno dato ampio risalto alle incognite lavorative dei giovani laureati italiani ed all’ipotesi di ricercar lavoro all’estero. Pertanto, credo che tali considerazioni possano rimbalzare sui giovani invitandoli a riflettere in maniera accurata sulla necessità d’iscriversi all’università e di pagare tasse pari a 2mila euro annui”.

Poi c’è il problema dei ragazzi che non studiano e non lavorano e che, comunque sia, tendono a non prediligere lavori manuali ed artigianali. Insomma, l’homo Faber e l’artigianato sono destinati a scomparire? 

“Questo fenomeno è certamente reale per la filiera della produzione artigiana. Forse lo è meno per la filiera agroalimentare per la quale molti giovani manifestano un discreto interesse: si pensi alla produzione del biologico e del vino. Poi è evidente anche l’esistenza di un sound di fondo rispetto alle cose. Alcune categorie sono nella condizione di esibire livelli salariali piuttosto alti e quindi i giovani cercano di seguire questo tipo di modello professionale. Perché ad esempio in alcune università non statali il numero di chi chiede di entrare è sempre superiore al numero dei posti disponibili. Si pensi alle facoltà di medicina: il numero di posti disponibili era di gran lunga inferiore ai partecipanti ai test di accesso. D’altronde, Medicina è la facoltà che offre maggiori sbocchi lavorativi e possibilità economiche”.

In attesa degli ultimi aggiornamenti ed al fin di rendervi edotti in merito alla situazione inerente al calo delle iscrizioni università, Controcampus vi propone una classifiche relativa agli atenei con il maggior numero di iscritti.

Secondo le statistiche divulgate dal Miur e redatte in collaborazione con Cineca, nell’anno accademico 2013/2014, le università italiane, nel complesso, sarebbero state caratterizzate dalla presenza di 1.692.984 di iscritti, cioè 69.978 in meno rispetto all’a.a. 2011/2012 (1.762.962).

© Riproduzione Riservata
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Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto